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Ravenna, la rivolta dei nudisti nella spiaggia della Bassona: "Stretti come sardine"

RAVENNA - Non ci sono mele proibite di mezzo, solo più laiche burocrazie, ma i bagnanti che hanno scelto il costume adamitico stanno perdendo la loro spiaggia dellEden nel ravennate. Le foto del primo weekend di luglio sul litorale della Bassona mostrano i 450 metri oggi riservati ai naturisti, che frequentano larea dagli anni 70, affollatissimi, in palese overbooking. Accanto, 400 metri di spiaggia libera ( per chi il costume lo indossa) con la presenza di solo qualche ombrellone qua e là.
"Larea naturista va ampliata, si è costretti a stare pressati in pochi metri come sardine, lontani dai servizi igienici che un turista dovrebbe avere a immediata disposizione", denuncia Fidenzio Laghi, ex presidente Associazione nudista emiliano romagnola. Una lunga battaglia, quella che combatte dall86 per la zona nudisti della Bassona, tra ordinanze di chiusura, riaperture, allargamenti e nuovi ridimensionamenti, in un vuoto legislativo che si protrae da un, travagliato, decennio.
La spiaggia di Lido di Dante è stata a lungo luogo di ritrovo dei villeggianti senza veli (e uno dei più grandi tra i circa trenta in Italia), con persino lorganizzazione di un festival naturista, per poi trovarsi negli ultimi tempi a combattere la burocrazia. Unordinanza specifica per riconoscere quel tratto di battigia come spiaggia naturista manca dal 2007, mentre la progressiva restrizione degli spazi ha lasciato i novelli Adamo ed Eva senza strutture igieniche o di servizio. Nella parte di spiaggia in cui sono stati via via confinati, infatti, non se ne possono installare perché accanto a una pineta tutelata come riserva naturale. Dal 2011 restano gli attuali 450 metri di spiaggia, gli altri son stati riservati alla nidificazione del fratino (lo stesso volatile per la cui salvaguardia gli ambientalisti han chiesto di fermare il concerto romagnolo di domani di Jovanotti).
Nella riserva naturista di Ravenna si sta oggi stretti lettino contro lettino, incastrati come pezzi di un mosaico. Un sovraffollamento che, ricorda Laghi, "aveva già notato nel 2010 il prefetto di Ravenna Riccardo Compagnucci, che fece raddoppiare larea. Negli anni successivi però è stata nuovamente ristretta, tornando insufficiente. Ma Compagnucci ormai non era più prefetto qui" .
E dire che nei tempi doro la Bassona è arrivata ad ospitare anche tremila turisti lanno, con le amministrazioni a chiudere un occhio sui vuoti legislativi in nome dellindotto che i naturisti una volta reindossati i vestiti portano in bar, ristoranti, alberghi. Nel 2012 il momento più critico, la crociata dellallora sindaco Pd Matteucci per rimettere il costume ai bagnanti di Lido di Dante, sfrattando i nudisti dalla Riviera e incaricando la Forestale di sanzionare chi girasse "con gli organi genitali ben in vista", da definizione di verbale.
Le sentenze hanno però sempre dato ragione a chi, multato, ha fatto ricorso, e girare con quegli specifici organi in vista è di nuovo tollerato. Ma ancora oggi senza unordinanza che lo riconosca ufficialmente, e adattandosi a star gomito a gomito coi vicini dombrellone.
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