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Genova, l'assessore con la croce celtica al collo "un ricordo del Msi, la tengo fra Gesu e la Madonna"

Genova, l'assessore con la croce celtica al collo "un ricordo del Msi, la tengo fra Gesu e la Madonna"

In bella vista appeso al collo, stretto ci viene spiegato dal diretto interessato al suo posto, tra la medaglietta della Madonna e quella di Gesù Cristo. È stato notato da molti, il ciondolo a croce celtica che lassessore regionale ai Trasporti e al Turismo della Regione Liguria, Gianni Berrino, sfoggiava sotto la camicia ieri, domenica, durante i festeggiamenti per i 90 anni della ferrovia Genova-Casella. Un simbolo che sin dal dopoguerra fa parte del patrimonio iconico del neofascismo italiano (e non solo), ma che non per questo lamministratore eletto nelle fila di Fratelli dItalia si fa problemi a portare sotto il colletto, anzi. Se a Repubblica sono arrivate le segnalazioni incredule di alcuni dei partecipanti alla cerimonia (Ma si può portare al pubblico questa infamia? È inconcepibile), quella dello stesso Berrino è replica di pochi dubbi e (quasi) nessun imbarazzo. La croce celtica la porto al collo da 40 anni, dice mi dispiace se può infastidire qualcuno ma mi ha accompagnato in tutta la mia carriera politica e mi ricorda da dove vengo.

Se lepisodio, se si considera la cerchia ristretta dei rappresentanti di Fdi in Liguria, ha il vago sapore di deja vù (già due anni, fa del resto, lattuale vicesindaco di Genova Stefano Balleari era stato fotografato in un appuntamento elettorale sotto una croce celtica nella versione dei neofascisti italiani degli anni Settanta, corredata dal motto Boia chi molla), lassessore parla di una croce celtica che è semplicemente celtica, non è un simbolo politico né fascista, ma interpellato a riguardo dice di non dover negare nulla la medaglietta del resto è rimasta immortalata in tutte le foto e le immagini video della giornata e dà una risposta più che politica.

Non capisco le perplessità, pensavo non fossero più i tempi in cui discutere di simboli del genere, al collo non ho mica il fascio littorio continua Berrino La croce celtica la porto con me come ricordo del mondo che mi ha appassionato e portato a far politica, quel Fronte della Gioventù dellMsi da cui sono partito da ragazzo per arrivare ad oggi. Però non faccio mica come il mio predecessore allassessorato ai Trasporti (Giovanni Vesco, ndr), che esponeva sulla scrivania il busto di Lenin e Mao. La mia è una questione di appartenenza più intima, privata, non voglio imporla a nessuno: la tengo sotto la camicia tra altre medagliette. Come dire che allora un po di imbarazzo, nel vederla notare, forse in fondo in fondo cè.
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