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G8 di Genova 2001, arrestato in Francia l'ultimo black bloc latitante. Tradito da una vacanza con moglie e figlia in Savoia

Diciotto anni dopo quella terribile estate arriva il momento della galera per uno dei protagonisti degli episodi di violenza del G8 di Genova. Non si tratta di uno dei poliziotti che massacrarono di botte decine di manifestanti inermi, che furono colpevoli mai identificati - del tentato omicidio di un giornalista inglese, e neppure di qualche funzionario che costruì prove false per incastrare degli innocenti e neppure chi firmò falsi verbali di arresto.

Dietro le sbarre sta per finire uno dei black bloc italiani che pur non vedendosi contestati alcun atto violento contro delle persone sono stati condannati ad alcune fra le pene più alte mai viste in Italia per reati di piazza. Vincenzo Vecchi, 46 anni, è uno di loro, è stato arrestato in Francia due giorni fa grazie alle indagini e alle intercettazioni della polizia italiana e deve scontare 11 anni e sei mesi (la Cassazione gli ridusse la pena di sei mesi) per i reati di devastazione e saccheggio commessi durante le giornate del luglio 2011.

Scontri durissimi, parti della città a ferro e fuoco, auto e banche saccheggiate o incendiate, molotov contro le forze dell'ordine, blindati dati alle fiamme, l'assalto al carcere di Marassi, tutti episodi che poi scatenarono la selvaggia repressione poliziesca.

Il processo rappresentò per lo Stato l'unica risposta lecita e corretta e per questo la procura chiese e ottenne le cosiddette pene esemplari per un reato fino ad allora raramente contestato nelle aule di giustizia. E la sentenza fu molto contestata anche dai giuristi. Basti pensare che per omicidi o rapine a mano armata le condanne con i vari tipi di riti alternativi sono sempre inferiori a quelle comminate ai pochi black bloc individuati a Genova.
Vincenzo Vecchi è stato arrestato nell'ovest della Francia, secondo quanto riferiscono i media francesi. Era l'ultimo dei latitanti di quel processo dopo che, nel 2013, era stato arrestato a Barcellona Francesco Jimmy Puglisi e nel 2017 Luca Finotti in Svizzera.
Sull'arresto di Vecchi ecco la nota del Viminale: "Negli ultimi due mesi lazione investigativa della Polizia di Stato si è intensificata anche con lavvio di intercettazioni di varia natura concesse dalla Procura Generale di Genova; lanalisi delle informazioni relative al latitante, ai suoi vecchi compagni di lotta politica ed alla famiglia, hanno quindi consentito di acquisire numerosi elementi che riconducevano la presenza del latitante in Francia. È stata quindi interessata la polizia francese - per il tramite dellufficiale di collegamento in servizio presso l'UCIGOS della Polizia di Stato che ha assicurato uno stretto raccordo investigativo che ha proseguito le indagini fornendo un contributo determinante per lesatta individuazione del latitante. Si è così avuto modo di apprendere che nelle scorse settimane Vecchi ha incontrato lex convivente e la figlia minore in Francia, in una località della Savoia, trascorrendo una settimana di vacanza come una normale famiglia di villeggianti. Al termine del soggiorno in Savoia la donna con la figlia ha fatto rientro a Milano, mentre Vecchi è tornato in Bretagna, riprendendo la sua normale vita con una falsa identità. Monitorando la donna e seguendo ogni indizio possibile nonché le tracce degli apparati telefonici in uso alla coppia, gli investigatori del Servizio per il Contrasto dellEstremismo e del Terrorismo Interno e della DIGOS di Milano hanno acquisito ulteriori utili indizi finalizzati alla localizzazione del latitante ed alle modalità con le quali era solito sentire lex convivente e la figliola".
G8 di Genova 2001, arrestato in Francia l'ultimo black bloc latitante. Tradito da una vacanza con moglie e figlia in Savoia

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"Tali rilevanti elementi - prosegue la nota della polizia - sono stati tempestivamente comunicati alla Polizia francese che, da ultimo, la mattina dell8 agosto scorso, seguendo le indicazioni dellAntiterrorismo della Digos di Milano e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha tratto in arresto Vecchi a Saint Gravé dans le Morbhian, un piccolo borgo nella regione della Bretagna. E infatti in Bretagna che il Vecchi aveva trovato rifugio; ed è nella stessa regione che lavorava come imbianchino per il proprio sostentamento. In Francia si faceva chiamare Vincent, è stato fermato per strada, mentre stava andando a lavorare. Non aveva documenti di riconoscimento, ma solo una tessera che riportava il nominativo di Vincent Papale. Il 9 agosto, le autorità francesi hanno convalidato larresto del latitante, che si trova ora recluso nel carcere di Rennes. Vecchi era lultimo condannato per i fatti del G8 di Genova ancora irreperibile. Nellottobre del 2017 era stato arrestato in Svizzera, a seguito di specifiche indagini svolte dal Servizio per il Contrasto dellEstremismo e del Terrorismo Interno/DCPP-UCIGOS e dalla DIGOS di Pavia, il latitante Luca Finotti, 40enne, riconosciuto colpevole di analoghi reati nel medesimo processo. Vecchi, oltre alla condanna per i reati devastazione e saccheggio, rapina e porto abusivo di armi, resistenza e violenza nei confronti dei contingenti delle Forze di Polizia per i fatti di Genova del 2001, ha subito una condanna per aver partecipato alle violenze poste in essere a Milano in Corso Buenos Aires nel marzo del 2006".
Un collettivo di attivisti francesi denominato 'Sostegno a Vincenzo' ha emesso un comunicato in cui afferma che l'uomo si chiama appunto Vincenzo Vecchi, di circa 40 anni, che da diversi anni vive in una comune vicino a Rochefort-en-Terre. Il collettivo afferma che Vecchi è stato condannato in Italia per "devastazione e saccheggio" e fa appello allo Stato francese perché non venga estradato in Italia.
Mi onoro di aver partecipato da uomo libero ad una giornata di contestazione contro uneconomia capitalista, aveva dichiarato Vecchi al termine del primo processo.

Secondo quanto stabilito dai giudici Vecchi "nelle giornate del 20 e 21 luglio 2001, travisato e in concorso con altri manifestanti, danneggiava, distruggeva e incendiava svariati beni mobili e immobili tra cui alcuni istituti di credito, autovetture e un supermercato, asportandone la merce esposta allinterno. Si contrapponeva con violenza alle forze dellordine, inneggiando gli altri manifestanti allattacco e lanciando bottiglie, sassi e facendo esplodere alcune molotov. Spostava inoltre dalla loro sede cassonetti delle immondizie, rovesciandoli al centro della strada".
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