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Foibe, tafferugli all'universita di Torino per il convegno con Moni Ovadia: tre arrestati e un denunciato

Arresti e tensioni all'Università di Torino per il convegno sulle foibe con Moni Ovadia. Il convegno intitolato “Fascismo, colonialismo e foibe” è stato organizzato da alcune sezioni dell'Anpi del Torinese e dal gruppo No Tav “Mamma in piazza per la libertà di dissenso" e vede tra i relatori, oltre all'attore, anche l'ex senatore Stojan Speti. Un tema caldissimo a Torino quello delle foibe, soprattutto dopo le polemiche per la decisione, da parte della giunta regionale di centrodestra, di regalare a tutte le scuole piemontesi il fumetto "Foiba Rossa" pubblicato da un editore vicino all'estrema destra.
Un appuntamento finito nel mirino del Fuan, l'organizzazione universitaria di estrema destra che ha fatto della memoria delle foibe un cavallo di battaglia politico. “La verità non si infoiba. Sino a quando l'Università organizzerà conferenze e dibattiti che insultano la memoria di migliaia di italiani barbaramente uccisi, noi saremo qui” si legge nel volantino che gli attivisti, scortati dalla polizia in tenuta antisommossa, hanno cercato di distribuire al Campus Luigi Einaudi.
Torino, scontri e lancio di cassonetti all'universita per il convegno sulle foibe
Foibe, tafferugli all'universita di Torino per il convegno con Moni Ovadia: tre arrestati e un denunciato

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Quando, come sempre accade quando ci sono gli estremisti di destra in ateneo, si è formato il picchetto dei collettivi universitari, la polizia ha caricato per evitare che i gruppi venissero a contatto e 3 persone sono state arrestate per violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Un'altra è stata denunciata. Durante gli scontri sono rimasti tre agenti della Digos e un'auto è stata danneggiata.
“Numerose cariche sono state fatte sul raggruppamento di studenti che ha impedito a questi razzisti di distribuire i loro volantini indisturbati” spiegano in un post su Facebook i militanti del Collettivo universitario autonomo che ora è in presidio in rettorato per chiedere al rettore Stefano Geuna di intervenire. “L'Università si prenda le responsabilità di questi fatti vergognosi e faccia pressioni affinché tutti vengano rilasciati” chiedono quelli del Cua, che hanno poi occupato la sala del senato accademico.
Dopo gli scontri gli studenti del Fuan hanno denunciato: "Ci risiamo, ancora una volta i collettivi dei centri sociali hanno mostrato il loro vero volto mafioso. Prima organizzando un convegno per giustificare le foibe, poi aggredendo i nostri militanti, ed infine sfondando la porta e devastando l'aula del Fuan dedicata a Paolo Borsellino".
Gli organizzatori dell'evento respingono invece le accuse del Fuan: “Non si trattava di un convegno giustificazionista ma di un momento di riflessione sui tragici avvenimenti del confine italo-jugoslavo e sulle contraddizioni emerse a seguito dell'introduzione della Giornata del Ricordo”.
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