Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Estorsione con metodo mafioso a imprenditori, arrestata ex consigiliera regionale Gina Cetrone

Usava gli uomini del clan di Silvio per estorcere denaro a imprenditori e per la campagna elettorale. Per questo motivo questa mattina gli agenti della Squadra Mobile di Latina hanno arrestato Gina Cetrone, già consigliere regionale del Pdl e lo scorso anno coordinatrice per il Lazio del partito "Cambiamo! con Toti", e altre quattro persone. L'accusa, a vario titolo, è di estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata, con l'aggravante del metodo mafioso.

rep


[url=http://]
Locali


Dall'olio di Sonnino al patto mafioso col clan: le alleanze pericolose di Gina Cetrone[/url]


di CLEMENTE PISTILLI
I fatti si riferiscono al periodo maggio-giugno 2016. L'indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia della Capitale guidata dal procuratore Michele Prestipino, si é avvalsa anche del contributo dichiarativo dei collaboratori di giustizia Renato Pugliese e Riccardo Agostino (già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Latina e per il quale si procede separatamente).
Nei confronti di Gina Cetrone e degli altri quattro (Armando detto Lalla', Gianluca e Samuele Di Silvio e poi Umberto Pagliaroli), il gip di Roma Antonella Minunni ha disposto la misura cautelare del carcere.
Le indagini hanno ricostruito che nell'aprile del 2016, Cetrone e il marito Pagliaroli, creditori nei confronti di un imprenditore di origini abruzzesi, in relazione a pregresse forniture di vetro effettuate dalla società Vetritalia srl, società a loro riconducibile, richiesero l'intervento di esponenti dei di Silvio per la riscossione del credito in questione.

rep


[url=http://]
Locali


Il pentito: "Cosi i clan di Latina si divisero i candidati leghisti"[/url]


di CLEMENTE PISTILLI
Secondo le indagini, Cetrone e Pagliaroli avrebbero convocato l'uomo presso la loro abitazione intimandogli il pagamento immediato della somma di denaro dovuta impedendogli di andare a bordo della sua auto. "In questo contesto - è detto in una nota - i Di Silvio e Riccardo minacciavano l'imprenditore prospettando conseguenze e ritorsioni".
Una azione violenta che, stando all'accusa, avrebbe ottenuto risultati immediati alla luce del fatto che il giorno successivo la vittima dell'estorsione si è recata in banca e dietro "la stretta sorveglianza dei Di Silvio e Riccardo" che lo attendevano fuori dalla filiale, ha effettuato un bonifico di 15 mila euro in favore della società di Cetrone e Pagliaroli. Non solo: "per il disturbo" l'imprenditore consegnò 600 euro ai tre.
Non solo, l'ex consigliere regionale fece un accordo con il clan dei Di Silvio per ottenere la massima visibilità per la sua candidatura, nel 2016, a sindaco di Terracina in cambio di un contributo di 25 mila euro. "Fateve il lavoro vostro e noi ce famo il nostro... non mi coprite Gina Cetrone sennò succede un casino", è la frase pronunciata sempre da Riccardo Agostino (poi collaboratore di giustizia) e confermata agli inquirenti in un interrogatorio del 16 luglio 2018.
"Cetrone si era lamentata perchè la sua visualizzazione non era buona, non si vedeva abbastanza nei manifesti di Terracina, io a mia volta mi lamentavo tramite Pugliese con i nostri attacchini. L'unico modo per capire chi attaccava i manifesti di Corradini e quelli di Procaccini a Terracina, che coprivano quelli della Cetrone, è stato rintracciare Genny Marano tramite tale Ciccio" concludeva Agostino
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«    Апрель 2021    »
ПнВтСрЧтПтСбВс
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930