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Mafia, ad Altamura sgominato il clan D'Abramo - Sforza: 50 arresti tra Bari e Roma

Mafia, ad Altamura sgominato il clan D'Abramo - Sforza: 50 arresti tra Bari e Roma

Oltre 50 i destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare emessi dal gip del tribunale di Bari su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia ed eseguiti all'alba. Le accuse contestate a vario titolo sono associazione di tipo mafioso armata, detenzione e porto di armi anche da guerra, traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, tentato omicidio, estorsione, turbativa d'asta. Le persone sono ritenuti capi e affiliati al gruppo criminale D'Abramo - Sforza di altamura, in provincia di bari.
Le indagini sono state condotte dagli uomini del nucleo investigativo di bari mentre l'operazione di questa mattina - che ha coinvolto le città di Bari, Altamura, Foggia, Cerignola, Matera, Lecce e Roma - è stata possibile grazie alla collaborazione dei militari dei reparti speciali dei cacciatori di Puglia, del sesto e il nucleo di Bari e dalle unità cinofile.
In particolare i militari hanno eseguito anche il sequestro di quattro immobili, un esercizio commerciale del valore complessivo di oltre due milioni di euro, nonchè due autovetture di grossa cilindrata. Nel corso dell'indagine, i carabinieri avevano già recuperato un considerevole quantitativo di droga pari a circa 5 kg di cocaina, 9 kg di marijuana e 16 kg di hashish.
L'operazione è il frutto di un'indagine avviata nel 2017 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari, sviluppata quasi esclusivamente mediante servizi di osservazione e pedinamento effettuati sul territorio, accompagnati da attività tecniche d'intercettazione telefonica ed ambientale, ha portato inoltre all'identificazione dei mandanti e degli esecutori materiali dell'omicidio e della soppressione del cadavere di Angelo Popolizio, scomparso ad Altamura il 7 agsto 2014), di due tentativi di omicidio.
Nell'ambito dell'inchiesta è emerso, altresì, come un imprenditore edile altamurano, responsabile della ditta incaricata dell'esecuzione dei lavori di costruzione del 'centro di ristorazione sociale per persone disagiate' in Gioia del Colle - danneggiato, nell'anno 2016, da un incendio doloso occorso a pochi giorni dalla sua inaugurazione - e successivamente impegnato con la sua impresa nella realizzazione di alloggi di edilizia popolare in Grumo Appula, fosse rimasto vittima - in entrambi i casi - di estorsioni (non denunciate) da parte della criminalità locale e costretto ad assumere personale per ottenere 'protezione'. Inoltre, l'imprenditore si è reso responsabile della corruzione di un funzionario amministrativo in servizio alla Regione Puglia, per accelerare l'emissione dei mandati di pagamento.
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