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Il Tar respinge il ricorso della famiglie no-vax contro le multe a Rimini

RIMINI - No al ricorso contro le multe decise a Rimini per i genitori che portano all'asilo nido o alla scuola dell'infanzia i figli non vaccinati. Il Tar dell' Emilia-Romagna ha infatti dato ragione al Comune, rigettando l'istanza cautelare avanzata dai privati che hanno impugnato l'ordinanza sull'inottemperanza agli obblighi vaccinali. Ne ha dato notizia la stessa amministrazione comunale. Il Tar ha motivato che "nella comparazione dei contrapposti interessi, risulta manifestamente prevalente la tutela del fondamentale interesse pubblico alla salvaguardia della salute rispetto all'interesse privato fatto valere in giudizio".
Oltre al rigetto dell'istanza, il Tribunale ha anche condannato i ricorrenti in solido al pagamento degli onorari del giudizio cautelare a favore del Comune. "Una sentenza importante, non solo per Rimini - si legge in una nota del Comune - perché afferma chiaramente come la tutela della salute venga prima di ogni altra cosa. Un risultato che, crediamo e speriamo, possa finalmente dare certezze al Paese intero". L'ordinanza prevede una sanzione pecuniaria "da 25 euro a 500 euro, in via breve 50 euro" per ogni giorno in cui i genitori continueranno a portare all'asilo nido o alla scuola dell'infanzia i propri figli non vaccinati. Inoltre "si dispone il divieto di accesso ai servizi educativi e alle scuole per l'infanzia comunali, privati e statali dei minori i cui genitori non abbiano presentato la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie per legge". L'ordinanza resterà valida fino al 30 giugno 2019, data di conclusione del calendario scolastico.
"Non commento le sentenze, dico solo che si conferma ancora una volta la correttezza dell'impianto che sta alla base della nostra legge sull'obbligatorietà dei vaccini. La tutela della salute, specialmente dei più piccoli, è stata l'unica ragione che ci ha spinto a scrivere una legge, basata rigorosamente su evidenze scientifiche, che è stata presa ad esempio dall'intero Paese", scrive su Facebook Sergio Venturi, assessore alla Sanità dell'Emilia-Romagna. Il tribunale, sottolinea l'assessore "ha stabilito che il Comune di Rimini ha agito in modo corretto, secondo quando previsto dalla legge, e quindi sono davvero soddisfatto che le scelte fatte dal Sindaco Gnassi siano state riconosciute legittime in sede di giudizio".
Ed esultano le famiglie dei bambini malati di tumore. "E' un segnale importante- commenta la responsabile di Ageop Francesca Testoni - speriamo che ce ne siano altri anche a livello nazionale, perchè il problema oggi è l'estrema difformità delle situazioni". Testoni si dice dunque "molto felice" per la decisione del Tar. "Nella battaglia per l'obbligo vaccinale noi siamo sempre in prima linea: ci hanno accusato di egoismo, di pensare solo ai nostri bambini. Ma è fuorviante. E' una battaglia di civiltà, per garantire il diritto alla salute a tutta la società, indipendentemente che si tratti di bambini in cura, anziani o persone non vaccinate".
Contento per la pronuncia del Tar è anche Andrea Pession, primario di pediatria del Sant'Orsola di Bologna. "E' importantissimo- sostiene- che tutti si rendano conto che i vaccini, al di là della difesa dei nostri figli, difendono anche tutte le altre famiglie. Dobbiamo tornare a insegnare un po' di educazione civica, perchè non viviamo da soli". Ogni anno, spiega il primario, "sono 5.300 I minori esposti perchè sottoposti ai trattamenti", che però "devono poter vivere in un mondo con coperture vaccinali sufficienti, altrimenti rischiano di contrarre malattie che li possono portare alla morte".
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