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Roma, rogo al Baraka Bistrot, aveva dato solidarieta alla "Pecora elettrica". Il proprietario: "Non riapriro piu"

Dopo "La pecora elettrica", la libreria antifascista data alle fiamme il 25 aprile scorso e obiettivo di un secondo atto doloso mercoledì notte, un altro incendio in un locale a Centocelle alle 4 di questa mattina. E' il Baraka Bistrot, il locale a poca distanza dallo storico centro sociale Forte Prenestino. Ad andare a fuoco il Baraka Bistrot in via dei Ciclamini, a due passi dal Forte Prenestino. Un locale dove si mangia, si beve e anche punto di ritrovo per i concerti. Dai primi accertamenti l'atto potrebbe essere doloso: la serranda è stata divelta e ci sono tracce di liquido infiammabile. Sul posto polizia e carabinieri. Con questo sono quattro i locali andati a fuoco nel quartiere di Centocelle in pochi mesi
I proprietari

I proprietari del bistrot giorni fa avevano dato la loro solidarietà proprio alla "Pecora elettrica" che si trova a qualche centinaia di metri. Alle 4.19 di questa notte era già tutto finito con i tavolini, le sedie e gli arredi interni ridotti a brandelli e cenere. Quello del Baraka Bistrot è il terzo incendio doloso a Centocelle avvenuto nel giro di poche settimane e prende sempre più credito l'ipotesi che dietro agli incendi ci sia la mano della criminalità interessata a controllare lo spaccio e i locali notturni del quartiere.

Il Baraka Bistrot è un locale dove si mangia, si beve e anche punto di ritrovo per i concerti. L’allarme è scattato poco dopo le 4 del mattino ma quando i pompieri sono arrivati sul posto le fiamme avevano già distrutto gli interni del caffè di via dei Ciclamini. Evacuata a scopo precauzionale la palazzina in cui si trova il locale. L'incendio è stato domato dai vigili del fuoco e non ha creato danni strutturali all'edificio
Roma, rogo al Baraka Bistrot, aveva dato solidarieta alla "Pecora elettrica". Il proprietario: "Non riapriro piu"

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Sul caso indagano ora i carabinieri che stanno procedendo con gli accertamenti. Sono al vaglio le telecamere di sorveglianza della zona che potrebbero aver ripreso qualche movimento utile per identificare gli autori del rogo.
"Avevamo chiuso alle tre di notte e alle quattro ci hanno chiamato, c'era l'incendio. Qui è tutto distrutto, è un disastro. Non c'e' un motivo per tutto questo. Mi sono venduto il taxi a luglio per aprire il locale. Nelle telecamere purtroppo si vede davvero poco, solo la porta aperta e nulla più" - spiega Marco Nacchia, proprietario del Baraka - "Abbiamo aperto da poco, a settembre. C'è poco da dire. Ripulisco tutto e basta. Non riaprirò. Non si può lottare contro una cosa che non sai cos'è. Ho appena ricevuto una telefonata della sindaca - ha aggiunto - che mi ha espresso sincera solidarietà".
Lo scorso 5 novembre, il giorno prima della riapertura, un altro incendio ha distrutto la Pecora Elettrica, centro culturale e di aggregazione di via delle Palme. La libreria era andata distrutta in un altro incendio lo scorso aprile. Anche in quel caso si era trattato di un incendio appiccato da una mano nemica ma non necessariamente esclusivamente per ragioni politiche.

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Roma, rogo al Baraka Bistrot, aveva dato solidarieta alla "Pecora elettrica". Il proprietario: "Non riapriro piu"

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Dopo il primo incendio era scattata una gara di solidarietà per aiutare i proprietari nella ricostruzione. Con una campagna di crowdfunding, ma anche e con decine di iniziative che hanno mobilitato negozianti e gestori della zona la libreria era pronta alla riapertura. E invece le fiamme hanno distrutto tutto il locale.

Qualche giorno prima anche una pizzeria, sulla stessa strada, è stata bruciata. Il sospetto è che dietro i fuochi ci sia la pista della droga. Un giro di spaccio “infastidito” dalle attività serali nel quartiere.
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Roma, rogo al Baraka Bistrot, aveva dato solidarieta alla "Pecora elettrica". Il proprietario: "Non riapriro piu"

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La nuova movida di Centocelle

Il Baraka è uno dei primi locali ad aver aperto a Centocelle dando vita alla nuova stagione della movida che da qualche anno sta animando la vita notturna del quartiere. Gli abitanti della zona stanno organizzando un'assemblea che si potrebbe tenere a tarda mattinata nel parco di viale delle Palme. Un tempo quartiere della resistenza, ora questa zona di Centocelle è un nuovo avamposto della movida capitolina. Con la metro sono arrivati giovani e locali, tanti locali. "Ma anche lo spaccio e il racket", dicono i cittadini più anziani di Centocelle. Gli incendi degli ultimi giorni sembrano dargli ragione. I locali a Centocelle sono moltissimi, bar, enoteche, bistrot. Modaioli e pienissimi. Chi frequenta la movida alternativa a Roma sud ormai al Pigneto preferisce Centocelle dove un tempo al massimo c'erano osterie e trattorie. "Il sabato qui si riempie, pieno di giovani, i locali fanno affari. Forse anche la malavita vuole farli", dicono due signori che si definiscono vecchi abitanti di Centocelle.
L'indagine: l'ombra del racket e della droga

