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Varese, i neonazisti di Do.Ra. pagano le tombe dei morti fascisti

E i neonazisti pagarono le tombe per i "martiri" fascisti. Accade a Varese, ed è il primo e finora unico caso del genere in Italia. L'iniziativa, dal chiaro intento provocatorio - visto che è stata annunciata il 25 aprile -, è di Do.Ra., la Comunità militante dei dodici raggi, formazione dichiaratamente nazionalsocialsta sotto inchiesta dalla procura di Busto Arsizio per tentata ricostituzione del partito fascista. In che cosa consiste? Spieghiamo partendo proprio dalla giornata di ieri. I neonazi varesotti, come promesso, si sono presentati in tre cimiteri (Belforte, Sant'Ambrogio e Solbiate Arno) per commemorare gli oltre 240 "martiri" fascisti varesini uccisi dai partigiani, in alcuni casi anche dopo il 1945. Tra le vittime ricordate gerarchi e comandanti militari che combatterono a fianco delle SS di Adolf Hitler, il Fuhrer a cui ogni anno, in occasione del genetliaco, il 20 aprile, i Do.Ra. dedicano una festa-concerto.
Le cerimonie si sono svolte, come da tradizione, con il rito del "presente". E al termine della giornata i Do.Ra. hanno lanciato la loro iniziativa: i militanti sono pronti a pagare di tasca propria le tasse di concessione cimiteriale delle tombe dei gerarchi per almeno 30 anni. Insomma: una raccolta fondi destinata alle sepolture dei "martiri" nazifascisti che persero la vita durante la Seconda guerra mondiale. Se il senso politico della trovata è chiarissimo, l'aspetto pratico è spiegato dal capo dei Do.Ra., il pregiudicato Alessandro Limido (figlio dell'ex calciatore della Juventus Bruno Limido), a processo insieme ad altri 52 del gruppo neonazista per tentata ricostituzione del partito fascista. Limido spiega che siccome molte di queste tombe potrebbero essere rimosse per scadenza dei termini e mancanza di eredi che si facciano carico delle spese, saranno loro a provvedere: i Do.Ra.
Le tombe da "adottare" in quanto "a scadenza", a quanto pare, dovrebbero essere una ventina. La legge in materia è incerta, ma i neonazi sono pronti a occuparsi degli adempimenti burocratici e del pagamento delle tasse cimiteriali. Ieri i Do.Ra. hanno sistemato anche alcune lapidi danneggiate e usurate dagli anni. Va ricordato che protagonista del curioso caso è una formazione nella cui sede, messa sotto sequestro a dicembre 2017 dalla Digos e dall'Antiterrorismo, sono state trovate asce, coltelli e svastiche. Un sodalizio i cui vertici non hanno mai negato di voler ricostituire il partito fascista ("ma non abbiamo ancora i numeri per farlo", dice Limido), e che indicando nella magistratura il loro principale nemico si sono detti pronti a imbracciare le armi. Il che testimonierebbe anche le finalità sovversive del gruppo. La procura di Busto Arsizio ha chiesto il rinvio a giudizio per 52 membri di Do.Ra. (tra le accuse del pm sono contenute anche minacce e atti intimidatori nei confronti del cronista autore di questo pezzo).
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