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Un migliaio in piazza contro il comizio di Fiore a Bologna: scontri tra centri sociali e polizia

BOLOGNA - Lancio di bottiglie e manganellate. Tensione tra centri sociali e polizia a Bologna per il comizio di Roberto Fiore in vista delle Europee. Circa un migliaio i manifestanti che si erano radunati in piazza Maggiore nel tardo pomeriggio per un presidio antifascista contro Forza Nuova e il suo leader. Gli antagonisti hanno poi cercato di rompere il blocco verso piazza Galvani, dove era atteso Fiore. Il luogo, in pieno centro storico, era difeso da grate di ferro e blindati che impedivano l'accesso alla strada, via dell'Archiginnasio. "Fuori i fascisti" le grida, poi i cartelli contro le grate. E lì è partita la carica, molto violenta. Un colpo di sirena e gli agenti in tenuta antisommossa hanno cominciato a respingere gli attivisti.
Bologna, scontri tra polizia e mainfestanti in protesta per il comizio di Forza Nuova
Un migliaio in piazza contro il comizio di Fiore a Bologna: scontri tra centri sociali e polizia

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Devastati durante gli scontri i tavolini di un bar che alcuni manifestanti hanno poi cercato di rialzare e sistemare per aiutare il gestore del locale. Una studentessa, Ilaria, è in stato di fermo in Questura. "Ila libera, libera subito" chiedono i manifestanti. Il corteo dei centri sociali è ripartito lungo via Rizzoli, via Castiglione e poi i viali dietro allo striscione: "Bologna antifascista". Traffico bloccato. Gli attivisti cantano Bella ciao e gridano: "Liberiamo la città dai fascisti". "Perchè Fiore per il processo del 2 agosto è irreperibile e invece qui non lo notifica nessuno?", si chiede intanto Emily Clancy, consigliera comunale di Coalizione civica, presente in piazza Maggiore alla manifestazione antifascista.
Bologna, manifestazione antifascista contro Forza Nuova: il corteo
Intanto una trentina di militanti di Forza Nuova si sono radunati in piazza Galvani intonando "Boia chi molla" e sventolando bandiere dell'Italia e del movimento di estrema destra. Fiore è arrivato con quasi un'ora di ritardo. E ha usato parole provocatorie e non verosimili: "Le cose stanno cambiando. Una volta l'antifascismo contava il 90% della società italiana, oggi il 7-8% al massimo. Nessuno ci può allontanare da strade e piazze". E ancora: "Molte delle idee che circolano a livello governativo nascono da Forza nuova: la sovranità monetaria, il blocco dell'immigrazione, la Russia nell'Europa, la tutela della famiglia tradizionale. Salvini da politico intelligente dice quello che la gente vuole sentire e conferma che le nostre idee stanno vincendo". Fiore, del vicepremier, ha anche apprezzato "l'invocazione alla Madonna, che ha un significato particolare per noi italiani. Mi ci riconosco, anche lì abbiamo preceduto i tempi".
Bologna: la protesta antifascista contro il comizio di Fiore, leader di Forza Nuova
Le tensioni erano cominciate nel primo pomeriggio. "No pasaran. Contro tutti i fascismi l'università si oppone" era lo striscione di una trentina di studenti dei collettivi che si sono mossi da piazza Verdi in corteo verso le due. Gli universitari hanno tentato di forzare il blocco in via dell'Archiginnasio: qualche spinta e momenti di tensione. La polizia li ha tenuti a distanza. Tra gli striscioni anche uno sulla strage alla stazione: "La strage del 2 Agosto oggi grida ancora più forte". Poi il presidio in piazza Maggiore: un migliaio si sono ritrovati verso le cinque e mezza tra partigiani, sindacati, femministe, tutte le sigle dei centri sociali (Tpo, Làbas, Crash, Vag61) e collettivi.
L'iniziativa di Fiore e dei suoi sostenitori era stata anticipata da polemiche per la concessione della piazza. Il Comune di Bologna, tuttavia, ha negato il permesso di montare il palchetto per il comizio perché, nella richiesta di occupazione del suolo pubblico, Fn ha cancellato a penna la frase che impegna a non richiamarsi all'ideologia fascista. E questa mattina Anpi, Cgil, Cisl e Uil di Bologna, hanno condannato la presenza "per l'ennesima volta" in città di Forza Nuova. "Bene ha fatto il Comune a negare l'utilizzo del suolo pubblico presente nel regolamento comunale che impone a chi ne fa richiesta, ad impegnarsi a non porre in essere attività o richiami all'ideologia fascista. Questo però non vieterà di svolgere l'iniziativa di Forza Nuova - scrivono partigiani e sindacati - quindi facciamo appello al ministero dell'Interno affinché vengano impedite tutte le manifestazioni e le iniziative di chiaro stampo fascista".
La questura ha dato l'ok al comizio "ben sapendo i rischi che corre Bologna" sottolinea Simona Lembi, consigliera comunale e componente della direzione provinciale del Pd, intervenendo in consiglio comunale a poche ore dalla doppia manifestazione annunciata per stasera: Forza Nuova e il presidio antifascista. Per Simona Lembi, in vista di questa serata ad alta tensione si può già parlare di "scontri annunciati". Perchè "l'esito è certo", afferma la democratica: "se si mette una mano nell'acqua bollente ci si ustiona, non c'è bisogna di una prova, è una certezza".
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