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Frecciarossa deragliato a Lodi, la Procura di Lodi apre un'inchiesta: "Errore umano tra le ipotesi"

Tra le ipotesi sulle cause del deragliamento del Frecciarossa Av 9595 avvenuto alle 5.34 del mattino all'altezza di uno scambio a Ospedaletto Lodigiano che ha causato la morte dei due macchinisti e il ferimento di 31 persone, c'è anche "l'errore umano che potrebbe essere legato a problemi di manutenzione". E' quanto ha affermato in conferenza stampa il procuratore di Lodi Domenico Chiaro. "Anche perché i lavori vengono fatti perché qualcosa è si è rotto".

I lavori di manutenzione e l'ipotesi dell'errore umano


"I lavori di manutenzione sicuramente sono stati fatti stanotte", alle 4.30 circa, secondo le prime ricostruzioni riportate dalla procura. "Considerate che è una linea dell'alta velocità sottoposta a controlli continui, sono linee che sono destinatarie di una attività di manutenzione molto attenta. Quindi non si tratta di parti della struttura ferroviaria verificate una volta tanto, ma continuamente. Non credo che vada verificata ogni notte, ma lo verificheremo. I lavori di manutenzione vengono fatti perché qualcosa si è rotto, se no non c'è motivo per essere lì alle 4 e mezza del mattino".
"Non c'era nessun ostacolo sulla linea ferroviaria. Se lo scambio fosse stato dritto per dritto - ha aggiunto Chiaro - il treno non sarebbe deragliato, non è difficile da capire. Non era nella posizione che doveva garantire la libera percorrenza del treno". Il Procuratore ha precisato che "era una parte dello scambio interessato dai lavori di manutenzione. Stiamo cercando di capire quali attività sono state svolte e che tipo di nesso ci sia tra questa attività e il verificarsi del disastro. Questa è una delle ipotesi, le verifichiamo tutte". La Procura sta indagando per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime.
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"Non se è un servizio assegnato all'esterno ma credo siano interni - ha proseguito Chiaro -. La linea è ovviamente delle Ferrovie dello Stato e non credo questo genere di servizi lo appaltino all'esterno. Sappiamo chi sono, a me pare si tratti di personale delle Ferrovie dello Stato. Sono attività registrate in modo assolutamente dettagliato, sappiamo che tipo di intervento è stato fatto".

La scatola nera


"C'è una scatola nera che registra tutte le operazioni salienti che svolge il macchinista", ha spiegato la Procura. "La matrice si è staccata dal convoglio e ha impattato una serie di ostacoli, è finita contro una casa che contiene gli attrezzi delle Ferrovie dello Stato". Alla domanda se i manutentori avessero comunicato la fine dei lavori, il magistrato ha risposto: "Preferisco non rispondere. Non vi posso dire tutto in questo momento, sono qui per escludere delle cose e per confermarvi che ci stiamo impegnando al massimo con l'ausilio di tutti per capire le cause".
Le indagini ha assicurato Chiaro, si svolgeranno "con la massima rapidità, ma l'accertamento delle responsabilità in un paese democratico avviene seguendo le regole del processo".


Le immagini in esclusiva della motrice del treno deragliato: il disastro ferroviario a Lodi
Le prime ricostruzioni della dinamica


Secondo le forze dell'ordine, la motrice del convoglio, sviata dai binari a 290 km/h, per cause ancora da chiarire, se legate ad un malfunzionamento nello scambio o ad un errato segnalamento, è letteralmente 'decollata', staccandosi dal resto del treno e uscendo completamente dalla sede per poi finire rovinosamente prima contro un carrello o qualche mezzo analogo che si trovava su un binario parallelo, e poi contro una palazzina delle ferrovie. Il resto del convoglio avrebbe anch'esso proseguito la corsa parallelamente ai binari, ma fuori dalla sede naturale, con la seconda carrozza che a un certo punto si sarebbe inclinata su un fianco.
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Il procuratore di Lodi ha detto che "tenuto conto di quanto accaduto per Pioltello per liberare l'area ci vorrà non meno di due giorni. Per fortuna c'è una linea alternativa che consente di far passare i treni". Dunque saranno necessari alcuni giorni prima di procedere alla sostituzione dei binari. L'incidente non ha provocato un blocco totale del traffico, ha affermato il procuratore, ma comunque sono stati notevoli i ritardi accumulati dai treni.
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Le reazioni della politica e delle istituzioni


Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha espresso il suo cordoglio per i ferrovieri Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo, "due nuove vittime del lavoro", e si è augurato che si faccia presto luce sulla dinamica del grave incidente, per garantire il diritto dei cittadini alla sicurezza nei trasporti. "Siamo molto dispiaciuti per queste due vittime, i due macchinisti. Siamo vicini alle famiglie e stiamo accertando le cause". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e l'assessore al Welfare, Giulio Gallera, a nome dell'intera Giunta hanno espresso dolore e cordoglio per le vittime e i feriti. "Voglio esprimere tutta la mia vicinanza e quella della città di Milano alle famiglie dei due macchinisti, Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo, che in queste ore stanno vivendo momenti drammatici: non si dovrebbe mai morire facendo il proprio lavoro". Lo ha scritto il sindaco di Milano Beppe Sala.
Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dai presidenti di Camera e Senato Roberto Fico ed Elisabetta Casellati. La ministra dei Trasporti Paola De Micheli si è recata sul luogo del deragliamento. Messaggi di dolore sono stati inviati anche dal segretario Pd Nicola Zingaretti e dai senatori M5S della Commissione Lavori Pubblici e Trasporti.
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