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Il flash mob delle sardine arriva a Modena. Salvini denuncia: "La promotrice invocava il mio omicidio"

MODENA - A Modena tornano le "sardine" in piazza per fare da argine alla deriva populista. Arriva Matteo Salvini e ci saranno anche loro, il neo movimento spontaneo che si oppone all’avanzata leghista in Emilia Romagna. E sono talmente tante, almeno secondo le previsioni e maltempo permettendo, che il flash mob previsto oggi alle ore 19 è stato spostato da piazza Mazzini a piazza Grande.
Intanto però arriva la denuncia di Matteo Salvini su un post di una delle promotrici del flash mob modenese: "Una delle 'sardine democratiche' che sarà in piazza oggi a Modena contro di me, poco tempo fa invocava il mio omicidio da parte di un giustiziere e mi raffigurava a testa in giù. Bella roba". Il leader della Lega pubblica un post dello scorso maggio di Samar Zaoui. Nel post si vede un video dello stesso leghista al contrario e la frase 'Pregate voi, che Dio vi ascolta... Avremmo bisogno di un giustiziere sociale, di quelli che compaiono nella storia, che dopo aver ucciso vengono marcati come anarchici...". "Aspetto reazioni indignate di giornalisti, politici e merluzzi...", ha aggiunto Salvini.
La protesta sarà questa volta in differita, rispetto all’arrivo del leader della Lega. Salvini oggi ha visitato lo zuccherificio CoproB di Minerbio, in provincia di Bologna. "Se c'è gente che ama giocare ognuno è libero di giocare come vuole - ha ribadito - L'unica preoccupazione che ho è che qualcuno sorrida e si travesta da sardina e poi in realtà è un pescecane, perché uno che invita alla giustizia sommaria non è a posto, quindi mi auguro che la condanna sia unanime". Poco lontano dai cancelli della CoproB, un piccolissimo gruppo di persone lo nha atteso con delle sardine di cartone. Il leader della Lega poi sarà a Novi di Modena, in visita all'azienda agricola Gasparini, e a Modena solo alle 20,30 per una cena al ristorante 212: distante anche dal centro città.

rep


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Approfondimento


Le sardine insistono: “Oggi a Modena per il bis di Bologna”[/url]


di Ilaria Venturi
"Non ci interessa il corpo a corpo con Salvini, ma il messaggio. E cioè che siamo stufi della politica dell’odio" avevano spiegato Samar Zaoui e Jamal Hussein, gli organizzatori di questo secondo flash mob, entrambi studenti universitari. Samar Zaoui, studentessa di Storia e Filosofia, 21 anni, ha fatto tutto insieme al coetaneo Jamal Hussein, di Ingegneria: hanno lanciato il gruppo Facebook “Seimila sardine, Modena non si Lega”, a poche ore dalla piazza piena di Bologna. E raccolto le adesioni, in poco tempo salite a 15mila, almeno sul web.
Samar Zaoui, il cui post è legato alle elezioni universitarie e al suo attivismo nell'Unione degli universitari, non replica, ma il suo nome è stato nel frattempo tolto dai promotori del flash mob. La studentessa parlerà in piazza Grande.
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Cronaca


I quattro giovani che hanno battuto Salvini riempiendo la piazza di sardine[/url]


di ILARIA VENTURI
"Tutti o quasi tutti siamo stati dei leoni da tastiera. L'obiettivo è la sfida che abbiamo lanciato a Bologna è di trasformarsi da leoni a sardine reali che portano silenzio e umanità nel chiasso della retorica populista che invaderà la campagna elettorale dell'Emilia-Romagna - commenta Mattia Santori, uno dei quattro promotori della mobilitazione delle sardine a Bologna - Non a caso il nostro motto è che un mare che canta fa più rumore di un (presunto) capitano che urla".
Nella pagina Facebook "Seimila sardine" viene rilanciata la manifestazione di Modena. E la replica alle accuse: "Tutte le forme di protesta fanno paura. Soprattutto se partono dal basso sfruttando mezzi che la retorica populista non conosce - si legge - Il silenzio delle sardine è stato assordante. Perché eravamo una marea e perché avevamo il sorriso sulle labbra mentre gli altri gridavano rabbiosi. Siamo partiti dal basso che più basso non si può. E per questo siamo vulnerabili. I nostri avversari lo sanno e hanno già attivato la macchina del fango. Ci accusano di essere assassini, figli di papà, cazzari. Ci accusano di non esistere. Vorrebbero non esistessimo. Perché se non ci fossimo, la pancia continuerebbe a prevalere sulla testa. Avevamo già detto che sarebbero stati tempi duri e che non si sarebbe tornati indietro. Ora abbiamo due possibilità. Tornare a nasconderci dietro responsabilità altrui oppure rispondere alla chiamata del vivere civile e democratico. Rispondere con i mezzi che hanno aperto un primo squarcio. Essere presenti a Modena oggi, premiando lo sforzo di due ragazzi ventenni che ci stanno dando l'anima".
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