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Torino, prove generali a porte chiuse al Teatro Regio: mancano i soldi per il certificato antincendio

Prove generali del Nabucco a porte chiuse per problemi di sicurezza. Domani al Teatro Regio non potrà entrare nessuno spettatore per assistere all'ultima rappresentazione prima del debutto di mercoledì sera. La decisione è stata presa dalla commissione provinciale di vigilanza che giovedì ha fatto un nuovo sopralluogo per verificare i dispositivi di sicurezza, in particolare tutto ciò che riguarda la prevenzione incendi.
Il teatro è sprovvisto del certificato di prevenzione incendi e la fondazione, per evitare la chiusura, ha garantito ai funzionari di rispettare un cronoprogramma per la messa in sicurezza e l'ottenimento delle autorizzazioni. Un programma che dallo scorso luglio non viene più rispettato alla lettera. La questione è stata segnalata da qualcuno all'interno del teatro. E i commissari della prefettura nei giorni scorsi hanno iniziato a fare ulteriori verifiche, imponendo alla fondazione guidata da Sebastian Schwarz di chiudere le porte per le prove generali di domani. E soprattutto di mettersi in regola per la prima di mercoledì.
Ieri il sovrintendente ha incontrato i delegati sindacali, assicurando che " tutti i problemi saranno risolti entro mercoledì". Una delle soluzioni potrebbe essere l'incremento delle squadre dei vigili del fuoco che operano al Regio durante le esibizioni. Già oggi, causa mancanza certificato, si è arrivati a 18 vigili presenti in contemporanea. Ora si potrebbe salire a oltre 20 addetti. E il costo per le casse della fondazione, già provata dai conti in rosso, salirebbe ancora.
La preoccupazione tra i lavoratori è che le irregolarità possano provocare uno stop all'attività: "Dal sovrintendente sono arrivate delle garanzie, ma l'attenzione della commissione è alta. Questi problemi sono conosciuti da tempo" . Il problema è che la fondazione non ha le risorse per fare i lavori di adeguamento. E nemmeno i soldi stanziati dal passato governo giallo-verde, 8,5 milioni poi confermati dal ministro Dario Franceschini, sono utili. In realtà i fondi verranno erogati solo a fronte di progetti già avviati.
Giovedì il sovrintendente ha incontrato anche le fondazioni bancarie e i rappresentanti di Comune e Regione per discutere del bilancio. Come risolvere il rosso di circa 2 milioni di euro dei conti del 2019, in parte creato dalla riduzione dei contributi ministeriali? Per ora non è stata trovata alcuna soluzione e sia la Fondazione Crt sia la Compagnia di San Paolo vogliono, prima di allargare nuovamente i cordoni della borsa, avere un piano chiaro di interventi sui costi. Cosi da avere la certezza che le attività si reggano da sole senza che si creino nuovi buchi.
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