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Vietato maltrattare i castagni, il sindaco di Montecreto li difende con un'ordinanza

MODENA - Chi si sta preparando all'assalto dei castagni per caldarroste fatte in casa o una golosa fetta di castagnaccio pensi bene a quel che fa: "Per raccogliere poche castagne, e ancora acerbe, in passato abbiamo assistito a scene imbarazzanti, gente che prendeva a bastonate i rami fino a spezzarli", racconta Leandro Bonucchi, giovane sindaco di Montecreto, gioiellino dell'Appennino modenese, che per difendere il suo patrimonio naturalistico nei giorni scorsi ha emesso un'ordinanza salva-castagni.
Si tratta di un testo, ammette sorridendo il sindaco, che in realtà norma qualcosa che dovrebbe venire spontaneo, "ma in questo periodo manca il buonsenso". E dunque nelle aree verdi pubbliche di Montecreto, pena sanzioni fino a 500 euro, è fatto divieto di "bacchiare e troncare i rami dei castagni, cogliere i ricci, sbatacchiare i fusti e più in generale recare danno alle piante" al fine di salvaguardare i castagneti presenti sul territorio comunale "per un buono sviluppo delle piante, da eventuali danni che possono provocare i raccoglitori di frutti inesperti". L'ordinanza ha valenza a tempo indeterminato e non impedisce certo la raccolta delle castagne, simbolo del paese, perché se "è assolutamente vietato colpire le piante per farle cadere", è pur vero che "si possono raccogliere quelle a terra. La natura ci insegna che il frutto cade spontaneamente quand'è giunto a maturazione".
Vietato maltrattare i castagni, il sindaco di Montecreto li difende con un'ordinanza

Una veduta di Montecreto
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Montecreto, paese del Frignano abbracciato fin nel centro urbano da boschi di castagni secolari matildici, ma anche faggi e abeti, non può e non vuole certo rinunciare al turismo anche sporadico legato a questo frutto prezioso. Non ha paura che i cosiddetti turisti della domenica possano sentirsi spazientiti o spaventati da quest'ordinanza e si spostino altrove? "Certo, ci abbiamo pensato", racconta Bonucchi, "ma preferiamo avere a che fare con chi rispetta i castagni e il nostro ambiente. E spero che lo stesso facciano i sindaci dei Comuni vicini. Siamo territorio di montagna, già d'estate vediamo lo scempio di chi dissemina rifiuti ovunque". Il testo non vieta la raccolta dei frutti autunnali tout court, "ma si prefigge di disciplinarla", invitando al rispetto del frutto che rappresenta questa comunità.
Racconta infatti il sindaco che "nel parco dei castagni sono presenti un metato", l'edificio in cui le castagne appena colte vengono lentamente essiccate sotto un fuoco delicato per 40 giorni, e un mulino per trasformare il frutto essiccato in farina, "il pane dei poveri". "Quest'attività, che produce farina a km zero", aggiunge Bonucchi, "non vede solo la partecipazione delle scuole, ma ha permesso anche il risveglio delle seconde case", da tempo abbandonate e ora rifrequentate proprio per godersi il sapore che più locale non si può delle buone castagne dell'Appennino modenese, che saranno protagoniste nella tradizionale festa paesana del 26 e 27 ottobre prossimi.
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