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Pranzo anti-psicosi Coronavirus, Comune e Confcommercio a Chinatown. Gallera: "In Lombardia 28 negativi, 5 test in corso"

Ramen e costine: la psicosi da coronavirus si combatte anche a tavola, in un ristorante cinese a Chinatown, con un pranzo cui hanno preso parte Confcommercio e l'assessora alle attività produttive del Comune di Milano Cristina Tajani. "Sono qui per portare un messaggio di vicinanza e solidarietà alla comunità cinese e di rassicurazione ai cittadini sulla diffusione del rischio" ha detto Tajani, spiegando che l'invito del Comune è "a non lasciarsi prendere da preoccupazioni immotivate e irrazionali che penalizzano il tessuto economico di una parte della nostra città: non c'è nessun rischio nel frequentare i ristoranti cinesi e non c'è nessun rischio per i bambini che frequentano scuole in classi miste. Per ogni dubbio il consiglio è di affidarsi alle autorità e non al fai da te e ai social. In ogni caso il nostro paese ha preso provvedimenti cautelativi, è stata appena dichiarata l'emergenza sanitaria per sei mesi, i cittadini possono stare tranquilli".
A Chinatown ramen e costine contro la psicosi da virus: "Contagio non avviene attraverso gli alimenti"
Pranzo anti-psicosi Coronavirus, Comune e Confcommercio a Chinatown. Gallera: "In Lombardia 28 negativi, 5 test in corso"

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Coronavirus, i controlli in Lombardia


In Lombardia sono stati effettuati finora "33 controlli" per escludere la presenza del virus in persone con sintomi influenzali o situazioni a rischio. Di questi casi sospetti, 28 sono certamente negativi" in quanto l'esito dell'esame è già arrivato. "Per altri 5 i test sono ancora in corso". Lo ha comunicato l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, oggi a Milano durante un incontro a Palazzo Lombardia per fare il punto sulla situazione Coronavirus in regione. Le valutazioni "hanno un tempo rapido". Sono test particolari che sono disponibili solo nei centri di riferimento, spiegano dalla Regione. "L'università Statale di Milano e gli ospedali Sacco di Milano e San Matteo di Pavia sono i nostri laboratori di riferimento".
"Sono da evitare discriminazioni solo perché una persona è cinese, si crea un clima che non ha rispondenza dal punto di vista personale. Certi comportamenti non sono contemplati e non sono corretti nella gestione tranquilla delle nostre comunità". Così l'assessore Gallera cerca di stemperare la psicosi. "Continuiamo nella nostra vita ordinaria, se poi ci saranno indicazioni diverse corroborate dalla scienza ne prenderemo atto - ha osservato in una conferenza stampa con il governatore lombardo, Attilio Fontana -. Ma ora come ora non c'è motivo di impedire ai bambini cinesi di andare a scuola piuttosto che agli studenti universitari, né per fare screening di massa nei confronti di persone che magari non rientrano in quella casistica".
Un ramen anti-psicosi: a Milano pranzo a Chinatown contro la paura del Coronavirus



Coronavirus, "no alla psicosi": pranzo nella Chinatown di Milano


Da parte sua Francesco Wu, consigliere di Confcommercio e referente per l'imprenditoria straniera, a tavola ha raccontato diversi episodi di discriminazione che gli sono stati riferiti, da un'amica cui è stato negato di salire su un taxi a bambini che sono stati scherniti. "Informare e informarsi va bene, la psicosi no - ha detto Wu - Se ci si informa bene si capisce che la probabilità di essere colpiti è davvero bassa, quanto quella di prendere un aereo, e in altri paesi d'Europa non c'è questa psicosi verso le attività asiatiche". "Non bisogna creare allarmismi, Milano è vicina alla comunità e alle imprese cinesi" ha ribadito il segretario generale di Confcommercio Marco Barbieri, spiegando che "le difficoltà ovviamente ci sono". Per questo chiede alle autorità di "valutare un tavolo di confronto per capire se si possa pensare a degli ammortizzatori sociali particolari per sostenere quelle imprese che stanno vivendo un momento di difficoltà".
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Cronaca


Coronavirus, a Malpensa ultimi voli dalla Cina: la grande paura di chi e rientrato da Pechino e Shanghai[/url]


Coronavirus, abbracci e lacrime a Malpensa per gli ultimi voli dalla Cina: "Finalmente a casa, e stata dura"
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Gli effetti del Coronavirus su ristoranti e negozi cinesi a Milano


Secondo i dati della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi sono 10 mila le ditte con un titolare cinese attive in Lombardia su un totale di 51 mila in Italia. A Milano, secondo l'assessora Tajani, sono 28 mila i cinesi residenti a portare avanti 4 mila aziende attive tra città e provincia, di cui 1.200 impegnate nel settore della ristorazione, il più colpito dalla psicosi Coronavirus, come confermato dagli esercenti di Chinatown.
Coronavirus. In via Paolo Sarpi, la "Chinatown" milanese: "Clienti calati del 50%, residenti in mascherina"
Pranzo anti-psicosi Coronavirus, Comune e Confcommercio a Chinatown. Gallera: "In Lombardia 28 negativi, 5 test in corso"

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Aggiunge il segretario Barbieri: "Noi siamo vicini alla comunità cinese e al mondo delle imprese. Non dobbiamo creare allarmismi e psicosi. Non esistono pericoli nel frequentare ristoranti o negozi cinesi. Non dobbiamo cambiare le nostre abitudini e dobbiamo mandare messaggi positivi. Sarebbe utile aprire un tavolo di confronto e immaginare ammortizzatori sociali per le imprese che stanno vivendo un momento di difficoltà. Confcommercio stima che l’allarme suscitato dalle notizie sulla diffusione del coronavirus stia mettendo in grande difficoltà la ristorazione cinese in Italia: nei circa 5 mila ristoranti cinesi si registra una perdita di fatturato del 70% che tradotta in valori assoluti significa meno 2 milioni di euro al giorno. Se a questo aggiungiamo i 500 mila euro che i turisti cinesi in Italia spendono ogni giorno per mangiare la perdita complessiva della ristorazione è di 2,5 milioni di euro".
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Cronaca


Coronavirus, Ats scrive alle scuole milanesi: "Nessun allarme per i bambini cinesi"[/url]




Il sindaco di Milano Sala e il caso Coronavirus: "Andrò presto in via Sarpi"


E dopo il pranzo di oggi, anche il sindaco Beppe Sala sarà in via Paolo Sarpi sabato 8: "La prossima 'colazione col sindaco' la farò lì, per dare un segnale", spiega, riferendosi agli appuntamenti periodici con i cittadini per ascoltare le loro proposte e i problemi delle zone.
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