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Zaky, sabato udienza per la scarcerazione. Amnesty: "L'Italia puo fare la differenza"

Zaky, sabato udienza per la scarcerazione. Amnesty: "L'Italia puo fare la differenza"
(ansa)
BOLOGNA - La procura di Mansoura ha fissato a sabato 15 febbraio l'udienza per valutare la richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Patrick Zaky, lo studente egiziano dell'università di Bologna arrestato al suo ritorno in Egitto, una settimana fa, e posto in detenzione preventiva per 15 giorni. Secondo il suo legale, rischia l'ergastolo.
Ne dà notizia in una nota l'Egyptian initiative for personal rights, ong che sta seguendo il caso del giovane ricercatore, e con cui Zaky collabora in difesa dei diritti umani e di genere.
Secondo l'Eipr, "oggi Patrick - detenuto nella stazione di polizia di Mansoura dall'8 febbraio scorso - è stato trasferito alla stazione di polizia di Talkha, non lontano dalla prima centrale e dall'abitazione in cui risiede la sua famiglia. La famiglia di pPtrick e un collega dell'Eipr- si legge ancora- hanno potuto visitarlo per un brevissimo momento questo pomeriggio a Talkha".
In merito alle condizioni dell'attivista, l'eipr fa sapere che zaky "è detenuto in condizioni meno favorevoli rispetto al suo primo luogo di detenzione, ma ha confermato durante il colloquio col legale e i famigliari che non è stato maltrattato o discriminato in alcun modo nel suo nuovo luogo di detenzione". Amnesty International aveva dichiarato che Zaky è stato picchiato e torturato con scosse elettriche per 17 ore durante un interrogatorio ammanettato.
Patrick Zaky è accusato di diffusione di notizie false attraverso i social network, incitamento alle proteste non autorizzate, apologia di crimini di terrorismo e attività volte a destabilizzare la sicurezza nazionale.
"Questa data intermedia ci conferma che sono giorni cruciali in cui l'Italia può fare la differenza": così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. "A caldo - spiega Noury - dico che gli avvocati se la stanno giocando bene e che ci sono piccoli segnali di attenzione, ma sul caso deve esserci ancora molta cautela".
"Bene il richiamo di ieri del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, bene anche le parole del sindaco di Bologna Virginio Merola che ha dichiarato Patrick 'cittadino bolognese' - sottolinea Noury - e immagino anche il lavoro non pubblico della Farnesina". Sono giorni "cruciali" per Patrick, ripete, "l'Italia può fare la differenza".
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"Il vostro supporto e la voce ci stanno aiutando molto. I prossimi due giorni saranno cruciali per tutti noi, continuate a parlare di Patrick". Così Amr, amico egiziano dello studente di Bologna arrestato al Cairo venerdì scorso in un tweet riferendosi all'udienza fissata il 15 febbraio per discutere dell'appello dei legali di Zaki alla custodia cautelare.
"È assolutamente una buona notizia - dice all'Ansa l'amico di Patrick che vive a Berlino e che ha denunciato di aver subito rapimento e torture nel 2015 - perché non è comune fissare qualcosa prima dell'udienza canonica per il prolungamento della custodia cautelare. Speriamo non sia una trappola per far pensare all'opinione pubblica che abbiamo vinto in modo che cali l'attenzione. L'hanno anche trasferito in una prigione di qualità inferiore, per così dire, dove ora è circondato da criminali, mentre prima era circondato solo da detenuti politici".
Intanto è stata indetta per lunedì 17 una manifestazione, promossa dagli studenti dell'università di Bologna per esprimere solidarietà e chiedere la liberazione di Patrick Il corteo è stato annunciato ieri e intanto la data è stata concordata con il sindaco Virginio Merola e il rettore Francesco Ubertini, che saranno presenti. Il corteo partirà alle 18 dal rettorato e arriverà in piazza maggiore. Al termine del corteo, in piazza, sono previste le letture di alcuni brani.
L'invito a manifestare "è rivolto - dai promotori - a tutta la comunità universitaria", docenti compresi, ma anche "a tutta la città e in generale a chiunque voglia venire insieme a noi a manifestare solidarietà".
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