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Coronavirus: 23 contagiati in Emilia Romagna. Accertamenti su un riminese tornato dall'estero risultato positivo

BOLOGNA - Quattro nuovi casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, che portano a quota 23 il numero dei contagiati sul territorio regionale. Tra questi anche un 71enne di Rimini rientrato dall'estero. Due casi invece, entrambi riconducibili al focolaio lombardo, riguardano cittadini di Parma e sono stati rilevati nel laboratorio dell’Università; uno ha trascorso periodi di permanenza a Codogno, manifestava sintomi lievi ed è in isolamento a domicilio; l’altro, che aveva avuto contatti con la zona rossa del Lodigiano, è ricoverato all’ospedale di Parma, reparto Malattie Infettive.
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Poi ci sono poi i due casi rilevati dal Crrem, il Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Il primo riguarda un’operatrice sanitaria dell’ospedale Piacenza, in isolamento a domicilio; il secondo è la persona di Rimini, di 71 anni, ricoverata in ospedale, di ritorno da un viaggio. Su quest’ultima situazione sono in corso approfondimenti sul piano epidemiologico: si tratta infatti di un caso anomalo non collegabile con i focolai lombardi. Il paziente, che ha viaggiato e avuto tanti contatti negli ultimi 15 giorni, è rientrato il 22 febbraio: manifestava sintomi come tosse e febbre già da tre-quattro giorni e si è presentato al pronto soccorso.

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di MARCELLO RADIGHIERI
"Ha avuto tantissimi contatti ed è stato in molti luoghi", ha detto l'assessore regionale alla salute dell'Emilia-Romagna Sergio Venturi. "Il caso ci scombussola un po'", ha aggiunto. Il paziente è stato trasportato in sicurezza dall'ospedale di Cattolica all'Infermi di Rimini dove si trova ora nel reparto malattie infettive. "Tendo a escludere che sia un nuovo focolaio romagnolo ma non tralasciamo alcuna ipotesi", ha poi rimarcato Venturi.
Complessivamente quindi, in Emilia-Romagna, i casi di positività salgono a 23: 17 a Piacenza, 4 a Parma, 1 a Modena e 1 a Rimini. Intanto è attivo il numero verde della Regione: 800 033 033. Attivato da oggi sono già arrivate 11.200 chiamate. Intanto il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha annunciato, d'intesa con i presidenti Zaia e Fontana, la richiesta del "blocco delle esportazioni dei dispositivi di protezione individuale prodotti dalle aziende italiane e la requisizione di questo materiale". Una misura necessaria, spiega, per "evitare che fra pochi giorni ci si trovi nella situazione in cui non si trovino mascherine, tute, guanti, cuffie e i dispositivi necessari, soprattutto nelle Regioni più colpite". Si tratta di "materiale che serve in particolare agli operatori sanitari, che stanno facendo un lavoro straordinario. Tema che ho posto al presidente del Consiglio, Conte, che ci ha rassicurati sul fatto che si troverà immediatamente una soluzione positiva su questo", aggiunge Bonaccini.
Nel reparto di malattie infettive dell'ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, punto di riferimento provinciale, sino ad ora sono stati esaminati, in isolamento, sei casi sospetti, tutti risultati negativi. Si tratta di quattro italiani e due cinesi, tre residenti nel forlivese e altrettanti nel cesenate. Dopo l'esito dei controlli sono stati tutti dimessi. E' quanto emerso in mattinata durante la riunione nella prefettura di Forlì. E' stato precisato che all'ospedale di Forlì si sta provvedendo ad allestire un apposito locale, in un edificio isolato dal resto della struttura ospedaliera, dove ospitare i pazienti potenzialmente a rischio di essere stati contagiati. L'Ausl Romagna, grazie al laboratorio unico di Pievesestina di Cesena, è di fatto autosufficiente per quanto riguarda i tamponi necessari per evidenziare la presenza del virus. In questo modo si potrà avere l'esito dell'esame nella stessa giornata e non attende le 24 ore successive.



L'assessore Venturi: "Mi aspetto almeno quattro nuovi casi al giorno"


Oggi pomeriggio Venturi ha fatto il punto: "Mi aspetto nei prossimi giorni almeno quattro nuovi casi al giorno, in tal caso sarà un dato positivo e vorrà dire che la situazione sarà sotto controllo. Stiamo lavorando al massimo per contenere l'infezione, di sicuro la chiusura della zona rossa nel lodigiano ci ha dato una grande mano". Sarà lui a gestire l'emergenza sino al 4 marzo. L'insediamento della nuova giunta infatti è slittato in conseguenza al rinvio della seduta d'insediamento della nuova assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna che sarà mercoledì prossimo. La decisione è stata assunta dalla presidente uscente Simonetta Saliera, ricordando che il regolamento interno dell'assemblea "dispone la pubblicità delle sedute assembleari". Dunque, la sedute non poteva essere fatta a porte chiuse come annunciato inizialmente.
Tra le 23 persone al momento positive al coronavirus in Emilia-Romagna "nessuno è peggiorato" in questi giorni. "Tre o quattro pazienti sono in terapia intensiva, ma la metà è in isolamento a casa propria" precisa Venturi. Rispetto a ieri, aggiunge Venturi, "abbiamo avuto un incremento di soltanto quattro casi. Poteva essere di più, invece è una progressione molto ridotta".

Fake news: prime denunce


L'Ausl di Modena ha già presentato alla polizia postale le prime denunce sulle fake news circolate in questi giorni sul coronavirus. E farà altrettanto l'Ausl di Reggio Emilia.
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