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Maxi blitz sull'Alleanza di Secondigliano: 126 ordinanze a Napoli e in tutta Italia. Cinque donne capocamorra

Decapitato il Cartello di Gomorra. Sono scattate nella notte 126 ordinanze di custodia cautelare nei confronti dellAlleanza di Secondigliano, lorganizzazione camorristica che riunisce i clan Contini, Licciardi e Mallardo, storicamente egemoni nel centro e nella periferia settentrionale di Napoli e da sempre infiltrati nelleconomia e nellimprenditoria in diverse regioni italiane.
Loperazione è stata condotta dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Napoli con la collaborazione della poliza di Stato e della Dia.
Lo scenario riguarda i capi del cartello mafioso che, spiega la Procura, controlla larea metropolitana di Napoli. Una camorra che ha le mani sulla città. Il cartello, evidenziano i magistrati, ha una struttura federativa, ciascun gruppo è dotato di margini di autonomia, ma con una funzione direttiva comune per le decisioni sui temi più importanti. Il cartello controlla un numero impressionante di attività dimpresa e attività come le truffe assicurative.
Dei 126 destinatari dellordinanza, 89 indagati vanno in carcere, gli altri sono stati raggiunti da misure meno afflittive. Sono stati documentati incontri al vertice fra i capi del cartello.
Per altri 33 indagati, il giudice non ha emesso la misura cautelare, pur ravvisando i gravi indizi.
Camorra: 126 arresti, colpita Alleanza Secondigliano
Maxi blitz sull'Alleanza di Secondigliano: 126 ordinanze a Napoli e in tutta Italia. Cinque donne capocamorra

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Accanto agli arresti è scattato il sequestro di numerosi beni ritenuti di provenienza illecita: il tesoro del cartello di Gomorra. Coinvolti anche due imprenditori residenti a Santo Domingo, che avrebbero investito risorse di Edoardo Contini e Francesco Mallardo.

Le donne del cartello. Latitante Maria Licciardi


È sfuggita alla cattura Maria Licciardi, esponente della famiglia malavitosa di Secondigliano, considerata uno degli esponenti di primo piano della cosca. Linchiesta è partita nel 2012, con oltre duecento indagati.
Nel cartello rivestivano, infatti, un ruolo fondamentale le donne: oltre che alle tre sorelle Aieta, il ruolo di capo è stato riconosciuto anche a Rosa Di Nunno, moglie di Salvatore Botta, e a Maria Licciardi.

L'alleanza di Secondigliano


Il boss Francesco Mallardo, che fra il 2014 e il 2015 era agli arresti domiciliari, assunse direttamente il controllo del cartello. Il giudice ha riconosciuto lesistenza di unorganizzazione denominata Alleanza di Secondigliano, guidata da Mallardo, Patrizio ed Ettore Bosti e le tre sorelle Aieta, mogli di Edoardo Contini, Francesco Mallardo e Patrizio Bosti. Nelle indagini sono stati documentati centinaia di episodi di estorsione, evidenzia la Procura, nessuno dei quali denunciato.



Le mani sul San Giovanni Bosco


E poi una struttura come lospedale San Giovanni Bosco, considerato una sorta di sede sociale dellorganizzazione, sfruttato anche come base logistica ad esempio per le truffe assicurative.
Lospedale San Giovanni Bosco, rimarca la Procura, era una sorta di sede dellorganizzazione, nota anche a esponenti di altri clan. Una situazione resa possibile da una coincidenza di interessi anche con personale sanitario e professionisti, ad esempio nel caso delle truffe alle assicurazioni, dove si presentavano testimoni e venivano attestati incidenti. Tra i destinatari dei provvedimenti, precisa però i magistrati, non ci sono sanitari nè avvocati. Sul versante delle truffe le indagini comunque vanno avanti.

Le indagini: l'inchiesta avviata dal procuratore Beatrice


Uninchiesta imponente, che nasce dallanalisi di dodici diverse informative ed è diretta dalla pm del pool anticamorra Ida Teresi con le pm Alessandra Converso e Maria Sepe con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. Anche il procuratore capo Giovanni Melillo ha seguito personalmente gli sviluppi del lavoro investigativo, che ha fatto venire alla luce le ramificazioni dellorganizzazione criminale, le sue complicità e il coinvolgimento di cinque donne accusate di ricoprire il ruolo di capocamorra.
Il procuratore Melillo ha ricordato il procuratore aggiunto Filippo Beatrice, scomparso un anno fa, che aveva avviato linchiesta.
Alla conferenza stampa hanno preso parte il procuratore Melillo, il suo vice Borrelli, il capo della Dia Lucio Vasaturo, il comandante provinciale dei carabinieri Ubaldo Del Monaco, il questore Alessandro Giuliano, il comandante del Ros Pasquale Angelosanto, i vertici della Guardia di Finanza con il generale Gianluigi DAlfonso e il generale Barbera.
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