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La mamma di Stefano, ucciso ai Murazzi: "Era il figlio che tutti vorrebbero, grave che l'assassino fosse libero"

È una donna forte, Maria Grazia Chiri, che stupisce per l'equilibrio e la profondità di ogni sua parola. Ma è anche una madre, la mamma di Stefano Leo, ucciso ai Murazzi, a cui la vita ha appena riservato la ferita più atroce. E ora pretende giustizia, ma non vendetta.
Signora Chiri, nei giorni scorsi è emerso che non vi sarebbe stata la trasmissione di un ordine di esecuzione. Said Mechaquat avrebbe dovuto essere in carcere il 23 febbraio. Che effetto le fa?

"E' un fatto grave che chi ha confessato il delitto sarebbe dovuto entrare in carcere già mesi fa. L'avvocato Nicolò Ferraris, che ci assiste, ci ha informati e ha raccolto ogni informazione al riguardo. Posso però dire che nessun accadimento pregresso può ridurre le tremende responsabilità di chi ha colpito a morte un ragazzo pacifico e indifeso come mio figlio".
C'è stata una svolta improvvisa nelle indagini: come l'avete vissuta, cosa significa per voi la confessione che è stata resa?

"Il fatto che si sia fatta luce sull'identità del responsabile di questo gesto astroce è un fatto positivo da tutti i punti di vista. Per quel che mi riguarda poco cambia perché con ciò Stefano non ritorna, tuttavia viene colmato un vuoto che in certi momenti poteva essere angoscioso. Quanto accaduto a Stefano - è una grave ferita per la nostra comunità: è stata una grande sconfitta per tutti, ora ci vuole una grande vittoria di tutti".
Chi ha confessato il delitto di Stefano potrebbe aver sbagliato persona, ma al momento è un delitto senza perché.

"Questo è un argomento che può solo essere doloroso. Noi abbiamo la massima fiducia nelle istituzioni, nonostante siano composte da uomini che possono anche fare errori. Siamo certi che nulla deve e potrà sottrarre questa persona dall'assunzione delle sue responsabilità davanti non solo a noi, ma all'intera società. C'è una vittima. C'è un carnefice. Vengano applicate al meglio le leggi che disciplinano questo tipo di accadimenti. Non ho sentimenti di vendetta, credo nella giustizia. Ho fiducia nel lavoro dei carabinieri e dei magistrati. Sulle indagini, che peraltro sono ancora in corso, non dico nulla".
Sareste disposti a perdonare, se l'assassino lo chiedesse?

"E' prematuro qualsiasi discorso in questo senso".
È' ormai chiaro che Stefano non ha mai fatto nulla e la sua vita non aveva ombre. Pensate di avviare qualche iniziativa per ricordarlo?

"Mi piacerebbe ricordare Stefano facendo del bene. Sarebbe un modo per dimostrare la gratitudine verso di lui, un figlio che mi ha dato tantissimo, in tanti modi. Stefano mi ha sempre dato un amore incommensurabile, fatto di affetto, di attenzioni, di rispetto come nessun altro. Ma Stefano mi ha anche aiutato insegnandomi cose importanti: che sempre si può migliorare, che sempre ci si può trasformare superando i propri limiti, le proprie sofferenze ed insicurezze. Stefano è stato un figlio meraviglioso che mi ha dato tantissimo e questo mai nulla me lo potrà togliere".
La marcia per chiedere giustizia, ma anche la dimostrazione di affetto al funerale e in queste settimane che vi hanno raggiunti, è una parziale consolazione?

"Le dimostrazioni di affetto, di amore, di solidarietà che ci hanno raggiunto senza sosta ed anche negli eventi importanti che lei ha citato, sono state rivolte innanzitutto a Stefano. Io vedo in questo il tornare indietro di tutto ciò che Stefano ha seminato nella sua breve ma intensa vita. Stefano era generoso, aperto, altruista, e non provava pregiudizi. Da questo grande affetto di tutti, abbiamo ottenuto un grandissimo sostegno. Ringrazio tutti di cuore, specialmente le amiche e gli amici di Ste che sono formidabili. Ringrazio anche gli inquirenti che hanno mostrato, oltre alla professionalità e alla competenza, molta umanità".
La sindaca di Torino vi ha dichiarato la vicinanza personale e della città. Che effetto le fa?

"Io non ero presente alla manifestazione di domenica cui la sindaca ha partecipato, ma so che il padre di Stefano ha condiviso con lei quella camminata e ha potuto raccogliere la sua solidarietà. E' una cosa che mi ha fatto piacere. Stefano amava Torino ed è bello che la sua maggior rappresentante gli abbia dimostrato la vicinanza della città e lo abbia ricordato con noi".
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