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Ponte Morandi, i dubbi del Tar: Non chiari i parametri delle indennita agli sfollati

Ponte Morandi, i dubbi del Tar: Non chiari i parametri delle indennita agli sfollati
(ansa)
Autostrade venne estromessa, anche sullonda emotiva delle 43 vittime e dello shock mondiale, dalla demolizione di ciò che restava del ponte Morandi e dalla sua ricostruzione. Ma lordinanza con cui il Tar Liguria riconosce possibili profili di illegittimità costituzionale nella sua estromissione e trasmette il ricorso di Aspi alla Consulta, sgretola in maniera clamorosa le basi giuridiche su cui si poggia il decreto Genova e, a seguire, la creazione del Commissario per la ricostruzione e tutti gli atti emessi dalla struttura guidata da Marco Bucci.

Nelle 55 pagine di ordinanza il Tar non solo dichiara che la convenzione sarebbe stata violata a danno di Aspi ma fa suoi anche i dubbi sulla procedura con cui si preferì la cordata Fincantieri invece di quella con a capo limpresa Cimolai e progetto dellarchitetto Calatrava.

Non solo. I giudici criticano anche pesantemente i criteri con i quali il Commissario ha rimborsato con i soldi di Autostrade proprietari e residenti di alloggi nella zona rossa e in quella allargata.

Cimolai

Aspi aveva sempre dichiarato che il suo progetto di ricostruzione sarebbe stato meno costoso e più veloce. E nel ricorso al Tar ora finto alla Corte Costituzionale definisce spropositata ed esorbitante la somma che gli è stata richiesta per pagare il progetto di Renzo Piano. Non solo in relazione alla sua offerta ma in relazione alle offerte presentate da altri soggetti, sicché la scelta di aggiudicare la procedura in argomento al raggruppamento Salini/Fincantieri anziché a quello con capogruppo Cimolai sarebbe priva di qualsiasi giustificazione e motivazione.
Indennità agli sfollati

I giudici si spingono ancora oltre quando parlano dei soldi dati agli sfollati: da un lato, non è dato comprendere con precisione sulla scorta di quali parametri economici sono state determinate le indennità per metro quadro; dallaltro lato, indeterminati e non pertinenti con lo specifico valore dellimmobile sono i parametri relativi alle spese per gli acquisti degli arredi e di ogni altra spesa accessoria per la ricollocazione abitativa.

Nel decreto Genova non è detto esplicitamente perché pur a fronte della evidente urgenza e gravità della situazione, una celere e adeguata demolizione e ricostruzione non avrebbe potuto essere effettuata da Aspi anche sotto la vigilanza di terzi o comunque in collaborazione con il Commissario straordinario.
La convenzione

Fra i vari motivi che hanno convinto i giudici del Tar dellesistenza di un possibile illegittimità costituzionale, i termini con cui nel decreto legge Autostrade viene data per scontata la responsabilità di Aspi in assenza di qualsivoglia sentenza penale. Viene quindi violato il principio di separazione dei poteri legislativo e giudiziario perché il governo ha esercitato un potere che non gli competeva.

Scrive ancora il Tar: Lesclusione dalle attività relative alla demolizione e ricostruzione dellinfrastruttura, unitamente allimposizione di prestazioni patrimoniali di ingente importo paiono configurare, infatti, una restrizione della libertà di iniziativa economica che, in assenza di previ accertamenti in ordine alla responsabilità dellevento, non pare giustificata dallesigenza di tutelare eventuali interessi di rango costituzionale.

Ma il punto più importante dellordinanza è senzaltro quello che riguarda la convenzione unica del 2007, ovvero i termini e le norme che regolano il rapporto fra il concedente, lo Stato, e il concessionario Autostrade. I giudici scrivono che il legislatore risulta aver alterato il complesso di diritti ed obblighi attribuiti alla ricorrente (Aspi) dalla Convenzione Unica.
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Cronaca


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La convenzione assegna al concessionario il diritto obbligo di provvedere a manutenzioni e ripristini e anche inadempienze o ritardi non diventano automaticamente cause di revoca.

Sottolineano i giudici che: Quindi, come si può notare, la convenzione, che, si ricorda, è stata approvata legislativamente, attribuisce allo stesso soggetto debitore gravemente inadempiente una tutela molto accentuata e certamente derogatoria rispetto alle comuni previsioni codicistiche, sia sotto il profilo procedurale (reiterazione di diffide e termini in caso di decadenza) sia sotto il profilo sostanziale (con riguardo allindennizzo dovuto in caso di recesso, revoca e risoluzione.

Insomma, un contratto blindato e, in caso di revoca, comunque assai oneroso, economicamente, per lo Stato.
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