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Prato, contro il presidio di Forza nuova in piazza migliaia di persone. Tensione e cori contro Gad Lerner

"L'Italia agli italiani, l'Europa agli europei". È uno dei cori scanditi dai circa 150 militanti di Forza Nuova che hanno manifestato in piazza del Mercato Nuovo a Prato, per dire no "all'immigrazione clandestina". "Dio", "Patria" e "Famiglia" gli striscioni srotolati accanto alle bandiere di Forza Nuova e al Tricolore, durante un breve corteo (non autorizzato) dalla stazione alla piazza del Mercato Nuovo, dove un manifestante ha anche fatto il saluto fascista. "Non ci fermiamo davanti ai diktat dell'Anpi", ha promesso il leader Roberto Fiore che ha annunciato che chiederà di togliere all'Associazione nazionale partigiani d'Italia i "fondi che gli arrivano dal ministero della Difesa, dalla Regione e dal Comune".
E mentre gli estremisti di destra arrivavano nello spazio a ridosso del tempio buddista, per iniziare il loro sit-in, un'altra piazza della città, Santa Maria delle Carceri, era già stracolma. Più di cinquemila le persone che hanno risposto all'appello dell'Anpi e che hanno partecipato alla contro-manifestazione antifascista organizzata dopo che il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica mercoledì ha dato il via libera al corteo di Forza Nuova. Salvo poi fare retromarcia venerdì sera, trasformando il corteo in un presidio.
"Stiamo vivendo questa manifestazione di Forza Nuova come uno sfregio enorme, non se lo merita questa città. Prato è una città aperta ma c'è un limite che non doveva essere oltrepassato ed è quello di commemorare la nascita dei fasci combattimento. La nostra città ha una medaglia d'argento appesa al gonfalone e ha i suoi martiri del nazifascismo", ha detto il sindaco Matteo Biffoni, che ha anche chiesto scusa " ai cittadini che si sono trovati coinvolti in quello che non doveva accadere". Al presidio antifascista hanno aderito una sessantina tra associazioni, sindacati e partiti, sindaci e istituzioni tra cui il presidente della Regione Enrico Rossi: "Penso che sia stato un errore, rispetto alle reazioni che ha avuto la città, consentire" la manifestazione di Forza Nuova a Prato. "La Prefettura li ha autorizzati, questi argomenti penso non sfuggano al Viminale. Io mi ero rivolto direttamente a Salvini, avrebbe avuto la possibilità di prendere una posizione netta", ha detto il governatore.
Da Firenze sono arrivati almeno un migliaio di manifestanti, salutati alla partenza dai genitori di Lorenzo Orsetti, il giovane fiorentino ucciso in Siria dai miliziani dell'Isis. E proprio a Orsetti è dedicato uno striscione che, parafrasando ciò che aveva scritto nel suo testamento, recita: "Saremo la prima goccia della tempesta". Al presidio ha preso parte anche il giornalista Gad Lerner che, prendendo la parola, ha denunciato di essere stato accolto dal coro "ebreo ebreo" quando è andato in piazza del mercato nuovo per vedere in presa diretta i manifestanti di estrema destra. "Non pensavo che nel 2019 mi sarei dovuto giustificare" per questo motivo, ha spiegato Lerner. "Se siamo così tanti qui, alla contromanifestazione antifascista - ha aggiunto - è perchè è diffusa la consapevolezza che è stato superato un limite inaccettabile nell'italia contemporanea".
Per garantire la sicurezza in una Prato "blindata" sono stati impiegati 300 uomini fra reparti della Mobile, agenti della stradale e corpi di guardia. Il sabato delle due piazze di Prato è arrivato dopo settimane di polemiche, decisioni e dietrofront. La manifestazione convocata da Forza Nuova nella città toscana, ufficialmente per dire no "all'immigrazione clandestina" si è svolta nello stesso giorno in cui ricorre il centenario dei Fasci di combattimento. Una sovrapposizione, questa, che ha sollevato non poche proteste. Tra cui quella del sindaco, Matteo Biffoni, che insieme all'Anpi e a decine di associazioni aveva chiesto che la manifestazione non venisse autorizzata.
Mercoledì il corteo di Forza Nuova aveva ricevuto ok del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dalla prefetta Rosalba Scialla. E venerdì, in tarda serata, era arrivata la parziale retromarcia: non più un corteo per le strade della città, ma solo un presidio statico. Un cambio di rotta, stabilito senza preavviso e all’ultimo momento, tanto che alle sette di sera né il Comune di Prato né Forza Nuova erano stati ancora informati. Proprio per il ritardo il Comune ha comunicato solo sabato mattina che i divieti di sosta e rimozione forzata lungo il percorso sono nulli.
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