Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Roma, tensioni a Casal Bruciato per case ai rom: ecco come funzionano le assegnazioni: "Regole uguali per tutti"

Roma, tensioni a Casal Bruciato per case ai rom: ecco come funzionano le assegnazioni: "Regole uguali per tutti"
(ansa)
Se cè un italiano che aspetta da 20 anni una casa e poi gli stranieri che vivono qui da cinque anni scavalcano gli italiani è logico che ci sia un casino. Dobbiamo rivedere le norme che fanno arrabbiare le persone, sostiene il vicepremier Luigi Di Maio. Eppure le leggi che hanno consentito a Senada Sejdovic e suo marito Imer Omerovic e ai loro 12 figli (il più piccolo ha 2 anni, il più grande 21) di vedersi assegnato lappartamento da 100 metri quadrati in via Sebastiano Satta 20, a Casal Bruciato, sono uguali per tutti. Forse Di Maio non sa che il Comune di Roma da gennaio a oggi ha assegnato solo sette appartamenti con una metratura superiore ai 100 metri quadrati, adatti ai nuclei composti da più di cinque persone. I Sejdovic (lappartamento è stato assegnato alla moglie, ndr) sono risultati al 196esimo posto della graduatoria generale del Comune, ottavi nella lista delle famiglie numerose aventi diritto.
Il dipartimento alle Politiche abitative del Campidoglio non ha fatto altro che applicare quanto stabilito dal bando comunale licenziato dalla giunta Alemanno nel 2012 e dal regolamento regionale del 2000. Il testo comunale fissa i criteri di priorità per lassegnazione dei punteggi. I Sejdovic hanno totalizzato 48 punti, così ripartiti. Vivevano in un container nel villaggio attrezzato La Barbuta, vicino Ciampino, dunque hanno ottenuto i 18 punti che si assegnano ai nuclei familiari in grave disagio abitativo, che dimorino recita il bando in centri di raccolta, dormitori pubblici, o comunque in altre idonee strutture procurate a titolo provvisorio da enti, associazioni di volontariato riconosciute e preposte allassistenza. Non solo, si prevede la permanenza continuativa nei ricoveri da almeno un anno maturati alla data della presentazione della domanda. Senada e Imer hanno fatto domanda nel 2017 e vivevano nei campi attrezzati del Comune da oltre 20 anni. Prima al Casilino 700, poi quando è nel 2000 è stato demolito sono stati trasferiti a Tor de Cenci, dal 2012 sono stati trasferiti ancora a La Barbuta, che chiuderà entro il 2021.
Altri 14 punti spettavano loro perché, dice il bando, appartengono a questa categoria i nuclei con tre o più figli fisicamente a carico con età non superiore ai 18 anni se inabili al lavoro o 26 se studenti. E poi Senada e Imer, vivevano in un container da più di un anno rispetto alla data di presentazione della domanda. La Asl ha certificato che lalloggio era scadente, ovvero privo di servizi igienici e per questo hanno avuto diritto ad altri 8 punti. Totale 40.
Gli ultimi 8 punti sono stati riconosciuti loro perché il reddito desunto prendendo come parametro la dichiarazione dei redditi del 2012 è risultata non superiore allimporto di una pensione minima Inps. Inoltre la legge regionale stabilisce che lappartamento popolare sia congruo alla composizione del nucleo e che alle famiglie di 3-4 componenti vengano assegnate case tra i 60 e i 75 metri quadrati di grandezza, mentre per quelle formate da più di quattro individui la metratura deve essere superiore ai 75 metri quadrati.

Una casa per quattro persone, entro i 75 metri, si ottiene con 26 punti spiega Fabrizio Ragucci, il segretario dellUnione inquilini di Roma dallinizio dellanno in tutta la città sono state assegnate solo otto case ai nuclei numerosi. Il che dimostra che lassegnazione alla famiglia rom in via Satta è perfettamente regolare e che anzi, i nuclei ampi la casa la ottengono con difficoltà.
Questo perché il patrimonio pubblico risale agli anni 60, le case erano state pensate per le famiglie composte da quattro o cinque persone. Oggi i nuclei sono tutti da tre aggiunge Guido Lanciano, del servizio legale dellUnione inquilini dunque andrebbero rivisti i criteri relativi alle metrature. Enrico Puccini, dellOsservatorio casa Roma è un esperto della materia: Ci sono 1.600 alloggi superiori ai 75 metri - rileva che, se si frazionassero, produrrebbero altri 1.600 appartamenti pronti da assegnare. Loperazione avrebbe un costo di 30mila euro ad alloggio rileva Puccini - finanziabile con i 47milioni di euro stanziati per Roma dal decreto Lupi.
Per imprimere unaccelerazione a questo processo necessario la Regione Lazio dice lassessore regionale alle Politiche abitative Massimiliano Veleriani - aveva trasferito risorse rilevanti al Comune di Roma, fornendo una preziosa opportunità per affrontare il tema della casa in tutte le sue forme. La delibera regionale assegnava allamministrazione capitolina 40 milioni di euro e stabiliva che qualsiasi potenziale assegnatario dovesse sempre essere in regola con i requisiti richiesti dalle norme. Il Comune di Roma ha invece preferito non applicare il provvedimento e non affrontare il problema, senza aver mai impugnato la delibera regionale, lasciando di fatto per un anno nel cassetto 40 milioni di euro destinati allemergenza casa nella città di Roma.
Pochi mesi fa la Regione ha riacquisito la disponibilità di questi fondi con i quali annuncia Valeriani- verranno presto acquistati nuovi immobili e saranno finanziati interventi per il frazionamento di molte abitazioni Ater, che hanno ampie metrature e non rispondono più ai bisogni attuali.
Nello specifico con queste risorse si eseguiranno lavori di ristrutturazione straordinaria in 14 grandi progetti di edilizia residenziale pubblica su tutto il territorio di Roma. Al Tiburtino III, a Cesano, Torrevecchia, Primavalle, Ponte di Nona, Laurentino 38, Tor Vergata, Corviale e Ostia. Verranno frazionati gli immobili Ater di grande metratura per realizzare altri 108 alloggi e cominciare a rispondere in tempi brevi proprio alle esigenze di coppie o single. Il piano, afferma ancora Valeriani, non prevede nuovo consumo di territorio, ma interventi su alloggi esistenti, dal completamento di edifici incompiuti allo sfruttamento di spazi inutilizzati, puntando sulla qualità degli appartamenti e lautosufficienza energetica degli stabili.
Per spegnere le rivolte e rilanciare il tessuto sociale delle periferie- osserva ancora Valeriani è necessario portare servizi, attività sportive e culturali, cosa che stiamo già facendo. Perché, come dimostra il caso di Senada Sejdovic e suo marito Imer Omerovic, i rom non rubano casa a nessuno.
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«     2019    »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031