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Si fermano le ricerche degli scomparsi nel Piacentino

PIACENZA - Sospese le ricerche per i volontari del sistema Protezione civile di Elisa Pomarelli e Massimo Sebastiani, scomparsi nel Piacentino il 25 agosto scorso: è quanto è stato deciso al termine di un vertice in Prefettura a Piacenza per fare il punto sulla situazione. Dal giorno della scomparsa (Sebastiani è indagato per omicidio e occultamento di cadavere) non sono emerse tracce dei due, nonostante le intense ricerche di volontari, forze dell'ordine, sommozzatori dei vigili del fuoco e amici di Elisa nei boschi della zona e anche nelle vasche d'irrigazione. Al momento, dunque, prevalgono esigenze legate all'attività di polizia giudiziaria condotta dai carabinieri. Attività che sarà intensificata con verifiche, legate alle indagini e alle ricerche, nella riservatezza, mentre il reparto dei Cacciatori dei carabinieri sarà presto impegnato in mezzo a radure, grotte, fitte boscaglie e anfratti di Sariano di Gropparello dove si pensa possa nascondersi Sebastiani.
Fino a questa sera sul campo saranno impegnati uomini della protezione civile e del soccorso alpino. Da domani mattina stop alle ricerche dei volontari che resteranno comunque a disposizione nel caso vi sia occorrenza in futuro. Al momento non sono stati fissati altri vertici in Prefettura.
Ma la famiglia di Elisa non si dà pace. Ieri sera oltre 500 persone hanno partecipato alla fiaccolata di solidarietà per le strade di Borgotrebbia. "So che Elisa è nel cuore di molte persone e io la sento viva, spero di rivederla al più presto", ha detto la madre, Maria Cristina Dal Capo, ai media presenti, rivolgendo un appello a Sebastiani: "Ritorni sui suoi passi e la riporti a casa. Non penso che le abbia fatto del male, anche se glielo sta facendo, ma non penso che sia arrivato a ucciderla". Nei giorni scorsi anche il padre dell'uomo lo aveva pregato: "Pentiti e torna a casa". La sorella di Elisa, Debora, confida alla testata Libertà: Massimo "è sempre stato generoso e tranquillo. Per quello ci sentiamo traditi per quello che può aver fatto, non lo perdoneremo mai".
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