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Palermo, Rita Dalla Chiesa a Orlando: "Va multato chi espone gadget che richiamano la mafia"

"L'inchino dello Zen ai carabinieri mi ha dato speranza, ma perché a Mondello si continuano a vendere prodotti che richiamano la mafia?". Rita Dalla Chiesa, figlia del generale ucciso dalla mafia nel 1982, dopo essersi imbattuta a Palermo in alcune bancarelle con gadget "mafia style" durante una passeggiata, ha affidato a un post su Facebook il suo disappunto. "Sono simboli di una mafia che non può essere associata alla Sicilia che vogliamo", dice Rita Dalla Chiesa riferendosi ad alcune magliette, calamite a forma di Sicilia e altri oggetti con il volto di Marlon Brando nel "Padrino".
Sempre sul social network la giornalista e conduttrice, che alla vigilia del 3 settembre ha annunciato un'intervista a Repubblica l'intenzione di lasciare la città e di vendere la propria casa di Mondello perché "Palermo non vuole andare avanti nel cambiamento", lancia un appello al sindaco Leoluca Orlando: "Faccia multare in modo pesante chi continua a esporre robaccia del genere. Non fa bene a questa terra, che merita molto altro".

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Locali


Rita Dalla Chiesa: "Me ne vado, questa citta non vuole cambiare"[/url]


di SALVO PALAZZOLO
Pronta la risposta di Orlando: "Da mesi è allo studio degli uffici comunali un'ordinanza sindacale che impedisca la vendita di prodotti che inneggiano alla mafia, ma va chiarito che da un lato esiste già, ed è nel codice penale, una norma che vieta qualsiasi forma di apologia di qualsiasi reato e che dall'altro è complesso, formalmente complesso dal punto di vista giuridico, vietare di esporre e vendere prodotti che nell'immaginario collettivo richiamano la mafia".
E sul volto di Marlon Brando stampato sugli oggetti, alias Don Corleone del "Padrino", dice: "Si potrebbe obiettare che la locandina del film altro non è che la pubblicità di un'opera artistica; il pupazzo con la lupara è una forma di apologia o piuttosto una presa in giro della mafia? Certamente nessuno che scriva "Viva la mafia" o simili frasi può essere e sarà tollerato e quando sono state segnalate scritte così repellenti, la polizia municipale e gli operai del Comune di Palermo sono subito intervenuti per sanzionare e cancellare tali scritte. Ma dobbiamo stare attenti a non produrre atti normativi frettolosi che si dimostrino fragili dal punto di vista legale".
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