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Liberato dopo il rapimento in Siria: Alessandro Sandrini e tornato a Brescia. Ora lo attendono due processi

Alessandro Sandrini è a Brescia. Il 34enne liberato ieri dopo due anni e otto mesi di sequestro in Siria è arrivato alla stazione di Brescia questa mattina. Ad attenderlo c'erano la madre e il padre. Sandrini si è limitato a ringraziare lo Stato italiano per averlo riportato a casa. E' stato poi accompagnato nel luogo di residenza dove da oggi è agli arresti domiciliari con l'accusa di rapina, per un paio di colpi messi a segno prima del viaggio in Turchia dell'ottobre 2015 dove è stato sequestrato.
Appena atterrato a Roma, ieri sera, l'uomo è stato sentito per due ore dal pm di Roma Sergio Colaiocco, titolare dell'indagine aperta due anni fa dalla procura per sequestro di persona con finalità di terrorismo: "Non ho mai perso la speranza di tornare libero. Sono stato tratto abbastanza bene, mai minacciato di morte: mi ha salvato l'attività fisica che riuscivo a fare e la disciplina che mi sono dato", ha raccontato. "Sono partito dall'Italia il 3 ottobre del 2016 per una vacanza nell'area sud della Turchia. Il giorno dopo il mio arrivo, mentre mi trovavo nella città di Adana, sono stato bloccato in strada e narcotizzato, mi sono svegliato dopo alcune ore in una stanza con due carcerieri incappucciati e armati". E' probabile che Sandrini sia stato venduto da un gruppo di criminali locali alle milizie jihadiste attive nella zona di Aleppo. E ancora ha detto: "In questi anni ho cambiato tre prigioni tutte nella zona nord della Siria, non lontano da Aleppo. Il periodo più difficile è stato quello iniziale, mi davano da mangiare poca roba e di pessima qualità. Dopo tre mesi sono riuscito ad ottenere carta e penna per potere scrivere e i carcerieri mi hanno concesso di poter fare ginnastica anche se i luoghi dove ero tenuto erano angusti".
Adesso però Sandrini dovrà affrontare due diversi processi per rapina e ricettazione. I fatti si riferiscono a una denuncia per aver tentato di vendere a cinesi dei tablet rubati a Denzano del Garda. Sandrini deve anche rispondere di rapina per un assalto compiuto nel 2016, prima di sparire nel nulla durante il suo viaggio in Turchia.
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