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Omicidio Sacchi, slitta la deposizione di Anastasiya: tutte le contraddizioni della fidanzata di Luca

Che Anastasiya abbia un ruolo diverso da quello che ha raccontato fin dall'inizio è abbastanza evidente. Ma che dopo cinque anni insieme, con la famiglia di Luca Sacchi che dapprima la difende "per noi è come una figlia" e poi fa sapere che le due realtà ora sono talmente distinte da spingerli a fare una conferenza stampa (domani) senza di lei, è forse il vero punto di svolta di una vicenda che appare ingarbugliarsi sempre di più.
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Cronaca


Omicidio Sacchi, negativi anche i nuovi esami tossicologici. Ritrovato lo zaino di Anastasia tra le sterpaglie del Gra. [/url]


Perché nella storia dell'omicidio di Luca Sacchi, ucciso con un colpo di pistola alla nuca in via Franco Bartoloni alle 23 di mercoledì 23 ottobre, sembra che il dominus di tutta la vicenda sia proprio lei. Anastasiya Klymnek, 24 anni, ex studentessa del liceo classico Augusto, attualmente baby sitter alla ricerca di un impiego più stabile, è con Luca Sacchi la sera maledetta.
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Cronaca


Omicidio Luca Sacchi, Anastasiya nel mirino. Ma il quartiere la difende[/url]


di RORY CAPPELLI
È lei ad avere lo zaino con i soldi che sarebbero serviti per l'acquisto di un (forse) ingente quantitativo di droga. È lei che fa controllare il contenuto dello zainetto ai "mediatori" che poi, rassicurati, chiamano i pusher. Nella rete di contatti sembra sempre che alla fine ci sia lei. Anche per questo gli inquirenti hanno messo sotto controllo i cellulari e stanno analizzando i contatti pregressi di ognuno dei protagonisti e delle comparse della vicenda per ricostruire la ragnatela dei contatti tra tutte le persone presenti sulla scena del delitto.
Domani Anastasiya, che doveva essere sentita oggi, si ritroverà faccia a faccia con i pm: dovrà chiarire questi punti e altri. Si dovrà capire perché abbia detto di aver ricevuto una botta in testa, tirata peraltro con una mazza da baseball di metallo, quando non risultano referti a suo nome e tanto meno un ricovero con l'ambulanza in codice giallo la sera dell'omicidio dal luogo dell'accadimento. La mazzata - dice invece l'autopsia condotta iera mattina sul corpo di Luca Sacchi - l'ha ricevuta lui: uno o più colpi su avambraccio destro e braccio sinistro, che lo avevano reso inerme.
I testimoni che accorrono al capezzale di Luca, l'uomo che vede tutta la scena dalla finestra, uno dei negozianti della via, hanno riferito tra l'altro che la ragazza non era ferita. Che era in stato di alterazione, ma chi non lo sarebbe stato? Lei ha raccontato di essere svenuta per il colpo tirato con la mazza: non era infatti vicino a Luca nel momento dell'omicidio. Perché Luca era lontano da lei, probabilmente con lo zainetto, quando è stato colpito? Lei era con il cane Jenna: dove? E lo zainetto: lo aveva lei? Lo aveva Luca? Perché se lo aveva lei i due killer sono andati dritti da Luca, lo hanno colpito con la mazza da baseball e poi gli hanno sparato?
Le domande che necessitano ancora di una risposta che non sia contraddittoria sono anche queste: chi aveva preso i contatti per l'acquisto di droga? Chi era la mente di quello che sempre meno appare come un consumo occasionale tra amici? Era già successo? E se sì, se i due o tre gruppi si erano già incontrati per scambi di droga, chi era che dirigeva il traffico? Intanto domani parlerà la famiglia di Luca: "Allo stato non vi sono elementi certi per screditare la versione di Anastasia la quale, peraltro, ha scelto di affidarsi a un altro legale" fa sapere Paolo Salice, uno dei legali della famiglia Sacchi. "Al momento dalle carte in nostro possesso non possiamo sbilanciarci sulla posizione della fidanzata di Luca - ha aggiunto il legale -. Attendiamo lo sviluppo delle indagini per far luce il prima possibile su quanto accaduto quella tragica notte".
Tanti gli interrogativi insomma, che uniti alla teoria dei pregiudizi che in queste ore affollano le cronache, lei italianissima ma pure sempre "di origini ucraine" come un non detto allusivo, contribuiscono a virare sul ritratto a tinte fosche quella che appariva sulle prime l'altra vittima innocente di questa storia. Dovrà in primo luogo chiarire lei quale ruolo abbia avuto e perché non abbia detto subito tutto. Perché con Luca faceva tutto, avevano sogni insieme: perché avrebbe dovuto tramare alle sue spalle con un cosa così pericolosa?

Omicidio Sacchi: il Pg Salvi, a Roma tanta droga e violenza


"La grande quantità di droga e la grande facilità all'uso della violenza di piccoli gruppetti". Per il Procuratore Generale di Roma, Giovanni Salvi, intervistato da Storiacce di Radio24, questi sono i due elementi chiave della "gravità della situazione" della Capitale, resa evidente anche dall'omicidio di Luca Sacchi. "Questo non è un problema di piazze di spaccio, che esistono e sono controllate da organizzazioni di vario genere; il problema - specifica Salvi a Radio 24 - è la città che va verso le piazze di spaccio. E' il centro che si va a rifornire. Questo è il punto estremamente grave: la quantità di sostanze stupefacenti, da cui poi deriva un enorme quantitativo di denaro e da questo derivano anche comportamenti, come quelli di questi giorni".

"Questi piccoli gruppetti, queste schegge impazzite, in un contesto in cui la vita vale ben poco, commettono questi delitti, anche se Roma quanto ad omicidi resta una delle città più sicure", aggiunge.
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