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Taranto, migliaia di persone per ricordare le vittime dell'inquinamento: "L'acciaio non vale la vita di un bambino"

Tutto lacciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino. Scritto in rosso e in blu su telo bianco, lo striscione retto dai giovanissimi delle società sportive di basket e baskin (la pallacanestro inclusiva giocata assieme da normodotati e diversamente abili), ha aperto la Fiaccolata per le vittime dellinquinamento di Taranto. Dietro decine di croci, manifesti, foto di chi non cè più con la frase Io dovevo vivere, e migliaia di persone in marcia silenziosa. Padri e madri che hanno perso i loro figli, ragazzi che hanno visto ammalarsi i loro amici o i loro parenti, insegnanti o allenatori di società sportive, in ricordo di alunni e allievi scomparsi. E tanti cittadini, richiamati ancora alla partecipazione civile per rivendicare il diritto alla salute.
Davanti allo striscione dei bimbi, a fare da battistrada, proprio quel diritto sancito dalla Costituzione, rappresentata da una donna con indosso il grande libro della legge e che a braccia aperte mostra la lettera dell'articolo 32. Una Costituzione col bavaglio alla bocca, a significare quel diritto negato nella città della grande industria inquinante.
Commemorazione, denuncia e speranza sono le parole con le quali la città è scesa ancora, per lennesima volta, in strada. La manifestazione lanciata da Genitori tarantini ha visto ladesione di oltre 30 tra associazioni, ordini professionali, compreso quello nazionale dei biologi, e società sportive, provenienti anche dal resto della regione e dalla Basilicata. Uniniziativa che nei giorni scorsi ha raccolto messaggi di solidarietà da tutta Italia, compresi personaggi dello sport, della cultura e dello spettacolo. Non sono mancati quelli dei tarantini noti, da Benedetta Pilato, la giovane campionessa di nuoto, alle cantanti Mietta e Mariella Nava.
Il corteo è partito da piazza Immacolata, nel cuore della città, ha attraversato lintera via DAquino fino a piazza Garibaldi, dove si sono alternati tre momenti. Di racconto, come quelli di Antonella Massaro, la mamma di Myriam, una bimba morta dodici anni fa quando ne aveva appena cinque. E di Valerio Cecinati, primario del reparto di pediatria dellospedale Santissima Annunziata, dove si trova loncoematologia, aperta grazie anche alla raccolta fondi dei cittadini promossa dalla giornalista de Le Iene, Nadia Toffa.
Cecinati ha sottolineato la gravità dei dati dellIstituto superiore della Sanità che segnano laumento delle malattie infantili e la solidarietà di chi ha contribuito ad aprire il reparto in cui opera. Sono qui in nome dei miei piccoli pazienti e dei loro genitori, che non possono partecipare, e perché viene prima la salute, ha ricordato il medico. Poi il momento di denuncia, con lintervento tra gli altri di Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink: Ogni giorno a Taranto tre persone scoprono di avere il tumore. E di Giuseppe Di Bello, tenente della polizia provinciale di Potenza, che nel 2010 segnalò alle autorità le anomalie allinterno dellinvaso lucano del Pertusillo, da dove si fornisce acqua alla Puglia e alla Basilicata. Anomalie che lui ricollega alle estrazioni e alle perdite di petrolio della Val dAgri.
Infine, il momento di speranza, con i ragazzi delle scuole, che hanno ricordato i motivi per i quali vogliono restare e vivere a Taranto per incarnare il suo futuro. Ad alternare le testimonianze, tra gli artisti, la musica del gruppo di cantautorato Le3corde, che ha intonato anche il brano Di sana e robusta Costituzione, e del violinista Francesco Greco, oltre alle parole dellattrice Giulia Gallo. Presenti tra gli altri anche rappresentanti de La Case delle donne del Mediterraneo e del Comitato cittadino Fibronit di Bari. In collegamento da piazza della Repubblica, a Firenze, un gruppo di cittadini toscani ha manifestato la sua solidarietà globale e si è collegato in diretta video con la piazza di Taranto.
Il proverbiale Credevate di averci sepolto ma non sapevate che eravamo semi recita un altro striscione, enorme, verde su bianco, nel mezzo del corteo. Il Coronavirus ci fa un baffo è scritto su un cartello rosa - mentre lllva lepitaffio. Tanti anche i cartelli dei ragazzi delle scuole, a invocare una città bella e migliore. Una città da risarcire, come rivendica un altro cartello in testa alla fiaccolata.
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