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Bologna, Adam all'assemblea degli islamici: "Salvini non ci ha parlato di cittadinanza"

Bologna, Adam all'assemblea degli islamici: "Salvini non ci ha parlato di cittadinanza"
Adam tra il padre Khalid El Hamami (a sinistra) e Yassine Lafram (eikon)
Adam El Hamami, uno dei due ragazzini rimasti coinvolti nel sequestro di San Donato Milanese, è arrivato a Bologna per partecipare insieme al padre all'assemblea generale dell'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia (Ucoii), accolti dal presidente Yassine Lafram.
"E' stato un lavoro di squadra - ha raccontato Adam ai cronisti - , eravamo 51 bambini ognuno ha fatto quel che doveva. In quei momenti pregavo e pensavo alla mia famiglia. Il giorno dopo ancora ci pensavo e avevo paura, ora sto già dimenticando".
"A Roma è stata una giornata molto bella", Adam racconta così il suo viaggio nella capitale e l'incontro con il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Un incontro, il 27 marzo, durante il quale non si è parlato del tema della cittadinanza.
"Sono venuti i carabinieri in stazione e ci hanno portato al ministero, dove c'era Matteo Salvini", ha raccontato. "Abbiamo stretto la mano a alcuni personaggi, siamo entrati in una sala, ci hanno premiato con delle medaglie, abbiamo fatto le foto".
Poi, il giro in centro: "Cinque compagni, il prof e Salvini: abbiamo visto la Fontana di Trevi e siamo andati a prendere un gelato. A un certo punto Salvini si è fermato e ha detto: 'Andate via, se no c'è troppo trambusto, tutti vogliono le fotò". Poi "ci hanno dato dei regali, il casco dei vigili del fuoco, tre cappelli di carabinieri, polizia e vigili del fuoco, un calendario e la medaglia, poi siamo tornati a Crema".
Il padre Khalid El Hamami dice: "Sono contento della cittadinanza ma anche se non dovesse arrivare noi ci sentiamo già italiani dentro"’. E sulla tragedia: “Cerco ogni tanto di togliere il telefono ad Adam, quando ci gioca troppo. Ma con il mondo di oggi i bambini devono avere il cellulare, puó salvare loro la vita se sono in pericolo”.
Bologna, Adam all'assemblea degli islamici: "Salvini non ci ha parlato di cittadinanza"

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L'assemblea si svolge dalle 10, all'hotel Savoia Regency di via del Pilastro, e fino alle 12.30 è aperta a tutti, organizzazioni aderenti e cittadinanza. "C'è un problema reale sui luoghi di culto, che non riguarda solo le comunità islamiche. Su questo vorremmo intraprendere un percorso per una legge sulla libertà religiosa che vada a regolamentarne l'apertura. Chiediamo, non pretendiamo, che le comunità islamiche siano messe in condizione di aprire luoghi di culto dignitosi". E' uno dei punti su cui ha insistito Yassine Lafram, presidente dell'Ucoii, nella sua relazione all'assemblea generale dell'Unione, di fronte ai delegati da tutta Italia.
"E' impensabile che nel 2019 in Europa, nella nostra Italia, un musulmano debba andare in uno scantinato e nascondersi per fare una preghiera. Stiamo parlando di diritti costituzionali, non ci stiamo inventando nulla", ha aggiunto, ricordando che i musulmani in Italia sono circa 2,5 milioni e le sale di preghiera censite, due anni fa, 1.200. "Potrebbero essere anche di più, ma soffrono di precarietà. Molte sono in affitto, possono chiudere in un posto e riaprire un altro. Le moschee vere e proprie si contano sulle dita di due mani"..
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