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Valeria Fazio: Rigurgiti fascisti la politica non deve sdoganarli

Valeria Fazio: Rigurgiti fascisti la politica non deve sdoganarli

Sono anche io preoccupata dallo sdoganamento di simboli ed esibizioni di stampo fascista. Ma non è la repressione penale che può ristabilire i valori democratici, sono assai più efficaci lo studio della storia e le politiche sociali.

Il procuratore generale di Genova Valeria Fazio accetta di parlare con Repubblica di un tema doppiamente delicato: i rigurgiti neofascisti sempre più numerosi in questi ultimi mesi. Argomento scottante per due motivi: perché sono sempre di più gli esponenti della politica e delle istituzioni che strizzano locchio o inneggiano pubblicamente al Ventennio; ma anche perché è materia utile per confrontarsi con quel sottile confine che intercorre fra il diritto a manifestare il proprio pensiero e il diritto/ dovere di una democrazia di difendersi da chi tenta di destabilizzarla.

Procuratore, la banalizzazione del fascismo attraverso molteplici episodi e soprattutto via social è ormai un vero e proprio fenomeno: cosa ne pensa?

Penso che sia intanto una conseguenza di più fattori. Intanto la scomparsa dei testimoni diretti che videro cosa significavano il nazismo e il fascismo, la loro violenza, lintolleranza, le leggi razziali, lo sterminio. Noi figli di quella generazione abbiamo raccolto i racconti di prima mano, oggi che queste testimonianze si perdono è necessario tenere la barra dritta sui principi. Ma credo sia un fenomeno legato sottopelle anche ad un altro aspetto. Oggi chi è o si sente maggioranza, e lo dico in senso ampio non solo politico, tende a negare i diritti delle minoranze. È un sentimento pericoloso perché la prima regola di una democrazia è che chi è maggioranza governa, ma con dei limiti.

Come in altre occasioni, in Italia quando un fenomeno tende a dilagare i cittadini chiedono lintervento della magistratura. Però alcune sentenze, vedi larchiviazione del saluto romano di massa a Milano, disorientano lopinione pubblica.

La repressione penale da sola non serve a ristabilire i valori democratici. La sentenza della Cassazione che archivia il saluto romano sarebbe da incorniciare perché sembra ispirata da Voltaire, al suo Non condivido ciò che dici ma ti garantisco la libertà di dirlo. La libertà di manifestare il pensiero si deve garantire anche ai pensieri cattivi come quello fascista. La nostra giurisprudenza sul tema è basata sulla legge Scelba e sulla legge Reale. In estrema sintesi va perseguita la ricostituzione del partito fascista o comunque atti o episodi che rappresentino un pericolo concreto per la tenuta democratica. La Cassazione precisa anche che il saluto romano, oppure urlare camerata presente come accaduto di recente a Genova, sia una manifestazione di pensiero, ma aggiunge che va invece perseguito chi intona allarmi siamo fascisti, considerato una professione di fede e un incitamento alla violenza, o chi compie il saluto romano armato di manganello durante un comizio elettorale.

Manifestazioni del pensiero fascista che, però, registrano la presenza o il sostegno di rappresentanti delle istituzioni: consiglieri, assessori, presidenti di Municipio.

Anche io sono preoccupata di fronte a questi episodi. Una certa politica sta aiutando a sdoganare questi simboli fascisti. I politici, invece, dovrebbero essere i primi custodi della Costituzione. Guardi, io ritengo che con gli strumenti storici corretti sia anche giusto parlare dei crimini commessi subito dopo la Liberazione, ma tenendo sempre ben chiare, e sottolineandole, le differenze fondamentali fra chi combatteva per la libertà e chi per dittature sanguinarie .
Valeria Fazio: Rigurgiti fascisti la politica non deve sdoganarli

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La procura di Genova ha chiesto di archiviare la posizione del leader di un gruppo neofascista che su Facebook aveva insultato gli ebrei.

È giusto che sia andata così perché quel post era stato subito rimosso e lui si era scusato pubblicamente. Ripeto, invece di una sanzione penale dagli scarsi effetti meglio ottenere una ritrattazione. Meglio ancora una vera educazione civica che spieghi agli studenti che gli italiani non sono sempre brava gente. Che il fascismo in Africa ha usato i gas come i nazisti. Conoscere la Storia può essere più efficace di una condanna per certi comportamenti. Se, invece, cè il reato, questo va perseguito.

Secondo lei oggi la magistratura è sensibile a questi temi?

Sì, e lo dico sulla base di molte sentenze civili, scritte da giovani giudici, che fissano dei paletti per la difesa dei diritti di minoranze, di procreazione assistita, di omosessuali, di coppie di fatto, di fine vita. La miglior risposta ai rigurgiti fascisti.
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