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Firenze, staccava marche da bollo dai moduli per i passaporti e le rivendeva: condannata poliziotta

Staccava le marche da bollo dalle pratiche per il rilascio del passaporto, e poi le rivendeva a chi si presentava in commissariato per ottenere il documento. È questa l'accusa di cui è stata riconosciuta colpevole una funzionaria di polizia, all'epoca dei fatti funzionaria in servizio presso il commissariato di Rifredi, condannata in primo grado dal tribunale di Firenze a 4 anni, 3 mesi e 15 giorni di reclusione per peculato.
Secondo quanto ricostruito dal pm Leopoldo De Gregorio, tra gennaio e aprile 2015 la donna sarebbe riuscita a intascare con questo sistema più di 2500 euro. Il trucco era semplice: nel registrare i moduli per il rilascio dei passaporti, la funzionaria ometteva di applicare la marca da bollo prevista per legge, del valore di 73 euro e 50. In altri casi invece, i tagliandi venivano staccati dai documenti una volta che questi erano stati firmati. Ben 35 i casi che gli inquirenti hanno potuto accertare, relativi ad altrettante pratiche risultate anomale. Una volta messe da parte le marche da bollo, la donna le proponeva in vendita a chi arrivava in commissariato a chiedere il passaporto e ne era sprovvisto. Sempre facendosi pagare in contanti.
Per la funzionaria si tratta della seconda condanna penale in due anni. Nell'aprile 2018 la donna era stata condannata a tre anni e tre mesi insieme al marito, ex poliziotto, per aver sparato due colpi di pistola in aria e minacciato un buttafuori davanti a una discoteca di Firenze. La vicenda risale al 2014: la coppia era arrivata in via Palzzuolo perché, in base a quanto ricostruito nelle indagini, al figlio era stato impedito l'accesso nel locale. Per questo motivo i due avrebbero esploso colpi di pistola in aria e a terra, oltre a puntare l'arma contro il buttafuori senegalese offendendolo con epiteti razzisti. Una ricostruzione smentita dai legali della coppia che hanno presentato appello.
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