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Mondo di mezzo, L'analisi, perche questa sentenza non cancella di colpo una lunga storia criminale

Mondo di mezzo, L'analisi, perche questa sentenza non cancella di colpo una lunga storia criminale
La sindaca Virginia Raggi mentre entra in Cassazione per assistere all'udienza (lapresse)
Chiese Enzo Biagi a Luciano Leggio, detto Liggio: "Esiste la mafia?". Lui che per tutta l'intervista aveva cercato di dimostrare di esserne il capo, dosando l'astuzia del violento che dissimula, rispose beffardo: "Se esiste l'antimafia". A leggere la pronuncia della Suprema Corte viene in mente quel dialogo a tratti surreale sulla consistenza dell'onorata società e con quanto imbarazzo i giudici abbiano dovuto trafficare intorno a una materia di per sé evanescente.
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Cronaca


Sentenza Mondo di Mezzo, Alfonso Sabella: "Ma hanno confermato che la citta era ostaggio del malaffare"[/url]


di SALVATORE GIUFFRIDA
Ammettono l'esistenza di due associazioni criminali ma le ritengono, codice alla mano, semplici. Tuttavia condannano gli imputati a rifondere le associazioni, anche quelle antimafia, costituitesi parte civile. Il nodo riproposto dalla Suprema Corte è di natura squisitamente giuridica e dimostra come già la sentenza di primo grado alla quale la Cassazione sembra allinearsi, che il reato di 416 bis non riesce più a contenere la proteiforme evoluzione delle mafie. Inserito nel codice nel 1982 fotografava già una situazione profondamente cambiata come il maxiprocesso istruito da Giovanni Falcone e dal pool di Palermo si incaricò di dimostrare, sfidando proprio lo scetticismo se non il dileggio di alcuni eccellentissimi giudici del Palazzaccio.
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Cronaca


Mondo di mezzo, eseguita la sentenza: carcere per 9 imputati[/url]


Per la procura di Roma, anche se non connotata geograficamente, che rimane un requisito fortemente viziato da pregiudizi, una associazione che usi la violenza come metodo, pur non esercitandola sempre, ma a tratti solo evocandola, che abbia una disponibilità di mezzi di persuasione fondati sul proprio peso criminale, che nutra un apparato di consenso funzionale a tessere rapporti d'affari redditizi quanto illegali con la pubblica amministrazione, ebbene quella, anche se non si esprime in dialetto siciliano, può essere giuridicamente qualificata come mafia.
Compiendo passi indietro rispetto a sentenze ben più avanzate, la Cassazione non ritiene adesso di potersi spingere fino a riconoscere la fisionomia del 416 bis. Le difese esultano, avendo dalla loro un coro assai rumoroso di negazionisti. Certi che Roma, fedele all'epopea mitizzata di una mala che non vuole padroni, non può certo farsi contagiare dalla malapianta mafiosa.
Come se quintali di carte giudiziarie non abbiano già dimostrato quanto sia antica, radicata e dimostrata la presenza mafiosa nella capitale, a partire dalle attività imbastite su piazza da Pippo Calò tra gli anni Settanta e Ottanta, a cavallo tra neri, porporati, faccendieri, banchieri, palazzinari e politici.
Non sarà risparmiata ora la retorica di una Roma sporcata da detrattori che le hanno cucito addosso la nomea di mafiosa che dopo la sentenza della Cassazione viene spazzata via. La storia però ha talvolta un impetuoso procedere e una complessità che è difficile far passare per l'angusta porta di un'aula di giustizia. E neppure questa sentenza può dire che le mafie a Roma non ci siano.
Carminati e Buzzi, stando ai giudici, hanno compiuto in blocco tutti i reati che gli erano stati contestati ma rifiutano di leggerli con la lente della mafia. Che sia un passo indietro rispetto alla sentenza di secondo grado è un dato oggettivo.
Speriamo solo non costituisca il presupposto per demolire una consapevolezza che è costata sangue, lutti, stragi. Le mafie cercano il potere, disincentivano da tempo il ricorso alla violenza perché disturba gli affari, sono governative per definizione e fondano l'edificio della propria grandezza su due presupposti: il controllo del territorio e l'impunità. Si tratta solo di intendersi sul primo concetto. Cosa è: dominio e presidio geografico come accade in vaste aree del Sud, e non solo. O riserva d'affari, enclave di traffici esclusivi? Sul secondo di concetto, invece, non possono, o meglio non dovrebbero, esserci fraintendimenti
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