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A Roma i funerali di Diabolik: la scritta "Irriducibili" sulla bara accolta da applausi e un tifo da stadio

Cori, applausi, braccia alzate come il classico saluto da stadio e un paio di saluti romani: così è stato accolto il feretro di Fabrizio Piscitelli, Diabolik, capo ultrà della Lazio ucciso due settimane fa, circondato dai suoi "Irriducibili", di cui era leader indiscusso, che cantavano come in curva Nord "Battiamo le mani ai veri laziali". La zona era presidiata da circa trecento agenti molti dei quali in borghese perché si temevano tafferugli. E qualche tensione al termine della funzione intorno alle 16,30 si è avuta per il divieto imposto dalla Questura di portare a spalla il feretro dalla chiesa al piazzale per l'ultimo saluto degli ultrà. "Rispetto, rispetto" intonavano a gran voce. Alcuni partecipanti alle esequie, scesi a piedi dal santuario, hanno poi rivolto insulti ai giornalisti raccolti nell'area stampa.
Roma, una bandiera nera con la scritta Diablo: al Divino Amore i funerali di Fabrizio Piscitelli
All'ingresso del santuario era stata esposta una gigantesca bandiera nera con la scritta rossa 'Diabolik' e i partecipanti indossavano t-shirt nere con gli occhi simbolo del personaggio dei fumetti, alternate a quelle bianche su cui campeggiava la scritta azzurra 'Irriducibili Lazio'. "Gli sciacalli possono pure banchettare sul cadavere di un leone, ma lui resta un leone e loro restano sciacalli", si leggeva su qualche maglia. Lo stesso messaggio affisso sulla bara, come voluto dai rappresentanti della curva nord biancoceleste.

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Commento


Se Diabolik diventa santo[/url]


di ENRICO BELLAVIA
Già a partire da ieri sera erano state organizzate zone di sicurezza per scongiurare qualsiasi intoppo nel luogo scelto dalla questura per celebrare l'addio a Diabolik dopo un lungo braccio di ferro con la famiglia, che avrebbe voluto esequie pubbliche. In campo, tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, previsti dal dispositivo di sicurezza del questore di Roma Carmine Esposito.
Erano state predisposte tre aree di controllo: il policlinico Tor Vergata da dove il feretro era partito intorno alle 14, il santuario di via Ardeatina e il cimitero Flaminio di Prima Porta dove verrà poi portata la salma. Controlli, già da ieri sera, anche ai caselli autostradali, stazioni ferroviarie, fermate metro e di bus di linea per monitorare l'arrivo di gruppi di tifosi.
Funerale Piscitelli, quel feretro con gli occhi di Diabolik
Come da accordo con la Questura, all'interno del Divino Amore sono entrate solo un centinaio di persone, tra questi anche Cristiano Sandri, il fratello di Gabriele ucciso con un colpo di pistola l'11 novembre 2007 a seguito di scontri tra tifoserie sull'autostrada A1 Milano-Napoli. Uniti al popolo degli ultrà, c'erano anche alcuni esponenti dell'ultradestra come Valerio Arenare e Stefano Schiavulli, di Forza Nuova. Decine di persone, compresi i giornalisti - bersaglio di alcuni insulti - sono stati fatti confluire in un piazzale antistante.
Funerale Diabolik: l'arrivo della salma tra applausi, saluti romani e cori da stadio
A Roma i funerali di Diabolik: la scritta "Irriducibili" sulla bara accolta da applausi e un tifo da stadio

in riproduzione....
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L'area del Santuario del Divino Amore già in mattinata è stata transennata e presidiata dalle forze dell'ordine. Nel piazzale, gli Irriducibili, come da richiesta della famiglia di Piscitelli, hanno allestito un banchetto per la raccolta fondi in favore della Lega italiana fibrosi cistica Lazio.

rep


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Locali


Intreccio criminale tifo, droga, fascismo Ritorno al passato a Roma[/url]


di MASSIMO LUGLI
In mattinata la salma era stata esposta nella cappella del commiato al Policlinico Tor Vergata, dove si è radunata una quindicina di ultrà. E la scritta "Irriducibili" compare anche sulla bara di Piscitelli, nera e lucidissima, lettere in bianco e in celeste, e sono stati dipinti gli occhi del personaggio dei fumetti al quale Fabrizio Piscitelli aveva "preso" il nome. Anche questo l'ultimo omaggio della curva biancoceleste.
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