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Crollo Morandi, i giudici del Tar Liguria accusati di insensibilita: "Tesi appiattite su Autostrade"

Crollo Morandi, i giudici del Tar Liguria accusati di insensibilita: "Tesi appiattite su Autostrade"
(leoni)
Laccusa rivolta ai giudici è sostanzialmente quella di essere stati insensibili a una tragedia epocale, il crollo del Morandi e la morte di 43 persone: " In tutte le decisioni non vi è alcun accenno alla drammaticità dellevento che ha spezzato tante vite innocenti".

È un vero e proprio attacco, con sfumature quasi personali e quindi ancor più raro da vedere nelle solitamente asettiche aule della giustizia amministrativa, quello che lAvvocatura di Stato ha sferrato contro i giudici del Tar.

Larma utilizzata è un ricorso di 40 pagine contro lordinanza del 6 dicembre con cui i giudici amministrativi della Liguria si erano espressi su cinque ricorsi di Autostrade per lItalia e società del gruppo. La concessionaria sostiene che sia stato leso il suo diritto, sancito dalla Convenzione stipulata con lo Stato, a ricostruire il nuovo ponte.
Il Tar Liguria aveva ravvisato, come chiesto dai legali di Aspi, un possibile vizio Costituzionale del Decreto Genova e trasmesso gli atti alla Consulta che dovrà pronunciarsi. Ma nellordinanza si era spinto a formulare una serie di considerazioni quasi tutte favorevoli ad Aspi riconoscendo che con il Decreto Genova, la nomina di Marco Bucci a Commissario e lestromissione dai lavori di Aspi, fosse legittimo il sospetto di una " potenziale restrizione della libertà di iniziativa economica".

Il ricorso al Consiglio di Stato della Presidenza del consiglio ministri, del Ministero infrastrutture e del Commissario straordinario è firmato dallAvvocato distrettuale di Genova Anna Maria Bonomo e dallAvvocato di Stato Giuseppe Novaresi.
Lordinanza viene bersagliata su più fronti in cui si mescolano aspetti squisitamente giuridici ad altri più di "forma". Ecco, quindi, che la critica alla decisione del collegio ( presidente Paolo Peruggia, giudici Richard Goso e Paolo Nasini) quando si tratta di affrontare la questione della Convenzione è pesante: " ha rigettato con poche superficiali affermazioni, totalmente appiattite sulla sola prospettazione difensiva di parte ricorrente".

Secondo lAvvocatura anche limpostazione lessicale degli avvocati di Aspi è intollerabile: " In ognuno dei ricorsi proposti, una vicenda sconvolgente e inaccettabile quale il crollo di un viadotto autostradale è stata minimizzata e definita " levento", come se si trattasse di un neutrale e naturale accadimento". Eppure, continuano gli Avvocati dello Stato "Lordinanza che si impugna e le altre correlateappaiono frutto di una certa approssimazione decisionale".
Sull'autostrada in ricordo delle 43 vittime
Oltre a dedicare diverse pagine ad aspetti tecnici come la titolarità a costituirsi e i poteri di rappresentanza del procuratore speciale di Aspi, gli Avvocati dello Stato affondano anche sul collegio. Viene evidenziato un aspetto apparentemente secondario, ovvero che delle cinque ordinanza firmate dallo stesso collegio il presidente è stato estensore di tre mentre delle rimanenti due gli estensori sono stati gli altri componenti.

Scrivono gli Avvocati dello Stato: " Non è dato sapere se tali specifiche puntualizzazioni riflettano eventuali dissensi interni al Collegio che, in ogni caso, sarebbero fisiologici. Tuttavia si ritiene che eventuali decisioni assunte a maggioranza non possano giustificare soluzioni decisionali e soprattutto differenziazioni motivazionali. Il difetto di piena ed effettiva collegialità si è tradotto in ordinanze di rimessione alla Corte Costituzionale in evidente rapporto di autocontraddizione".

Quanto al punto centrale dellintera vicenda, ovvero se la Convenzione stipulata con lo Stato blindasse Aspi garantendole il diritto di ricostruire il ponte, lAvvocatura di Stato fornisce una lettura finalizzata a smontare la tesi di Autostrade: "È evidente che, proprio per leccezionalità del tragico evento, lopera di demolizione e ricostruzione del nuovo ponte non potesse essere ricompresa nella Convenzione vigente, i cui contenuti economici sono compiutamente definiti nel correlato piano finanziario, cui rimanda anche lo stesso art. 3, ma semmai avrebbe potuto essere oggetto di una pattuizione integrativa in applicazione della previsione di cui allart. 11, 2 e 3".

Infine, gli Avvocati dello Stato, citando una nota di Aspi inoltrata al Commissario, sostengono che la stessa " Società Autostrade riconosce, ancora una volta, che nel caso di specie era necessario un intervento del tutto al di fuori degli obblighi manutentivi di cui allart. 3 della Convenzione".
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