La piazza della nuova movida di Centocelle sarebbe al centro degli interessi di nuovi gruppi emergenti interessati ad avere un controllo del territorio. Una piazza che è ritenuta preziosa. Lo scorso luglio 18 pusher sono stati arrestati durante una retata nella zona che ha portato al sequestro di 4,4 chili di sostanze stupefacenti, in particolare marijuana e hashish. A settembre un fruttivendolo è stato arrestato, occultava le dosi tra le cassette del mercato rionale. Mentre il mese scorso 6 spacciatori sono stati arrestati e sono state sequestrate centinaia di dosi pronte ad essere vendute.

E' attesa nelle prossime ore in Procura l'informativa dei carabinieri sull'incendio: quando arriveranno gli atti i magistrati apriranno un fascicolo di inchiesta. L'ipotesi di reato potrebbe essere quella di "incendio doloso aggravato" come nel caso del rogo di qualche giorno fa alla libreria antifascista 'Pecora Elettrica'.

E sul nuovo rogo interviene anche il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese: "Sono in corso le indagini da parte della magistratura per individuare gli autori di queste azioni criminali. L'attenzione e l'impegno del Viminale, ed in particolare del Prefetto e di tutte le Forze dell'ordine che operano nella capitale, sono al massimo. Parteciperò al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si svolgerà il prossimo 15 novembre per una attenta analisi della situazione della sicurezza a Roma ed individuare le iniziative necessarie per rafforzare l'attività di contrasto ai fenomeni di criminalità".
L'assemblea dei residenti

Tantissime persone si sono riunite in strada in via dei Ciclamini, a Centocelle, davanti alle serrande annerite del Baraka. Qui si è svolta un'assemblea all'aperto organizzata dai cittadini spaventati dagli ultimi fatti avvenuti nel quartiere in queste settimane. La riunione era stata programmata in un primo tempo nel parco di viale delle Palme e poi trasferita per paura della pioggia nella sede dell'Associazione Crescendo in Libertà proprio davanti al bistrot incendiato. Forse per una coincidenza ma dato alle fiamme poche ore prima dell'appuntamento. Durante l'assemblea è stata annunciata una passeggiata per la legalità alle 19 del prossimo giovedì 14 novembre. "Siamo una comunità sotto attacco con interlocutori non credibili. Dobbiamo riprenderci il quartiere vivendolo e sviluppando luoghi di aggregazione e servizi. Militarizzare un quartiere non serve" hanno detto alcuni residenti e attivisti della "Rete antifascista territoriale Roma est".
Le reazioni
"Roma è con il Baraka Bistrot e tutte le realtà che producono cultura e aggregazione a Centocelle" ha scritto sui social la sindaca Virginia Raggi che nel pomeriggio si è recata a Centocelle.
Critiche nei confronti del Campidoglio arrivano da Giuseppe De Marzo della Rete dei Numeri Pari e di Libera: "Roma ha bisogno di rafforzare la rete di servizi sociali (che questa giunta ha tagliato), di gestire come avviene in tutte le altre capitali il ciclo dei rifiuti (che questa giunta è incapace di fare), di trasporti che funzionino anche nelle periferie (che questa giunta ha ridotto), di investimenti nelle scuole e nelle politiche culturali (che questa giunta non fa), di rilanciare le proprie municipalizzare (che questa giunta ha definitivamente affossato ed è incapace di gestire), di politiche che garantiscano il diritto all'abitare (mentre questa giunta ha messo per strada centinaia di famiglie come a Cardinal Capranica e non ha uno straccio di politica sulla casa) - conclude De Marzo -. Roma ha bisogno di essere governata dalla politica e di una visione di futuro. Quando la politica è debole, a governare sono gli interessi privati e quelli mafiosi".
E dopo il nuovo rogo si moltiplicano le reazioni di indignazione. "Stanotte anche Baraka Bistrot e' stato distrutto dal fuoco doloso degli infami e dei vigliacchi. E' un attacco che non puo' vedere la comunita' di Centocelle sola. I criminali che vogliono decidere le sorti del territorio vanno sconfitti, insieme. Nessuno deve restare indietro e ognuno, a partire dalle istituzioni, deve fare la sua parte con coraggio" commenta

Gianluca Peciola, Movimento Civico per Roma.
"L'attacco criminale al quartiere di Centocelle deve trovare nelle istituzioni una risposta durissima. Nell'esprimere solidarietà e vicinanza agli esercenti vittime di questo nuovo rogo diciamo da subito che non lasceremo nulla d'intentato per contrastare con tutti i mezzi a disposizione i delinquenti che vorrebbero la morte di una intera comunità - attacca il gruppo capitolino del Pd - Istituzioni e cittadini sono uniti contro criminalità e degrado. Sostenere ed incentivare chi vuole tenere vivo, attivo e vitale il quartiere e' un imperativo inderogabile. Come misura iniziale chiediamo alla sindaca Raggi di aiutare fattivamente gli esercenti colpiti dai roghi e incentivare la presenza della società civile organizzata in quei luoghi".
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