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Bologna, il killer di Budrio condannato all'ergastolo. La vedova Fabbri: "Mio marito ucciso dallo Stato"

BOLOGNA - Igor il russo è stato condannato all'ergastolo.
Il gup Alberto Ziroldi ha deciso il massimo della pena per il killer serbo, al secolo Norbert Feher, processato a Bologna in abbreviato per gli omicidi del barista Davide Fabbri e del volontario Valerio Verri e per altri reati. Feher, dopo una latitanza di otto mesi, è stato arrestato in Spagna a dicembre 2017 e da allora è in carcere a Saragozza.
Rigettata la richiesta al giudice di un'altra perizia psichiatrica, il processo è andato avanti col rito abbreviato semplice. A gennaio scorso c'era stato l'interrogatorio di Feher dalla Spagna, dove è detenuto nel carcere di Zuera, in videoconferenza. Una ferita riaperta per i parenti delle vittime che seguono il processo.
Per la prima volta stamattina era presente in aula, a porte chiuse, anche Maria Sirica, vedova del barista Fabbri, difesa dall'avvocato Giorgio Bacchelli. Oltre alla donna i figli della guardia ecologica volontaria Valerio Verri, Francesca ed Emanuele, assistiti dall'avvocato Fabio Anselmo, e l'agente di polizia provinciale Marco Ravaglia, rimasto gravemente ferito nell'agguato mentre era di pattuglia nel Mezzano, difeso dall'avvocato Denis Lovison. Dopo il rappresentante dell'accusa, che aveva chiesto l'ergastolo, ha parlato l'avvocato Alberto Bova, in rappresentanza della Provincia di Ferrara, che ha chiesto un risarcimento del danno di 50mila euro.
"Chi lo ha ammazzato non è stato Igor, ma è stato lo Stato, perché questa persona non doveva essere qui in Italia". Sono le parole di Maria Sirica, vedova di Fabbri. Il riferimento è al fatto che il serbo in precedenza aveva avuto un'espulsione.
"Non è giusto che una persona viene nel locale e può ammazzare le persone. Non è giusto. Mi ha lasciato un trauma. Io non ce la faccio più", ha aggiunto Sirica, affiancata dal suo avvocato Giorgio Bacchelli. Che effetto le ha fatto vedere per la prima volta, dopo l'assalto nel suo bar di Budrio, l'imputato collegato in video? "Lo volevo vedere da vicino per dirgli un po' delle cose che ho dentro. Perché non è giusto che una persona viene a fare una rapina e deve ammazzare le persone. Qui siamo in Italia e tutto è permesso", ha detto la vedova al termine dell'udienza in tribunale a Bologna.
"Lui ha ucciso nostro padre. Speriamo che le colpe non siano imputate solo a lui come persona fisica, ma a una sicurezza che non c'è stata. Quello di nostro padre era un omicidio che si poteva evitare, il killer non doveva uscire dall'Italia", avevano detto i figli di Verri dopo aver assistito in videoconferenza all'udienza preliminare ad ottobre scorso.
Catturato Igor, il killer di Budrio: il blitz in una cittadina della Spagna
Le vittime di Igor hanno chiesto risarcimenti danni per circa 4,7 milioni complessivi, nelle loro arringhe durante il processo in abbreviato al killer serbo. Il difensore dei familiari di Davide Fabbri, avvocato Giorgio Bacchelli, ha chiesto infatti un milione per la vedova di Davide Fabbri, e cinquecentomila euro per il padre della vittima, Franco Fabbri, ucciso l'1 aprile 2017 nel bar 'Il Gallo' di Riccardina di Budrio. L'avvocato Fabio Anselmo ha chiesto 2,1 milioni per la famiglia di Valerio Verri, mentre l'avvocato Denis Lovison ha chiesto un milione per Marco Ravaglia, agente provinciale ferito nell'agguato in cui morì Verri, l'8 aprile 2017 a Portomaggiore.
Il difensore di Norbert Feher, avvocato Gianluca Belluomini, ha chiesto l'assoluzione da alcuni capi di imputazione, l'esclusione delle aggravanti e una pena che non sia l'ergastolo.
Feher, 38 anni, era stato arrestato il 15 dicembre 2017, a Teruel, in Aragona, dopo una lunga latitanza: era stato catturato, svenuto, a bordo di un pick-up uscito di strada e appena rubato, dopo aver ucciso a El Ventorillo un allevatore e due agenti della guardia civile. Descritto dalle perizie spagnole come un killer freddo, lucido, narcisista e senza rimorsi, in Italia Feher è accusato degli omicidi del barista Davide Fabbri e della guardia ecologica Valerio Verri. Il primo era stato ucciso in un tentativo di rapina. Il secondo era stato vittima, sette giorni dopo, di un agguato mortale durante un servizio di pattuglia antibracconaggio nelle Valli del Mezzano, nel Ferrarese, in cui rimase gravemente ferito l'agente Marco Ravaglia.
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