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Manduria, c'e un altro caso Stano. La denuncia di un 61enne vittima dei bulli: "Mi hanno incendiato la casa"

TARANTO - Un altro sospetto caso di bullismo a danno di un disabile mandriano sta arricchendo le già fornitissime cronache sul caso di Antonio Cosimo Stano, il pensionato sessantaseienne manduriano sulla cui morte, avvenuta per cause ancora da accertare, indaga la Procura della Repubblica di Taranto e quella per i minorenni. Sul registro degli indagati delle due procure ci sono già i nomi di quattrodici ragazzi, dodici minori e due appena maggiorenni otto, dei quali in carcere, tutti di Manduria che devono rispondere di tortura ed altri reati.
Apparterrebbero invece ad un'altra baby gang gli autori dell'incendio di un piccolo alloggio abitato da un indigente manduriano, Cosimo Mandurino, sessantuno anni, anche lui come Stano disadattato sociale. Il 15 febbraio scorso mentre lui era andato in farmacia per ritirare un farmaco per conto di una sua vicina, degli sconosciuti hanno dato fuoco alla piccola casa di proprietà ereditata dai genitori. Un modesto fabbricato su due piani pieno di masserizie che Mandurino ammassava senza alcuna utilità nel poco spazio disponibile che divideva con tre randagi morti nel rogo.
I vigili del fuoco chiamati dai vicini non riuscirono a salvare l'abitazione che non è più agibile. Per quell'incendio di sicura matrice dolosa (la casa dell'indigente era anche priva di energia elettrica e non c'erano fuochi né stufe), i carabinieri della stazione di Manduria indagano contro ignoti. Cosimo Mandurino è invece sicuro che ad accendere la stoffa che ricopriva la finestra priva di vetri, siano stati dei ragazzini. "Li conosco, sono sempre loro che tiravano pietre sulla casa e mi sfottevano e una volta mi hanno anche detto che mi avrebbero bruciato casa", racconta con una certa lucidità il disabile ripetendo quello che ha detto ai carabinieri la sera in cui ha perso tutto ciò che aveva compresi i suoi tre amatissimi randagi che se i vigili del fuoco non lo avessero fermato avrebbe voluto entrare in casa per salvarli.
Quanto siano state prese in considerazioni quelle accuse da chi conduce le indagini, non è dato sapere. L'avvocato manduriano Daniele Capogrosso che lo assiste in questa vicenda e in altre che riguardano l'aspetto sociale, dà invece credito a Cosimo escludendo però qualsiasi accostamento con il caso di Antonio Stano la cui triste vicenda è servita a svegliare e velocizzare le strutture sociali della città. È di questi giorni, infatti, la notizia che il Tribunale di Taranto, su sollecitazione dei servizi sociali della città Messapica, ha nominato un curatore che amministrerà la pensione di invalidità e il reddito di cittadinanza riconosciuto al disabile senza tetto, mentre il comune ha trovato per lui una sistemazione in un b&b del posto.
Intanto oggi a Taranto è prevista l'udienza del Tribunale del Riesame che valuterà le istanze di revisione della misura cautelare in carcere per i due maggiorenni indagati, Gregorio Lamusta di 19 anni e Antonio Spadavecchia di 23 anni rispettivamente difesi dagli avvocati Franz Pesare e Armando Pasanisi e Gaetano Vitale con Lorenzo Bullo tutti del foro di Taranto.
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