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Palermo, due migranti chiedono un tetto per la notte: arrestati per stalking

Ha bussato alla porta per tre notti, sotto la pioggia e nel freddo di un gennaio particolarmente rigido a Palermo. "Aprite, non so dove andare a dormire. Sento freddo. Vi scongiuro". Questo, in sintesi, avrebbe detto un migrante con permesso di soggiorno ma mandato via dal Cas (centro di accoglienza straordinaria) in cui era rimasto per alcuni mesi. E la stessa scena si è ripetuta due giorni dopo in un altro Cas della provincia di Palermo. Il freddo, la pioggia, la mancanza di un posto dove dormire hanno spinto un altro migrante, anche lui regolare, a chiedere con decisione di essere di nuovo accolto nella struttura. "Aprite questa porta o la butto giù": una frase ripetuta per ore e per tre notti. Per tutti e due è arrivato larresto per stalking, perché avrebbero perseguitato le assistenti dei centri di accoglienza.
Dal punto di vista giudiziario la storia non fa una piega. Chi gestisce i Cas ha dovuto mettersi in regola con il decreto sicurezza e immigrazione del ministro Salvini. Nei centri Cas laccoglienza è temporanea e si deve rispettare un tetto massimo di capienza. I due uomini sarebbero stati anche abbastanza nervosi, soprattutto nella terza incursione, e alcuni impiegati si sono spaventati, tanto da chiamare il 113. Quegli uomini forse non conoscevano alcun altro indirizzo cui rivolgersi. Ma nessuno ha aperto la porta per offrire anche una coperta. Nessuno ha messo da parte il protocollo, mosso dalla pietà per chi era rimasto in strada solo con una valigia piena di pochi abiti. È stata rispettata la legge del codice ma non quella del cuore. E cè da dire che chi viola il decreto va anche incontro a guai giudiziari.
Sta di fatto che i due migranti sono stati arrestati dalle forze dellordine e hanno anche trascorso una notte al coperto ma in una camera di sicurezza. Il giudice del tribunale di Palermo ha deciso di convalidare larresto ma ha rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere. Eccessiva, forse anche per il giudice, la richiesta davanti alla storia di quei due uomini che, dopotutto, avrebbero voluto solo non dormire sotto la pioggia.
I due stranieri sono tornati liberi. Di loro non si è più saputo nulla. Forse hanno trovato un lavoro e magari anche una casa. Di certo non hanno trovato una mano tesa dopo la loro richiesta di aiuto. In fin dei conti chiedevano un tetto sopra la testa per ripararsi dalla pioggia.
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