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Bus dirottato a Milano, Ousseynou Sy aveva premeditato tutto: lenzuola nera per coprire i vetri del bus

Ha trascorso la prima notte sorvegliato a vista in carcere a San Vittore Ousseynou Sy, l'autista che ha dirottato e incendiato lo scuolabus mercoledì mattina alle porte di Milano. E' stato però già trasferito nel reparto dei protetti, quello riservato ai detenuti che non possono stare insieme ad altri come i pentiti, sex offenders, coloro che hanno compiuto reati contro donne e bambini e gli ex appartenenti alle forze dell'ordine. Il colloquio prima con il medico di guardia, poi con lo psicologo del carcere: ma si aspetta l'interrogatorio di convalida del fermo, che potrebbe avvenire tra sabato e lunedì. Gli inquirenti dovrebbero inoltrare già oggi al gip la richiesta di convalida dell'arresto con le accuse di strage, sequestro di persona, incendio e resistenza e poi l' interrogatorio di garanzia davanti al giudice potrebbe tenersi già domani. Ieri, davanti ai pm, l'uomo ha sostenuto che voleva arrivare fino a Linate col bus per poi scappare con un aereo verso il Senegal, ma con sé non aveva nulla, men che meno un biglietto aereo.
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Bus dirottato a Milano, Ousseynou Sy aveva premeditato tutto: lenzuola nera per coprire i vetri del bus

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In queste ore il procuratore aggiunto Alberto Nobili e il pm Luca Poniz stanno iniziando ad ascoltare a verbale i bambini e gli accompagnatori delle due classi della scuola media di Crema. E così altri elementi si aggiungono al quadro che descrive la premeditazione: arrivato a Pantigliate l'autista ha coperto i vetri davanti del bus con delle lenzuola nere, forse per impedire ai ragazzi di capire dove fossero. Anche di questo materiale si era munito la mattina prima di mettersi alla guida del mezzo con il quale avrebbe dovuto portare dalla palestra alla scuola gli allievi. Inoltre aveva rimosso dalla vettura tutti i martelletti frangivetro con i quali i ragazzi avrebbero potuto provare a rompere i vetri e scappare. I dettagli emergono dal racconto di alcuni testimoni e anche da quello dei primi carabinieri che sono arrivati sul posto, appartenenti al nucleo radiomobile di San Donato. In pochi secondi gli operatori hanno dovuto fare una scelta, hanno bloccato il bus e hanno fatto scendere i ragazzi dal retro. Tutto questo mentre Sy aveva in mano due accendini e minacciava i carabinieri che se lo avessero toccato avrebbe dato fuoco a tutto. E così ha fatto poco dopo. I militari hanno dovuto tirare fuori dal bus, che era già divorato dalle fiamme anche lo stesso attentatore. Il carabiniere scelto Aldo Leone della stazione di Paullo è rimasto lievemente ferito: ha ancora una mano fasciata per una contusione.
Il suo avvocato, Davide Lacchini, non ha ancora visto il suo assistito, ma spiega: "Si trovava in evidente stato di prostrazione fisica psicologica: è chiaro che la situazione gli è sfuggita di mano, ma ha ribadito che non aveva intenzione di fare del male a nessuno", prosegue il legale, illustrando in questo modo linea della difesa. Si insiste dunque sulla versione del "gesto dimostrativo", sebbene "sconsiderato".
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Gli investigatori stanno cercando di acquisire il video-manifesto postato dall'uomo sul suo canale Youtube - e di cui ha parlato ai pm - e inviato ai suoi conoscenti in Italia e in Senegal. Nel filmato l'uomo spiegherebbe le ragioni del suo gesto "contro le politiche migratorie italiane". I carabinieri del Ros stanno lavorando per ricostruire quanto accaduto: hanno effettuato ieri perquisizioni nella casa e nell'auto di Ousseynou Sy, sequestrando anche materiale informatico. Nell'auto i militari avrebbero trovato una tanica e delle borse. I controlli sono stati eseguiti insieme ai colleghi del nucleo investigativo di Crema, dove Sy è residente. Secondo alcune indiscrezioni, l'autista nei giorni scorsi avrebbe ordinato via internet, tramite un collega, un taser, dicendo di doverlo regalare alla nuova compagna. Tutti questi elementi confermano la "premeditazione del gesto", che è stata data per certa anche dal procuratore capo di Milano, Francesco Greco, e dal numero uno del pool antiterrorismo, il pm Alberto Nobili.
E ancora: dalle indagini emerge che nel 2007, quando gli era stata sospesa la patente per guida in stato di ebbrezza, l'uomo aveva chiesto un permesso per malattia alla società Autoguidovie per la quale già lavorava, per evitare di spiegare perché non potesse guidare. Il Comune di Crema si costituirà parte civile nel processo a carico di Ouesseynou Sy, l'autista che ieri ha incendiato l'autobus su cui trasportava 51 alunni di seconda media. Lo ha spiegato il sindaco, Stefania Bonaldi, precisando che l'amministrazione comunale "non ha alcun potere di controllo" riguardo le condizioni del personale di Autoguidovie con il quale è stato stipulato un contratto con una gara d'appalto a livello provinciale.
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