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Rogo in un ghetto a Foggia, muore un migrante. Salvini: "I grandi insediamenti sono un problema"

FOGGIA - È un giovane gambiano di 26 anni la vittima dell'incendio divampato la notte scorsa all'interno del ghetto di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia.
Il 26enne era fino a poco tempo fa ospite del Cara - Centro Richiedenti Asilo che si trova esattamente accanto alla baraccopoli abusiva. Il giovane era da qualche mese irregolare in quanto non era stata accolta la sua richiesta di asilo.
Ora gli inquirenti dovranno accertare se il giovane sia morto nel sonno per i fumi sprigionati nell'incendio o per altre cause. Il gambiano è stato ritrovato steso a terra quasi completamente carbonizzato. La baracca era costituita prevalentemente da lamiere e legno. E' probabile che nei prossimi giorni venga disposta un'autopsia per accertare le cause del decesso.
La vittima si chiamerebbe Samara Saho. Secondo quanto hanno riferito alcuni amici della vittima che risiedono nella baraccopoli, il giovane vendeva vestiti nella baracca in cui si è sviluppato il rogo. Gli investigatori stanno compiendo accertamenti sulla effettiva identità della vittima e per individuare le causa dell'incendio che potrebbe essere nato per un corto circuito partito da uno dei tantissimi allacci abusivi alla corrente elettrica che si trovano nella baraccopoli.
Muhammed Mboob un senegalese di 22 anni ospite del ghetto che si trova a ridosso del Cara di Borgo Mezzanone, dice: "Noi veniamo qui in Italia perché vogliamo lavorare. Non vogliamo fare del male. Vogliamo solo lavorare ma qui non c'è lavoro. Io faccio appello a Papa Francesco e al vostro presidente Sergio Mattarella perché ci aiuti. Non possiamo vivere così. In queste baracche dove si rischia di morire. Vogliamo lavorare e vivere come uomini non come capre".
"La tragedia conferma che i grandi insediamenti di stranieri, legali e abusivi, che abbiamo ereditato dalla sinistra erano e sono un problema. Abbiamo il dovere di riportare sicurezza, ordine e legalità continuando con i controlli, gli sgomberi e i progressivi svuotamenti", dice il ministro dell'Interno, Matteo Salvini.
"L'abbiamo fatto a San Ferdinando, dove la baraccopoli abusiva era arrivata a contenere fino a 3mila persone, e stiamo intervenendo a Borgo Mezzanone, ora nel Cara ci sono meno di 150 ospiti, nel 2017 erano circa 1.600 e recentemente abbiamo cominciato ad abbattere l'insediamento abusivo nato nei dintorni dove sono gravitate fino a 4mila persone. Non solo - ricorda il ministro - Abbiamo chiuso i grandi centri di accoglienza veneti a Cona e Bagnoli e stiamo azzerando le presenze a Mineo. Andiamo avanti, passando dalle parole ai fatti".
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