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Pensionato vittima della baby gang a Manduria, la Polizia posta il video sui social: pioggia di proteste

L'account ufficiale della Polizia di Stato, su Twitter, pubblica due video girati dalla baby gang di Manduria con il telefonino, e che venivano diffuse via chat. Due testimonianze delle aggressioni che i ragazzi perpetravano ai danni di Antonio Stano, il 66enne deceduto il 23 aprile a causa di uno shock cardiogeno. "Immagini terribili", commenta il procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo.
Eppure è la stessa Polizia di Stato a diffonderle. Per ben due volte. La prima al mattino, quando si rende nota la notizia del fermo di otto ragazzi - sei dei quali minorenni - accusati ora di tortura, danneggiamento, violazione di domicilio e sequestro di persona. Qualche ora dopo il secondo video, accompagnato dall'emoticon di un cellulare e l'avvertenza - nel fermo immagine - che il contenuto "potrebbe urtare la vostra sensibilità".
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E se il primo video non provoca tanta indignazione su Twitter - è stato inviato anche alla redazione di Repubblica, che ha scelto di non pubblicarlo - è il secondo che scatena la protesta. I volti sono stati cancellati con i pixel e le voci camuffate, ma è proprio il rendere visibile a tutti quella violenza gratuita che disturba: fra le centinaia di commenti la maggior parte si chiede perché proprio la polizia abbia voluto pubblicare un video del genere, in molti pregano affinché quel video venga rimosso.
"A metà mi sono fermato", scrive qualcuno, mentre un utente si rifiuta di guardare: "È pornografia". "Non basta l'attenzione morbosa e il pericolo di emulazione verso questi episodi? - riflette qualcuno - Mi meraviglio di voi. Organi di Stato e di legalità non dovrebbero condividere certe cose, ma anzi proibirle e punire chi le diffonde". "Un comportamento indecente per una istituzione - è il tweet di un altro utente - Qui è dove il social media manager della Polizia di Stato spero ci spieghi il perché della pubblicazione del video degli atti di bullismo verso il pensionato di Manduria".
La maggior parte dei commenti al secondo video sono per la rimozione, non si spiegano l'utilità della pubblicazione. In pochi ritengono che la diffusione di quelle immagini agghiaccianti e quelle urla sia necessaria, "perché altrimenti ci sarà sempre gente che dirà: ma sono ragazzi, che male fanno".
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