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Inchiesta Espresso sulle pressioni di Raggi sui rifiuti: leghisti, Pd e Fdi chiedono le dimissioni della sindaca

Un altro colpo all'alleanza tra M5S e Lega. Dopo le critiche all'amministrazione 5 stelle della capitale pronunciate nei giorni scorsi a cadenza quotidiana da Matteo Salvini, per la prima volta il Carroccio si spinge a chiedere le dimissioni della sindaca di Roma Virginia Raggi. Lo fa per bocca del ministro per gli affari regionali Erika Stefani: "Se il contenuto delle intercettazioni del sindaco Raggi sul caso Ama corrispondesse al vero sarebbe la confessione di un grave reato e la chiara ammissione di una palese incapacità a governare. Per coerenza con le regole del movimento ci aspettiamo le sue immediate dimissioni". Secca la replica del M5s arrivata nel tardo pomeriggio: " "È una goffa ripicca la richiesta leghista di dimissioni del sindaco Raggi. Goffa perché parte in un momento in cui peraltro non c'è nessuna notizia di indagine in corso, come scrive anche l'Espresso, mentre sull'indagine nei confronti di Siri sembra esserci la mafia di mezzo. Non scherziamo".
L'esponente leghista fa riferimento agli audio pubblicati oggi dall'Espresso in cui la prima cittadina di Roma fa pressioni sull'ad di Ama (la municipalizzata dei rifiuti) da lei nominato nel 2018 per modificare il bilancio 2017 dell'azienda e portarla a una chiusura in rosso. Una vicenda che ha tenuto banco nelle scorse settimane nella capitale e che ha portato sul registro degli indagati tre dirigenti comunali tra cui il potente citymanager Franco Giampaoletti. Finora il Campidoglio ha sempre glissato, rivendicando di aver agito correttamente.
Lo fa ancora oggi per replicare alle accuse: "Il bilancio di Ama proposto dall'ex ad Lorenzo Bagnacani non poteva essere approvato dal socio Roma Capitale e, quindi, dalla giunta. Il ragioniere generale, il direttore generale, il segretario generale, l'assessore al bilancio e tutti i dipartimenti competenti hanno certificato l'assoluta mancanza di possibilità di riconoscere il credito inserito nel progetto di bilancio caldeggiato dall'ex ad. Non c'è stata quindi alcuna pressione ma la semplice applicazione delle norme". "Inoltre- si legge ancora - si sottolinea che più volte nel corso dello scorso anno Roma capitale ha sollecitato la revisione del progetto di bilancio e delle voci segnalate dagli organi preposti e dal collegio dei revisori dei conti della stessa Ama. L'approvazione di quel bilancio non avrebbe rispettato la legge e avrebbe condotto al pagamento di premi per lo stesso ad, i dirigenti e i dipendenti".
Parole che non placano i leghisti, perché a chiedere le dimissioni della Raggi si agigungono anche i due capigruppo del Carroccio di Camera e Senato: "Abbiamo appreso con sconcerto le ultime cronache relative all'amministrazione comunale di Roma e alla gestione di Ama. Notizie inquietanti che non possono lasciarci indifferenti: se quanto riportato dalle intercettazioni corrispondesse a verità, si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita. Per rispetto delle regole interne del Movimento cui appartiene, sarebbe opportuno per il sindaco Raggi farsi da parte e presentare subito le dimissioni", dichiarano Massimiliano Romeo, capogruppo Lega a Palazzo Madama, e Riccardo Molinari, capogruppo Lega a Montecitorio.
Lo scontro tra alleati di governo sale di livello e si arricchisce di un'altra richiesta di dimissioni, stavolta da parte del ministro dell'Agricoltura Gianmarco Centinaio: "Se le anticipazioni giornalistiche che stanno trapelando in queste ore fossero confermate, ci aspettiamo un gesto finalmente concreto da parte del sindaco Raggi, come chiederebbe il Movimento Cinque Stelle a chiunque si trovasse nelle sue condizioni".
Al coro si unisce anche il Pd: "Alla luce delle ultime devastanti rivelazioni, le dimissioni di Virginia Raggi non sono più atto politico ma azione indispensabile per Roma e per i suoi cittadini. Arrivare a fare pressioni così pesanti, descrivere la città in questo modo è uno schiaffo in faccia a tutti i romani che invece ogni giorno fanno il proprio dovere per la città. Virginia Raggi si è sfiduciata da sola". scrive in una nota il segretario romano dei dem Andrea Casu.
Sono queste le primissime reazioni all'articolo in esclusiva dell'Espresso che ha scoperto che l'ex presidente e ad dell'Ama Lorenzo Bagnacani, licenziato in tronco dalla Raggi a febbraio, qualche giorno fa ha spedito ai pm un nuovo esposto, dove accusa la sindaca in persona. La Raggi, scrive Bagnacani ai pm, avrebbe infatti esercitato "pressioni" indebite su di lui e sull'intero cda dell'azienda, "finalizzate a determinare la chiusura del bilancio dell'Ama in passivo, mediante lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali".
In sintesi, la sindaca avrebbe spinto il manager a togliere dall'attivo dell'azienda (il bilancio era in utile per oltre mezzo milione di euro, un dato di poco inferiore rispetto a quello dell'anno precedente) "crediti che invece erano certi, liquidi ed esigibili", con l'unico obiettivo - sostiene Bagnacani - di portare i conti di Ama in rosso. Un'accusa grave e molto simile a quella che l'ex direttrice del dipartimento Rosalba Matassa ha lanciato contro Giampaoletti, attuale braccio destro della sindaca ora indagato per tentata concussione.
Lo scorso febbraio, scrive ancora L'Espresso, il manager e i membri del cda sono stati licenziati per "giusta causa". In pole position per prendere il posto di Bagnacani ora c'è l'avvocato Pieremilo Sammarco, che ha mandato il suo curriculum per diventare presidente di Ama. La Raggi ha lavorato nel suo studio prima di diventare sindaca. "Pieremilio? È il mio dominus", ha detto in passato.
In serata è arrivata anche la presa di posizione di Fratelli d'Italia: "Mesi fa come Fdi abbiamo denunciato la grave situazione all'interno dell'Ama, lasciata nel caos dalla sindaca e dalla sua Giunta tant'è che abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti chiedendo alla magistratura contabile di fare chiarezza su quanto è avvenuto e su qualunque potenziale rischio di fallimento che avesse potuto subire l'Ama per la grave crisi finanziaria in cui era stata lasciata. Una situazione gestita con la solita incapacità grillina e poi degenerata con il dannoso tira e molla dell'assessore Lemmetti sull'approvazione del Bilancio, che poi si è concluso con un niet da parte del Campidoglio sui conti aziendali. Come Fratelli d'Italia chiediamo le dimissioni della Raggi". È quanto dichiarano gli esponenti di Fratelli d'Italia, Andrea De Priamo capogruppo ed i consiglieri Francesco Figliomeni e Lavinia Mennuni, Rachele Mussolini della lista civica 'Con Giorgia'.
"Governare la Capitale in questo modo è insostenibile - aggiungono -, dopo tre anni di scandali e brutte figure è giunto il momento che la sindaca lasci affinché i cittadini possano tornare al voto per dare a Roma una nuova amministrazione". La rilevanza penale della vicenda è ancora tutta da dimostrare. Ma è un fatto che la storia rischia di creare più di un grattacapo alla sindaca.
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