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Torre Maura, ancora tensioni: petardo e saluti romani mentre vengono trasferiti i primi rom

Tensione ancora alta a Torre Maura dopo la rivolta del quartiere per l'arrivo di una settantina di rom accolti in una struttura del Comune. Una bomba carta è stata fatta esplodere nel tardo pomeriggio negli stessi momenti in cui un pulmino del servizi sociali del Comune si era recato nel centro di accoglienza di via dei Codirossoni per avviare il trasferimento dei primi rom.
Ma alla fine è stata una giornata di vittoria per gli abitanti del quartiere, spalleggiati da esponenti di estrema destra, che da ieri erano scesi in piazza contro l'arrivo dei rom nel centro comunale. Nonostante le dichiarazioni della sindaca Raggi ("Non cederemo all'odio razziale"), il Campidoglio in meno di 24 ore ha deciso di spostare quei rom in altri luoghi. E la gente è rimasta in strada a vigilare, a non arretrare sul territorio. E anche a provocare quei rom indesiderati.
Da metà pomeriggio i primi nomadi hanno lasciato la struttura su un pulmino scortato dai vigili urbani, mentre alcuni residenti, affiancati da esponenti di Casapound e Forza Nuova, hanno urlato insulti e minacce contro gli altri nomadi affacciati alle finestre. Non solo. Contro il furgone sono stati scagliati qualche calcio e alcune manate e una ventina di persone hanno intonato l'inno d'Italia, esibendo il saluto fascista. Ieri sera i manifestanti avevano anche buttato in terra e calpestato i panini che dovevano essere consegnati per cena agli ospiti del centro.
Roma, rivolta contro i rom a Torre Maura. Raggi: "Non cederemo a odio di Casapound e Forza Nuova"
Torre Maura, ancora tensioni: petardo e saluti romani mentre vengono trasferiti i primi rom

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E sono volate parole pesantissime: "Scimmia di mer.., te ne devi andare, esci fuori che ti ammazzo" e uno dei rom rimasti all'interno è uscito nel cortile rivolgendosi alla folla: "Sì, ora ce ne andiamo". Subito dopo un altro manifestante ha urlato: "Bruciateli vivi". La metà dei rom ospitati (ancora per poco) nella struttura sono minorenni.
Poco dopo le 21, altri sette rom, tra uomini e donne, hanno lasciano la struttura sul furgone comunale, in aggiunta agli altri tre portati via nel tardo pomeriggio. In strada resistono ancora qualche residente e militanti di estrema destra con fumogeni e bandiere italiane. E i trasferimenti sono continuati fino a tarda notte, 18 su 70 sono già stati accompagnati in altre strutture. Alcuni di loro però a tarda notte avrebbero rifiutato il nuovo centro di accoglienza cui erano stati destinati e di fatto sono rimasti in strada.
Torre Maura, i primi rom lasciano centro accoglienza: applausi e saluti romani
Torre Maura, ancora tensioni: petardo e saluti romani mentre vengono trasferiti i primi rom

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Le operazioni riprenderanno domani, così come il presidio dei manifestanti. Ne rimangono dentro circa 50, dei quali 33 sono minori. Verranno spostati e sistemati nelle prossime ore in altre strutture dislocate sul territorio, comunque lontane dal VI municipio.

"Non cederemo all'odio razziale". Ma poco dopo partono i trasferimenti


Nel tardo pomeriggio era arrivato tra gli applausi di un centinaio dei manifestanti il pulmino dei servizi sociali del Campidoglio che si sarebbe occupato del trasferimento dei primi dei circa 70 rom (33 bambini, 22 donne delle quali tre in stato avanzato di gravidanza) ospitati nella struttura di via dei Codirossoni. La protesta era servita, la cacciata si è compiuta, anche se la sindaca Virginia Raggi in un tweet ieri aveva stigmatizzato la protesta: "Non possiamo cedere all'odio razziale, non possiamo cedere contro chi continua a fomentare questo clima e continua a parlare alla pancia delle persone, e mi riferisco prevalentemente a Casapound e Forza Nuova".
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Cronaca


La rivolta contro i rom di Torre Maura a Roma, il pane calpestato e la pietas negata[/url]


di MARCO BELPOLITI
E Raggi aveva anche spiegato di "essere intervenuta per evitare che la situazione degenerasse. C'era un clima molto pesante, di odio. Voglio tutelare i tanti cittadini onesti di quel quartiere e i 33 bambini (del gruppo dei nomadi, ndr) che rischiavano la vita e l'incolumità personale. Dovere dell'amministrazione è quello di tutelare la vita e l'incolumità delle persone". Dopo poche ore il cambio di strategia: nel giro di poche ore, al massimo pochi giorni, il Campidoglio ha disposto che tutti i rom che avevano appena raggiunto il centro sarebbero stati ricollocati altrove.
Roma, proteste a Torre Maura contro l'arrivo dei rom: incendiata un'auto
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Salvini: "Zero campi rom entro la fine del mio mandato da ministro"


"No a ogni forma di violenza, no allo scaricare sulle periferie ogni genere di problemi. Ribadisco il mio obiettivo per cui sto lavorando da mesi: zero campi rom entro la fine del mio mandato da ministro. Chi si integra è benvenuto, chi preferisce rubare verrà mandato altrove" aveva sottolineato il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

La Procura indaga per "odio razziale"


La Procura di Roma intanto ha aperto un fascicolo di indagine sui primi scontri avvenuti nella tarda serata di martedì. A piazzale Clodio sono in attesa di una informativa dalle forze dell'ordine intervenute. I reati ipotizzati, al momento, sono di danneggiamento e minacce aggravate dall'odio razziale durante una vera e propria rivolta in cui sono stati dati alle fiamme un cassonetto e un'auto. Nel corso dei tafferugli sono stati calpestati e distrutti i panini destinati ai rom: "Devono morire di fame" hanno urlato alcuni. "Dateci i terremotati, gli zingari non li vogliamo".
Torre Maura, l'adolescente che sfida Casa Pound: "Nessuno venga lasciato indietro"
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Il movimento Kethane: "Il prefetto impedisca presidio umiliante"


"Chiediamo al prefetto e al questore di Roma di impedire il presidio intimidatorio e umiliante davanti al centro e di tutelare la sicurezza di 70 persone innocenti". Lo dice in una nota Il Movimento Kethane-Rom e Sinti per l'Italia. "Chiediamo alla magistratura di individuare e assicurare alla giustizia gli autori degli atti vandalici esercitati contro la presenza innocua di 33 bambini, 22 donne, di cui 3 incinte, e 15 uomini documentati e vantati sui social come trofei di una crociata che stabilisce una scala diversa tra

persone umane. Altrettanto chiediamo per le forze politiche che hanno istigato l'attacco". L'associazione chiede inoltre "che l'amministrazione di Roma operi una mediazione preventiva con la popolazione quando è necessario inserire delle comunità, siano immigrati o rom e sinti, in contesti difficili".
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