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Omicidio Diabolik: polemica con il questore: la famiglia non si presenta ai funerali. Ma a Tor Vergata la vedova riconosce la salma

Al cimitero Flaminio dove devono svolgersi i funerali di Diabolik, Fabrizio Piscitelli capo degli irriducibili ultrà della Lazio, ucciso lo scorso 7 agosto nel parco degli Acquedotti, non si è presentato nessuno. Poco prima delle sette, i mezzi della polizia se ne sono andati, ormai certi che la famiglia non verrà.
Alla vigilia la moglie Rita Corazza aveva chiesto a tutti gli amici e dunque a tutta la numerosissima tifoseria di non partecipare. Lei, addirittura, aveva spiegato, non aveva ancora riconosciuto il corpo del marito, atto indispensabile per la tumulazione, in aperta polemica con il questore Caruso e con la sua ordinanza che stabiliva una cerimonia strettamente privata per "motivi di sicurezza e di ordine pubblico".
Solo oggi, alle sei, l'ora stabilita dal questore per il funerale, moglie e figlie - Giorgia e Ginevra - sono andate invece che al Flaminio a Tor Vergata, dove si trova la salma di Diabolik. Qui è avvenuto il riconoscimento.
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Cronaca


Delitto Piscitelli a Roma, Tar respinge ricorso della famiglia contro divieto funerali pubblici. La moglie: "Non ci andremo"[/url]


Al cimitero è arrivata solo una donna con un mazzo di rose rosa in mano: "Sono qui per rendere rispetto a Fabrizio Piscitelli anche se non sono una tifosa della Lazio. Nessuno merita di morire così".
I mezzi della polizia, dopo essere andati al cimitero, saranno spostati in altre zone "sensibili, per esempio il circolo degli Irriducibili, il parco degli acquedotti. Tor vergata. Poi la famiglia deciderà cosa fare, so che vogliono crearlo e qui c'è l'unico crematorio della città", spiega un dirigente della polizia.

La battaglia della famiglia per esequie pubbliche


La moglie Rita Corazza aveva fatto ricorso al Tar per chiedere sospensiva d'urgenza del divieto del questore. Ma ieri i giudici, in prima battuta, lo hanno respinto. La strategia potrebbe essere quella di attendere che il Tar si esprima sul merito del loro ricorso.
Intanto la figlia Giorgia su Facebook ha scritto: "Noi non ci saremo!". E la moglie Rita incalza: "Alla luce della decisione del Tar ribadisco che tutta la famiglia di Fabrizio non si presenterà al funerale. Ad oggi non ho neanche fatto il riconoscimento della salma di mio marito". E ancora: "Chiedo a tutte le persone che gli volevano bene e intendevano dargli l'ultimo saluto di non presentarsi all'alba al cimitero Flaminio. Solo così possiamo rendergli giustizia e stringerci insieme in un unico dolore". Mentre la sorella Angela annuncia: "procederemo per tutte le vie legali possibili, compresa la Corte di Strasburgo. Faremo tutto quello che di legale è possibile fare".
Da canto suo, il questore Carmine Esposito ha precisato di non voler "certo interferire con la funzione religiosa, né di voler negare questo momento ai suoi familiari. L'obiettivo della mia ordinanza è quello di evitare che si verifichino dei delicati problemi di ordine pubblico".

Le indagini sui legami tra Diabolik e i Casamonica


Gli inquirenti, intanto, coordinati dalla Dda, ieri hanno risentito il body-guard e autista cubano che da circa una settimana accompagnava Piscitelli. "Io non so niente, arrestatemi pure " ha detto agli investigatori della Mobile diretti di Luigi Silipo. L'autista che ha visto in faccia il killer (che indossava pantaloni neri attillati da jogger, occhiali da sole e una bandana) ha rischiato di essere ucciso: si è salvato solo perché si è inceppata la pistola.
Si indaga poi sui legami di Diabolik con la famiglia Casamonica. Il 27 luglio infatti la figlia Giorgia si era sposata in una cerimonia che si era svolta in pompa magna all'Ara Coeli, con tanto di sicurezza garantita da decine di uomini in divisa dotati di auricolari ricetrasmittenti. Il pranzo si era tenuto in una villa di Nepi. L'ipotesi è che si sia trattato di una dimostrazione di forza. Tra gli invitati erano arrivati in Lamborghini anche alcuni esponenti della famiglia Casamonica. Gli investigatori stanno passando al setaccio il resto degli invitati.
Sottoposto poi ad analisi il bossolo ritrovato sul luogo dell'agguato, all'altezza di via Lemonia 273: si sta cercando di capire da quale pistola abbia sparato.
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