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Ex Ilva, Emiliano attacca: "ArcelorMittal e stato il peggiore degli acquirenti". E l'ad Jehl: "La tutela legale resta fondamentale"

Secondo Michele Emiliano, il gruppo ArcelorMittal che ora gestisce l'acciaieria ex Ilva di Taranto, è stato "il peggiore degli acquirenti". Il presidente della Regione Puglia lo ha detto rispondendo a Riccardo Iacona in una intervista a PresaDiretta, sulla possibilità che ArcelorMittal possa abbandonare la fabbrica senza la cosiddetta immunità penale per l'attuazione del piano di tutela ambientale e sanitaria. L'intervista andrà in onda lunedì 14 ottobre, alle 21.45 su Rai3, nella puntata "Vertenza Italia".
ArcelorMittal, puntualizza Emiliano, "è il principale produttore di acciaio europeo e uno dei più grossi del mondo. La fabbrica gli interessa soprattutto per i clienti e per evitare che cada in mani di un concorrente". Il governatore aggiunge poi che "se noi quella fabbrica l'avessimo venduta a chi si impegnava sin dal momento dell'acquisto a decarbonizzarla (società indiana Jindal South West) e a farla funzionare con tecnologie diverse da quelle previste da quel piano (ambientale) oggi avremmo avuto un soggetto motivato perché sarebbe stata la sua unica base europea".
Per Emiliano, infatti, "il piano ambientale dell'ex Ilva prevede la ricostruzione della fabbrica secondo le tecnologie dell'800, cioè a carbone". "Il governo dell'epoca - conclude - nel momento in cui l'altro concorrente era disponibile al rilancio sul prezzo, avrebbe dovuto consentirlo e avrebbe dovuto inserire nel bando la decarbonizzazione come un elemento se non obbligatorio almeno di miglioria dell'offerta"
Ma Matthieu Jehl, amministratore delegato di ArcelirMittal Italia nella stessa trasmissione insiste: "La continuità della tutela legale del contratto è fondamentale. Se andiamo via noi non verrebbe nessun altro. Nessuno può gestire tutto questo senza tutela. Questo è il principio".
Ex Ilva, Emiliano attacca: "ArcelorMittal e stato il peggiore degli acquirenti". E l'ad Jehl: "La tutela legale resta fondamentale"

Matthieu Jehl, ad ArcelorMittal Italia
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Nell'intervista Jehl affronta il nodo della cosiddetta immunità penale prevista per i gestori del siderurgico nell'attuazione del piano ambientale. Senza questa tutela legale ArcelorMittal potrebbe decidere di non proseguire con la gestione dell'acciaieria. "L'immunità penale - ha aggiunto - è un concetto che non esiste. Dobbiamo essere chiari su questo. Non abbiamo mai parlato di immunità penale ma noi siamo qui per risolvere problemi che arrivano dal passato".
"La tutela legale - ha ribadito - era prevista dal momento del contratto. Noi non possiamo essere responsabili dei problemi del passato. Fa parte - ha concluso - delle ipotesi di base del contratto di affitto".
Carlo Calenda, ministro per lo Sviluppo ai tempi della vendita dell'Ilva al gruppo indiano, nella stessa trasmissione, ha risposto ad Emiliano: "Oggi non esistono acciaierie di quelle dimensioni decarbonizzate. Esiste una tecnologia molto costosa che prevede un costo del gas uguale a quello americano che non puoi fornire perché sarebbe aiuto di Stato. Mittal ha il più grande stabilimento in Europa con questa tecnologia ma è un ventesimo di Ilva, cioè sono molto piccoli".
E a proposito dell'immunità penale l'ex ministro ha detto: "Si tratta di una norma assolutamente tautologica che non servirebbe in un paese normale. Nel nostro sì, perché chiunque va lì si becca un avviso di garanzia. Se la leveranno, io penso che ArcelorMittal se ne andrà"
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