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Coronavirus, donna con sintomi ricoverata a Piacenza: e collega del malato di Lodi. Esami anche su una famiglia con bambino

BOLOGNA - Sono al momento due i piacentini in isolamento dopo essere venuti in contatto col 38enne lodigiano, primo paziente italiano che ha contratto il coronavirus. A dirlo è la Regione Emilia-Romagna, spiegando che al momento è "ricoverata in isolamento nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Piacenza una donna, sintomatica, collega del paziente zero all'Unilever di Lodi: è atteso l'esito del tampone esaminato nel laboratorio di riferimento regionale del Sant'Orsola di Bologna".
Oltre alla donna quarantenne è in isolamento, in questo caso però domiciliare volontario, l'infermiere triagista piacentino che ha accolto il 38enne al pronto soccorso di Codogno. "Vive solo - precisa la regione - e benchè asintomatico, gli è stato eseguito il tampone".
In aggiunta a questi due casi, sono stati effettuati altri tre tamponi a Piacenza su una famiglia piacentina, residente in città (padre, madre e bambino), che potrebbero essere venuti in contatto con il focolaio di Codogno. I risultati dei cinque tamponi sono attesi in serata.
Il manager "rientrato dalla Cina (sospettato di aver contagiato l'uomo di 38 anni, il cosiddetto paziente zero, ndr) è risultato negativo al test", ma potrrebbe essere comunque lui, 28 anni, il "paziente zero". L’Istituto Superiore di Sanità ha confermato che l’uomo si è ammalato, anche se in forma più leggera. Il manager trascorre la maggior parte dell’anno in Cina. È tornato tra il 20 e il 21 gennaio, ma è sempre stato bene (e tuttora è in salute), tranne il 10 febbraio, quando ha accusato leggeri sintomi influenzali.
Arriva la conferma anche dalla regione Emilia-Romagna: "è risultato negativo al tampone il dipendente della Mae di Fiorenzuola d'Arda". Nonostante questo "secondo il principio della massima precauzione - spiega la regione- sono in corso ulteriori ricerche per capire se può essere risultato infetto nei giorni passati". L'uomo è in isolamento al Sacco di Milano. È infatti possibile essere negativi al test dopo avere avuto un'infezione da coronavirus SarsCoV2: lo rileva Giorgio Palù, ordinario di Microbiologia e Virologia dell' Università di Padova. Ci sono diversi motivi per i quali questo può accadere e al momento non ci sono elementi sufficienti per preferire un'ipotesi a un'altra, dice l'esperto.
L'azienda di Fiorenzuola d'Arda, la Mae, oggi è rimasta chiusa per precauzione. È una ditta specializzata in impianti per fabbricazione di fibre sintetiche e polimeri per l'edilizia. Sono una settantina i dipendenti della Mae sottoposti in queste ore a controlli. È quanto emerso in una conferenza stampa dell'Asl di Piacenza.
"La popolazione piacentina può stare tranquilla per ora. Allo stato attuale non vi è alcun caso accertato di contagio da coronavirus". Lo afferma il direttore generale dell'Asl di Piacenza Luca Baldino in un incontro con la stampa.
"Entro breve - dice Baldino - dovremmo avere da Bologna i risultati del tampone per la conferma o meno della positività della donna".
"Se qualcuno lavora o frequenta gli ambienti di quella stessa persona, o ha sintomi o dubbi, invito a contattare il 118 invece di presentarsi al Pronto soccorso - dichiara l'assessore alla Sanità (uscente) dell'Emilia Romagna, Sergio Venturi -. Voglio tranquillizzare sul fatto che la situazione è monitorata da tutti i servizi, sia quelli lombardi sia i nostri per quanto ci compete”.
"Per quanto riguarda le due aziende coinvolte, Unilever e Mae spa, - si legge inoltre nella nota - sono già stati attivati i protocolli ministeriali previsti: la gestione dell’azienda lombarda (Unilever) – come prevede lo stesso ministero - è in capo alla Regione Lombardia, mentre la Regione Emilia-Romagna, in pieno raccordo con l’Azienda sanitaria di Piacenza, si sta occupando della Mae. Il dipartimento di Igiene pubblica dell’Ausl piacentina ha già contattato il medico competente della Mae per avviare la vigilanza sui lavoratori dell’azienda, che oggi è stata chiusa prudenzialmente per iniziativa del titolare. Se il dipendente Mae, rientrato dalla Cina il 21 gennaio e già negativo al tampone, dovesse essere negativo anche agli ulteriori accertamenti, l’approccio verrà modificato di conseguenza.
Coronavirus, donna con sintomi ricoverata a Piacenza: e collega del malato di Lodi. Esami anche su una famiglia con bambino

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La sanità pubblica, in via precauzionale, sta già contattando tutte le persone per le quali è ritenuta necessaria un’ulteriore verifica perché valutate potenzialmente a rischio, pertanto ai cittadini si chiede di mantenere la maggiore tranquillità possibile. La raccomandazione è quella, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o il numero 118.
La Regione Emilia-Romagna, attraverso l’assessorato alle Politiche per la salute e l’Azienda sanitaria piacentina, sta collaborando con le Aziende sanitarie lombarde e conferma la massima disponibilità a mettere a disposizione le proprie strutture ospedaliere per accogliere, in caso di necessità, pazienti provenienti dalla Lombardia con problemi diversi da quelli legati al Coronavirus e che non possono accedere al Pronto soccorso attualmente chiuso, come peraltro sta già avvenendo dalle prime ore di oggi. Inoltre, è impegnata a realizzare tutte le misure di isolamento e sorveglianza concordate con i colleghi lombardi"
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