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Topi alla primaria Bottego di Bologna: ora c'e la task force del Comune

Topi alla primaria Bottego di Bologna: ora c'e la task force del Comune

BOLOGNA - Topolino non è più l'investigatore ma il ricercato. Contro di lui si è scatenata l'intelligence del Comune dopo che una banda di roditori ha attaccato e violato con clamorosa effrazione alle elementari " Bottego" alla Beverara, quartiere Navile. Per la verità, si è trattato di ratti, le celebri pantegane, i fratelli maggiori e più agguerriti. E proprio per questo sono entrati in azione i corpi speciali con le tecniche più raffinate che potrebbero fare invidia ai Ris dei carabinieri, alla polizia scientifica e finanche agli investigatori di Csi. Nelle vesti di commissario c'è l'assessore alla Sanità Giuliano Barigazzi che coordina un pool composto da tecnici, zoologi ed esperti del comportamento di questi astuti roditori. Mica è facile incastrarli. "Si tratta di un'attività investigativa a tutti gli effetti che comporta più attività e strategie" precisa lo stesso Barigazzi.
Il primo passo è quello dell'identificazione. I ratti non sono tutti uguali. Ci sono gli scalatori che salgono sui tetti e quelli che prediligono il mondo oscuro sottoterra. Con trappole tradizionali si cattura un esemplare e in base alla famiglia di appartenenza viene stabilita la strategia. Si comincia col pedinamento. Cospargendo il territorio di farina o di polvere di quarzo viene ricostruito il cammino dell'intruso. Le vie del ratto sono quasi infinite: dai cablaggi della fibra ottica agli sfiati, dai rami che si appoggiano agli edifici, fino alle centrali termiche. Gli investigatori esaminano le tracce lasciate come tanti Poirot. Si osservano le sponde dei marciapiedi, dove il ratto ama strusciarsi nei suoi spostamenti, valutando se sono levigate dal pelo, così come le zoccolature degli scantinati. Poi vengono piazzate telecamere a infrarossi per spiare le incursioni notturne, al fine di individuare i percorsi che potrebbero portare ai covi dove si annidano le comunità.
Non è un compito facile perché gli investigatori del Comune si trovano di fronte un nemico scaltro allenato da lungo tempo a fuggire dagli inquirenti e a fiutare le trappole. In presenza di cibo nuovo, l'assaggio viene riservato ai soggetti non fertili, i più giovani o i più anziani. Se dopo l'assaggio arriva la morte, il ratto sa ricondurre l'effetto alla causa e nessun altro membro della comunità mangerà più quel cibo. Col ratto è una partita a scacchi. Di volta in volta si decide qual è la trappola più efficace. Ci sono i composti come i cumarinici che provocano la morte per lenta emorragia dopo qualche giorno rendendo impossibile il collegamento causa- effetto di cui si è detto. Ma ci sono anche le trappole a botola. La pantegana entra sentendo l'odore del cibo e le si apre sotto le zampe un'apertura che la fa sprofondare in un liquido in cui annega. Poi l'apertura si richiude e il congegno è pronto per catturare un altro malcapitato. La strategia deve essere molto flessibile perché il ratto ogni volta trova un nuovo varco con sorprendente adattamento. Questo significa che l'indagine deve sempre ripartire da capo. Ma per fortuna gli inquirenti non brancolano nel buio.
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