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Torino, la Chiesa Valdese: "Accogliamo noi i migranti della Open Arms"

Torino, la Chiesa Valdese: "Accogliamo noi i migranti della Open Arms"
La nave Open Arms (reuters)
I valdesi sono pronti ad accogliere i migranti della Open Arms. In queste ore di polemiche, tra il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Interno Matteo Salvini, iniziano a circolare le ipotesi su dove potrebbero essere accolti e tra le possibili destinazioni ci sono il Piemonte e le valli valdesi, come già accaduto in altre circostanze. Già a gennaio la comunità si era fatta carico dell'accoglienza di una parte dei migranti della Sea Watch, anche in quel caso oggetto di un braccio di ferro tra il governo e l'Europa.
Da settimane è iniziato un carteggio tra la Fcei, la federazione delle chiese evangeliche in Italia, e le istituzioni italiane ed europee. "Noi siamo disponibili - conferma Paolo Naso, coordinatore del programma rifugiati e migranti della Federazione - I nostri operatori sono a Lampedusa. Hanno partecipato a interventi di sostegno sulla Open Arms organizzati nelle ultime ore, portando medicinali e viveri sull'imbarcazione".

Dopo aver scritto al presidente del consiglio Giuseppe Conte a inizio agosto il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), e il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, hanno più volte ribadito la disponibilità delle loro organizzazioni: "La missiva è stata mandata per conoscenza anche a Salvini, ma non abbiamo avuto un riscontro. Per questo ci siamo rivolti anche all'Europa - racconta Naso - La nostra disponibilità è legata alla necessità di arrivare a una soluzione e un accordo europeo. A noi risultava che una soluzione tra i Paesi fosse stata trovata, ma il ministro dell'Interno nega sia così e non possiamo che fidarci".
Anche per questo Negro e Bernardini hanno scritto una lettera al presidente del Parlamento europeo, David Sassoli: "Vogliamo ribadire la disponibilità delle strutture della Federazione delle chiese evangeliche in Italia e della Tavola valdese a farsi carico dell'accoglienza di queste persone" sostengono i due. "Tutto questo in attesa che, doverosamente, si definisca quell'accordo europeo che lei stesso ha opportunamente auspicato - si legge nella missiva - Il nostro invito è quello di mettere al primo posto la salute e il destino di persone che hanno già subito gravi traumi".

I progetti di accoglienza delle comunità evangeliche in Italia non sono solo legati all'emergenza e alla contingenza. Da anni infatti danno ospitalità ai rifugiati inseriti nel progetto "Mediterranean Hope" e oggi sono oltre 600 le persone accolte in Italia grazie ai corridoi umanitari con cui consentono ai migranti di raggiungere l'Europa in sicurezza.
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