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Bologna, case pubbliche agli stranieri, Fdi fa la lista nera

Telecamere, indice puntato e gogna social. Inquadrati i campanelli con i nomi degli inquilini delle case Acer e declamati i loro nomi: lo scopo è chiaro: dimostrare che sono tutti stranieri. La destra fa campagna elettorale per le regionali così, nel cuore della Bolognina che si prepara a celebrare i 30 anni della svolta di Occhetto. Poi tutto finisce sui social sovranisti, e il piatto è servito, alla mercé di pollici alzati o versi.
"Metodi che incitano allodio", attacca il capogruppo Pd in consiglio comunale Claudio Mazzanti, mentre il sindaco Virginio Merola sinfuria contro i "deliri" della destra: "Noi assegnamo le case in base al reddito e non al colore della pelle". Così i candidati di Giorgia Meloni, il parlamentare di Fdi Galeazzo Bignami e il consigliere in Comune Marco Lisei (aspirante a correre anche ialle Regionali in Emilia Romagna), fanno scattare lallarme in casa dem. Tutto nasce da un filmato pubblicato su Facebook in cui Bignami e Lisei, entrambi avvocati, criticano i criteri di assegnazione degli alloggi Erp di via Albani.
"Il 59% delle assegnazioni delle case popolari vanno a cittadini stranieri" è il leitmotiv del filmato, in cui si parla di "discriminazione" ed "epurazione " degli italiani, che sarebbero "penalizzati dai criteri di assegnazione". I due ne discutono passeggiando tra i caseggiati da poco ristrutturati da Palazzo dAccursio e inquadrando nomi e cognomi degli assegnatari degli alloggi in gran parte non italiani sui campanelli delle case.
Bignami, che è avvocato, li legge a voce alta quasi tutti, lasciando indietro solo quelli italiani, e ammette: "Ci diranno che stiamo violando la privacy, ma non ce ne frega assolutamente nulla, perché se stai in un alloggio popolare e cè il tuo nome sul campanello bisogna che ti metta nellottica che poi qualcuno può andare a vedere".
Il dem Mazzanti è durissimo: "Filmare i nomi degli stranieri che hanno legittimamente ricevuto dal Comune una casa rischia di diventare un incitamento allodio razziale verso queste famiglie". Daccordo anche il presidente del Navile Daniele Ara, che da giorni va denunciando nel suo quartiere episodi che sembrano "lanticamera di persecuzioni" viste nei tempi più bui del Novecento.
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