Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Narumi, il sopravvissuto di Alessandria: "Per sette ore aggrappato a un ramo, urlavo ma la pioggia copriva la voce"

ALESSANDRIA - Steso su una barella nel pronto soccorso di Alessandria, avvolto in un telo termico dorato, Narumi Makishima inizia il suo racconto. Il racconto di un uomo che ieri è nato per la seconda volta. Ha 59 anni, nome giapponese, brasiliano di nascita e trapiantato in Inghilterra. Lavora per la Mondelez, colosso internazionale degli snack, e lunedì era atteso per un meeting nello stabilimento della controllata Saiwa a Capriata d'Orba, nell'Alessandrino.
"Io mi occupo di sicurezza. Sicurezza...", alza gli occhi al cielo. Ad attenderlo nel pomeriggio all'aeroporto di Genova, per accompagnarlo in auto al resort dove avrebbe soggiornato, c'era Fabrizio Torre, 52 anni. La madre a tarda sera ancora lo aspettava preoccupatissima in casa a Sale, vicino ad Alessandria. Fino a quando i carabinieri non hanno dovuto darle la notizia che il figlio era stato ritrovato morto, travolto dalla piena del torrente Orba. Makishima, salvo ma sotto choc e in ipotermia, era attaccato al ramo di un albero. È rimasto così, aggrappato alla vita, per sette ore, prima che i vigili del fuoco riuscissero a salvarlo intorno alle due e mezza del mattino. "Proprio per non correre rischi avevo preso un'auto con conducente. Era la prima volta che venivo in questa parte d'Italia e non conoscevo le strade".
Tanto più che pioveva a dirotto...

"Quando siamo partiti da Genova pioveva, una pioggia che aumentava mentre arrivavamo ad Alessandria. Ma nulla faceva pensare a quello che sarebbe accaduto".

Quando sono iniziati i problemi?

"Eravamo praticamente arrivati. L'autista ha mancato la stradina di ingresso ed è andato un po' avanti, ma la strada era bloccata con dei cartelli e dei nastri delle forze dell'ordine. Allora è tornato un po' indietro e abbiamo visto due auto che avevano accompagnato dei miei colleghi, ci siamo salutati. Le loro macchine erano ferme sulla strada principale, non stavano entrando. Il conducente che accompagnava me le ha superate ed è entrato nel parco".

Quando ha iniziato ad avere paura?

"Quando siamo entrati in quel parco. C'era acqua ovunque, la nostra auto sembrava una barca in mezzo al mare. Non si vedeva nulla. Probabilmente l'acqua aveva coperto delle grosse buche nel terreno perché poco dopo la macchina si è bloccata. L'autista ha provato ad andare indietro, ma non succedeva nulla. Allora ha chiamato il suo capo per spiegargli la situazione. Io non sapevo che fare, pensavo che la situazione si sarebbe risolta".

Invece?

"Ho sentito l'auto muoversi, le ruote non toccavano più il fondo. Mi sono guardato i piedi ed erano a bagno, l'acqua stava entrando anche nella macchina. La situazione stava diventando critica e ho pensato di scendere".

Cos'è accaduto allora?

"Faccio fatica a raccontarlo. Penso solo a tutto il tempo che ho passato attaccato a quel ramo, che mi ha salvato. Vedevo persone in lontananza, urlavo, chiedevo aiuto, ma la pioggia copriva la mia voce. Ed ero vestito di scuro, forse anche per quello nessuno mi vedeva, in quel buio. Sono state ore lunghissime".
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«    Ноябрь 2019    »
ПнВтСрЧтПтСбВс
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930