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Torino, gli antagonisti occupano il Rettorato: lancio di uova, una finestra in frantumi

Uova sono state lanciate da un gruppo di studenti contro le finestre del Rettorato dell'Università di Torino, una delle quali è andata in frantumi. Il corteo è partito dal Campus Einaudi, dove ieri sono avvenuti scontri con la polizia che proteggeva un volantinaggio del Fuan in occasione di un convegno sulle foibe. Nei tafferugli sono rimasti feriti tre agenti della Digos, un agente del commissariato Dora Vanchiglia e due guardie giurate dell'Università, e sono stati fermati tre antagonisti poi rinchiusi nel carcere delle Vallette.
Torino, gli antagonisti occupano il Rettorato: lancio di uova, una finestra in frantumi

Il vetro rotto dal lancio di uova
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Circa duecento studenti dell'area antagonista oggi sono partiti in corteo diretti al rettorato. Gli studenti hanno percorso via Rossini fermando il traffico. In testa lo striscione "Nessuno spazio a fascisti e polizia". Oltre un centinaio di manifestanti, dopo avere lanciato le uova e sfondato una porta, sono saliti al primo piano del palazzo per incontrare il rettore dell'ateneo, Stefano Geuna.
Ma l'Università non ha potuto ricevere i manifestanti: "Non ci sono le condizioni di sicurezza per incontrare gli studenti". Da quanto si apprende, c'era la disponibilità a incontrare una delegazione di cinque persone, ma gli studenti saliti al primo piano erano più di cento e così il confronto è saltato. Intorno alle 13 i manifestanti hanno lasciato il Rettorato.
"L’Università di Torino condanna fermamente le tensioni e gli atti di violenza avvenuti ieri, giovedì 13 febbraio, alla Palazzina Einaudi e oggi, venerdì 14 febbraio, al Rettorato - è scritto in una nota dell'Ateneo - Il rettore, professor Stefano Geuna e i vertici dell’Ateneo si sono resi e si rendono disponibili al dialogo se vengono garantite le condizioni di confronto civile nell’osservanza delle posizioni, della sicurezza, della tutela e incolumità delle persone. Requisisti che non si sono realizzati quest’oggi in Rettorato. L’Ateneo afferma e difende i principi della democrazia, del pluralismo, dell’antirazzismo, dell’antisessismo e dell’antifascismo che sono i presupposti necessari ad ogni forma di dialogo e sono propri della Costituzione Italiana. Altresì si ribadisce che verrà garantita la massima attenzione all’evolvere della situazione che ha visto coinvolti componenti della nostra comunità che ogni giorno studiano e lavorano negli spazi dell'Ateneo".
Quindi un riferimento alla proposta, da parte di Fdi, Lega e del presidente di Edisu, di "togliere le borse di studio agli studenti violenti, l'Università chiarisce che "in merito alle ipotizzate revoche e restrizioni del diritto di studio, l’Università di Torino conferma il massimo impegno per garantire e promuovere le politiche di accesso allo studio".
Nel pomeriggio gli studenti dei collettivi hanno occupato la palazzina Einaudi e hanno srotolato dal balcone due striscioni: "Nessuno spazio a fascisti e polizia. Carola, Marta, Samu liberi", ovvero i tre antagonisti arrestati per gli scontri di ieri. "Sbirri e fasci tornate nelle fogne. Acab. Tutti liberi", recita un altro striscione.

Gli studenti hanno "sgomberato" l'aula affidata agli studenti del Fuan, portando via tavoli, sedie, computer e un frigo e hanno scritto sui muri e sulle vetrate "Aula occupata", "Nessuno spazio ai fascisti", "Maya, Samu, Caro liberi", "Fasci appesi come reggiseni". Tutti gli esami in corso alla palazzina Einaudi sono stati ricollocati in altre sedi dell'Università, principalmente al Campus Einaudi.
Torino, gli antagonisti occupano il Rettorato: lancio di uova, una finestra in frantumi

Le scritte nell'aula del Fuan
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In post su Facebook il Collettivo universitario autonomo scrive: "Maya, Carola e Samuele si trovano da questa notte al cCarcere delle Vallette. Sono stati arrestati ieri, all'interno dell'Università, durante le cariche della polizia. Era chiaro fin da subito l'atteggiamento esaltato e aggressivo delle forze dell'ordine che si sono posti come sempre in difesa di fascisti e razzisti. L'Università ha la responsabilità di ciò che è accaduto, dimostrandosi completamente passiva al modus operandi della questura.Ora vogliamo la liberazione immediata dei nostri compagni e amici di università".
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