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Foggia, gara di solidarieta dopo l'incendio che ha distrutto 200 baracche al Gran ghetto di Rignano

I tecnici della Protezione civile della Regione Puglia hanno fatto un sopralluogo nella baraccopoli di Rignano Garaganico dove martedì 3 dicembre un incendio ha distrutto 200 baracche in cui vivevano circa 400 migranti che ora hanno trovato ospitalità nelle baracche di altri migranti che non sono state coinvolte nel rogo.
Intanto a Foggia la Flai Cgil ha avviato una raccolta di coperte, vestiti, beni di prima necessità (pane, latte, alimenti) per aiutare i migranti che hanno perso tutto nell'incendio. Le donazioni possono essere lasciate nella sede del sindacato in via della Repubblica 68.
"La cittadinanza sta rispondendo molto positivamente con vestiti, coperte calde, qualche derrata alimentare. E siamo in contatto con la Caritas perché anche loro stanno raccogliendo beni per questi migranti", ha detto Daniele Iacovelli, della Flai. "Ieri - ha aggiunto - abbiamo incontrato alcuni migranti e ci hanno raccontato quello che vedevamo sotto i nostri stessi gli occhi: hanno perso tutto, qualcuno è riuscito a salvare solo i documenti che per loro sono come l'aria che respirano. Altri hanno perso addirittura la tessera del bancomat, quindi ad oggi non possono neppure prelevare quei pochi euro per poter comprare qualcosa".
Per aiutare chi ha perso i documenti nel rogo, la questura di Foggia ha fatto sapere di essere disponibile a fornire duplicati dei permessi di soggiorno in corso di validità
Nell'area della baraccopoli i tecnici stanno individuando la zona in cui poter installare una tendopoli da 500 posti letto, così come disposto al termine del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Foggia, Raffaele Grassi. La tendopoli potrebbe essere montata non prima dell'inizio della prossima settimana, in un'area accanto alla baraccopoli, vicina alla zona che nel 2017 fu posta sotto sequestro dalla Dda di Bari dopo la morte di due migranti in un altro incendio. Anche il sindaco di San Severo, Francesco Miglio, ha fatto un sopralluogo nella baraccopoli: il Comune dovrà provvedere alla distribuzione di pasti caldi.
Intanto, parallelamente proseguono le indagini per chiarire le cause che hanno scatenato l'incendio. Secondo le testimonianze di alcuni migranti che risiedono nell'insediamento, le fiamme potrebbero esser partire da un fornellino in una baracca adibita a negozio di generi alimentari, che si trovava al centro della baraccopoli.
Gli investigatori, al momento, non tralasciano alcuna pista investigativa, e non escludono una eventuale origine dolosa del rogo. Un'ipotesi più precisa sarà fatta dopo le relazioni tecniche dei vigili del fuoco.
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